BMW S 1000 R: dietro le quinte

Prevista: pioggia. L'elettronica ci salva. Non riusciamo a provare la moto. Arriva il sole. Proviamo la moto. L'elettronica ci impiccia. Fine

Bmw s 1000 r: dietro le quinte

Ovvio che per una moto come la S 1000 R ti aspetti la pista. Non solo perché è l'unico posto dove puoi sfruttarla tutta - per lo meno una buona parte - ma anche perché a mio immodesto parere andare in pista con una naked da 160 CV e oltre è una goduria estrema. Immodesto perché ho ragione io e basta: è bellissimo perché nel guidato ti diverti come con una carenata (non credo che una R a Varano vada più piano di una RR), poi sul dritto c'è la sfida per tener testa e questi miseri 250 km/h che ti permette di raggiungere, infine in staccata ti diverti, col manubrio largo e tutto il resto - freni, gomme, sospensioni... - roba estrema che arriva dalla versione superbike. E tutto questo - non è male - lo fai più comodo. Vuoi mettere guidare bello dritto invece che rincagnato sotto una carenatura con il collo innaturalmente girato all'insù, il massimo per chi ha la cervicale (quindi tutti i motociclisti). Insomma, a una certa età meglio la naked, anche se pare invece una moto da ragazzini.

 

INVECE SI VA SU STRADA

Invece la BMW ci porta a Palma di Maiorca, e il giro è tutto su strada (qui il test anteprima della nuda tedesca). Bene lo stesso, sono certo che hanno selezionato dei percorsi fantastici e tra una curva e l'altra qualche marcia riusciremo comunque a tirarla. Certo, la superpiega ci mancherà, ma va bene così, perché la prova di una moto stradale solo in pista non è completa, visto che il motore non si userebbe mai sotto i 7.000 giri e non si scenderebbe mai sotto gli 80 km/h, a parte i dieci metri della corsia dei box, che non dicono niente.

Martedì mattina sul piazzale dell'hotel è schierata una trentina di S 1000 R, tutte rosse così non litighiamo per le foto. La BMW fa le cose in grande, e anche questa volta non si smentisce. Ci sono tre fotografi e ci dividiamo in altrettanti gruppi, così da assicurare il servizio. Un test senza foto non serve a niente per il giornale/sito, e realizzare buoni scatti è proprio la cosa più delicata di un test di questo tipo. Perché la prova in genere te la cavi, per esempio bastano 20 km fatti bene e sai tutto quello che c'è da sapere, ma per portare a casa delle immagini decenti occorre un insieme di cose: asfalto asciutto, un buon grip (asciutto non basta), una curva giusta (asfalto asciutto con un buon grip non basta), sapersi mettere in posa (asfalto asciutto con un buon grip e la curva giusta non bastano).

 

PER UNA PROVA BASTANO 20 KM

Ho esagerato? No, se sono 20 km giusti possono bastare. Perché le prime impressioni sono quelle che contano, poi infatti ti abitui ai difetti e li correggi. Così, per esempio, dopo 150 km di curve non fai più caso alle sospensioni che si muovono perché guidi più rotondo e loro non si muovono più, o al freno cattivo perché dopo le prime pinzate ti dai una regolata e le frenate le fai più morbide. In 3 km di autostrada capisci come va in viaggio, se protegge, se vibra, se è lenta in ripresa, se è dura sullo sconnesso; in 3 km di città vedi come va a bassa velocità, se il ride by wire è preciso a 2.000 giri, se ai 10 all'ora riesci ad andare dritto, se nelle rotonde la moto cade giù, se la frizione stanca, se le sospensioni ti sballottano o filtrano l'inevitabile asfalto straziato...

 

IL BRIEFING DOVREBBE METTERE PAURA 

Ogni test, di qualsiasi moto, è preceduto dal briefing. Che non dovrebbe mettere proprio paura, ma si spera almeno un pizzico di criterio in quei cervellini spenti dei tester. Da anni gli organizzatori hanno abbandonato la speranza di farci stare tranquilli, e si limitano a mostrarci il percorso sperando che poi non tocchi loro venirci a recuperare chissà dove (molte presentazioni le fanno sulle isole perché almeno l'estensione è limitata). Ma le nostre BMW hanno il navigatore, quindi su questo sono in parte tranquilli. Ci danno anche delle raccomandazioni sull'asfalto: "Questa mattina è bagnato, quindi attenzione. Sull'asfalto scuro il grip è buono, su quello grigio chiaro invece è scivoloso".

Dare dei consigli ai tester sulla qualità dell'asfalto? Ahahahaha. Ma dai, figuriamoci, adesso non sappiamo che se piove si scivola, e non riusciamo a distinguere un asfalto viscido da uno buono. Ma pensa questi. Partiamo. Dopo 20 km troviamo il bagnato.

 

CHI HA BUTTATO IL SAPONE SULL'ASFALTO?

Ok, stavolta ho esagerato davvero. Non era sapone, ma ci va vicino: quello grigiolino ha lo stesso grip delle strisce pedonali bagnate. Per fortuna ci avevano avvertito. Siamo arrivati sulla strada grigia lanciati da quella scura, dove si guidava quasi come sull'asciutto. Visto che sotto il sedere abbiamo 160 CV, tutti ci diamo una bella regolata. Ma nonostante questo il benedetto DTC, ci salva le chiappe almeno una decina di volte a testa (abbiamo il video). Per questo dico benedetto. 

Ora, i grandi pilotoni del bar Sport dicono che il miglior controllo di trazione è quello del polso destro. Che baggianata. Qua non siamo tutti dei piccoli Marquez, ma in moto ce la caviamo. Eppure il DTC entra, e anche abbondante. Non solo quando si spalanca, ovviamente, ma a volte anche con il gas appena puntato in uscita di curva. Un asfalto così viscido credo di averlo trovato solo sotto zero.

Volete sapere la mia teoria? Se il DTC entra vuol dire che il nostro mirifico, sibaritico e allo stesso tempo tetragono polso destro è lento come una tartaruga. Perché non solo il sistema interviene, ma ridà anche coppia mentre tu sei ancora lì che ti chiedi ma che cavolo sta succedendo?

Domanda ai luminari del bar: senza DTC saremmo arrivati tutti e trenta alla pausa caffè? E ora ecco il video.

 

 

CONFESSO, HO GUIDATO IN DYNAMIC

La R full optional come la nostra ha quattro mappe, Rain, Road, Dynamic e Dynamic Pro, quest'ultima per la pista. Vi confesso una cosa. Siamo piombati troppo di fretta sul tratto grigiolino, e siccome avevo la visiera scurissima e il cruscotto è scritto troppo piccolo per la mia acutezza visiva (insomma non leggevo proprio benissimo i riding mode), ho scancherato coi bottoni ma non sono riuscito a passare in Rain e così ho guidato sempre in Dynamic. Che sarebbe il mode adatto per la guida sportiva su strada asciutta, quindi con risposta del gas diretta, full power, full torque, sospensioni e ABS incazzati. Un po' diverso dall'auspicabile e dolce Rain, con risposta al gas melliflua, potenza limitata, coppia zuccherosa, DTC e ABS risoluti e sospensioni carezzevoli.

Ma tutto è andato superliscio. E a questo punto immagino che averi potuto guidare anche in Pro, cioè settato per la pista, con lo stesso risultato: sarei arrivato alla pausa caffè sempre seduto sulla mia moto.

 

TUTTI CAPACI CON L'ELETTRONICA

Tra l'altro ho anche applicato la mia teoria. Questa: guido la versione DTC, cioè quella con il controllo di trazione dinamico, che vuol dire sistema intelligente con piattaforma inerziale, spalanco il gas all'imbecillità senza preoccuparmi di niente tanto ci pensa l'elettronica e vediamo cosa succede. Infatti è andata così: tutto perfetto, l'elettronica sistema tutto e anche una scimmia potrebbe guidare come me. Ovviamente l'elettronica non sistema le curve, la moto (se vi siete accorti) ha solo due ruote, e se in piega si esagera e una scappa via una, soprattutto quella davanti, non c'è elettronica che tenga. Tolte le curve, appena c'è un rettilineo, con l'elettronica puoi spalancare quanto vuoi che non succede niente, anche sul bagnato scivoloso.

 

ARRIVA IL SOLE: VIA TUTTO

Adoro guidare sul bagnato. Ovviamente in caso di asfalto decente. È bellissimo perché devi arrotondare, frenare al limite, piegare e dare gas con il bilancino... Ma una moto da 160 CV, poi derivata da una superbike, si merita una strada asciutta. Fin qui avremo usato al massimo una sessantina di CV, ce ne mancano ancora cento. A pranzo siamo un po' abbacchiati, non solo perché non siamo ancora riusciti a sfruttare questo ben di dio, ma perché non abbiamo nessuna foto, solo un triste camera car. Niente foto, niente pieghe, solo pioggia. Poi arriva il sole. E passo al coatto's style.

 

QUI DICO IL CONTRARIO DI QUELLO CHE HO DETTO PRIMA, AVVERTITI

Il coatto's style si imposta così. Prima cosa metti la mappa Dynamic Pro, poi stacchi tutti i sistemi di controllo. Cioè elimino tutte quelle invenzioni (qui andrebbe un termine più colorito) progettate per non farci divertire, che già solo i nomi fanno venire l'orticaria: antimpennata, antibloccaggio, controllo di trazione, antipattinamento. Ok, ora faccio il fenomeno, ma se devo essere sincero non so se sia davvero il caso di fidarmi così cecamente di me e staccare tutto. Un po' perché questa moto non scherza, un po' perché dopo essersi abituati a guidare con un'elettronica sofisticata e perfettamente funzionante, riprendere di punto in bianco a gestire tutto quanto "a mano" non è immediato. Ma faccio così, tanto la strada è perfetta, le gomme sono ottime e nuove, la moto è speciale, io non sono stanco né deconcentrato, è difficile che succeda qualcosa. Tipo mettersela in testa, arrivare a una scivolata o un hi-side. E qui finalmente sfruttiamo gli ultimi 100 CV che ci mancavano, con bellissime curve e successive accelerazioni da astronauta. Per farci sfogare infatti gli organizzatori hanno anche previsto un breve tratto di strada chiuso al traffico. Non sarà una pista ma serve allo scopo: esci di curva in seconda, spalanchi e fai tutto il rettilineo su una ruota. Ah, che belle le moto con tanti CV e niente controlli.

 

LE MOTO SONO TUTTE BELLE

Torniamo tutti sani in Italia, quindi ha funzionato tutto, mappe, DTC, ABS, DDE...  Vado nel sito di Motociclismo e sotto il pezzo dove dico come va questa splendida S 1000 R leggo almeno una ventina di post isterici con le solite stronz… osservazioni. È orrenda, è la copia di questa, di quella, è più bella la mia. Non capisco, ma che problemi avete? Volete dire il vostro parere? Bene, benissimo, anzi, ci fa piacere leggere le vostre critiche e le osservazioni personali. Ci servono per migliorare. Ma le sparate da stadio, il tono offensivo di alcuni post mi dà fastidio. Trovo divertenti, invece, gli autorevoli giudizi dei grandi critici che con ineccepibile arguzia ci accusano di essere prezzolati perché non è possibile che la moto che abbiamo appena recensito vada così bene, forse meglio e più forte della loro. Amici, è così, non ci paga nessuna Casa motociclistica, quello che diciamo è tutto vero. Fatevene una ragione. Kids.

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