BMW special dragster vintage by Lucky Cat Garage

Si chiama Sprintbeemer ed è una moto davvero personale, fatta con tanta passione, fantasia e… pezzi provenienti da BMW dagli anni 50 ai 90, boxer e non

Bmw special dragster vintage by lucky cat garage

Eicma, quest’anno, ci ha stupiti con un gran numero di special. Alcune nei “soliti” stand dei produttori di componenti aftermarket, altre portate da piccoli preparatori, molte infine quelle realizzate ed esposte direttamente dalle grandi Aziende che sembra vogliano esplorare sempre più da vicino il mondo del tuning.

Ma lontano dai riflettori del Salone Internazionale del Motociclo, il sottobosco delle officine grandi e piccole specializzate nella preparazione di moto uniche è in continuo fermento. Come il Lucky Cat Garage di Séb Lorentz, un volto ormai conosciuto nel circuito dei custom show europei.

Séb, oltre a costruire special di rara bellezza, lavora anche per BMW Motorrad France: naturale quindi che per questo suo progetto abbia scelto un motore della Casa bavarese.

 

PANE, BMW E FANTASIA

Si chiama Sprintbeemer e ha debuttato allo Sprint Festival di Glemseck, in Germania, lo scorso settembre, un raduno dove decine di special e moto d’epoca elaborate si sfidano in gare di accelerazione. Per dimostrare che stile e prestazioni possono andare a braccetto anche nel mondo custom. E ha vinto, guidata da Sylvain Bernerot (Séb si è rotto la gamba in bicicletta pochi giorni prima della gara…).

Il cuore della moto, il motore, è quello di una R 100 RS, elaborato per farlo correre più veloce. Ha valvole maggiorate, carburatori Dellorto PHM 40, camme racing 336 e volani alleggeriti. La frizione è quella di serie, migliorata solo con un piatto ceramico HPN; il cambio è rovesciato. La trasmissione finale, di una R60/6, è stata allungata per raggiungere velocità più elevate, mentre gli scarichi a megafono sono completamente liberi. Guardate il video per sentire il sound della Sprintbeemer.

 

 

A livello ciclistico, la Sprintbeemer sfrutta un telaio R50/2 modificato; l’avantreno è quello di una R75/5 abbassato, il forcellone è invece quello di una R100/7, abbinato a una coppia di moderni ammortizzatori regolabili nascosti nelle cover cilindriche dell’epoca. A proposito di modernità: la batteria è di una BMW S 1000 RR. Le ruote sono da 19” davanti, e 18” dietro. I mozzi dei freni sono lavorati a macchina per aumentare il raffreddamento e ridurre il peso.

 

BASSA E CATTIVA

Le sovrastrutture sono ridotte al minimo, solo l’indispensabile per correre. Quindi: una enorme e appuntita carenatura a campana e un piccolo serbatoio, di derivazione incerta. “Probabilmente è quello di una motoretta italiana anni 50” dice Séb. Ha un rubinetto di grande portata e nel coperchio del cassettino, ricostruito in alluminio, è incastonato un termometro per la temperatura dell’olio motore. Un serbatoio carburante d’emergenza della giapponese Mooneye, piazzato davanti alla ruota posteriore è utilizzato come serbatoio dell’olio e, insieme alla sottilissima sella, completa l’insieme delle sovrastrutture, che definiscono una linea lunga e acquattata “per spaventare gli avversari” dice Séb. E come dargli torto? L’estetica, così semplice e aggressiva, è veramente splendida.

 

Ora, mentre EICMA è nel vivo dello svolgimento, Séb sta lavorando ancora alla sua Sprintbeemer: l’obiettivo è allungare ulteriormente il rapporto finale, per farla correre ancora più veloce.

 

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