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BMW prototipo: comunque boxer, anche a 2 tempi

Con la stesse configurazione delle prestigiose sorelle, ecco la BMW R 10, una 125 dai cilindri contrapposti nata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1947. Perfettamente restaurata, funziona egregiamente

Bmw prototipo: comunque boxer, anche a 2 tempi

Che il motore boxer sia il favorito in casa BMW non lo si scopre adesso (qui un video che illustra l’ultimo nato, quello raffreddato a liquido), ma che i cilindri contrapposti siano stati usati anche per una piccola 125 è una storia inedita. Una storia che ha 66 anni e che risale al secondo dopoguerra, quando la BMW vuole risorgere dalle ceneri di un conflitto disastroso e lo fa costruendo non solo motociclette, ma anche pentole in alluminio.

 

MOTO SÌ, MA PICCOLE

Le sanzioni imposte dagli alleati obbligano le aziende tedesche che vogliono dedicarsi alla due ruote a limitarsi ad una cilindrata massima di 125 cc (lo stesso succede in Italia con Piaggio). BMW che crede strenuamente nel boxer, mette in campo i suoi ingegneri e nasce una 125 con un motore a 2 tempi (alesaggio x corsa di 42 x 44 mm e cilindri fusi con la testa), cambio a tre marce, alimentazione con distributore rotante e carburatore occultato sopra il carter. Tutto questo per avere il massimo della semplicità, però i tecnici si complicano la vita mettendo un albero di trasmissione e il cardano per spingere la piccola moto. Prima di approfondire il discorso, diciamo subito che di questa moto esiste un unico esemplare al Mondo, perfettamente restaurato e funzionante.

Noi abbiamo eccezionalmente potuto usarlo, con tutte le doverose cautele, a Cernobbio, in occasione del Concorso di Eleganza di Villa D’Este 2013. Come va e che voce ha lo scoprite nel video, qui invece la gallery, anche con foto storiche.

 

 

RAFFINATA. TROPPO

Le sospensioni della R10 sono elastiche sia per la ruota anteriore che per la posteriore, a completare una ciclistica che verte sul rigoroso telaio a doppia culla. Tornando al motore, non cambia, come tradizione della Casa tedesca, l’avviamento trasversale sulla sinistra con un lungo pedale. La potenza dichiarata è di 5 CV a 6.000 giri, che consentono una velocità massima di circa 75 km/h. Ne viene fuori una moto molto costosa per l’epoca, un mezzo che deve andare in competizione con le più semplici e monocilindriche DKW ed NSU. A far sì che questa moto rimanga solo un prototipo da museo, la successiva decisione degli americani che consentono di produrre moto di cilindrata superiore alla 125. E BMW sarà già pronta a soddisfare l’esigenza di mobilità di una Germania disastrata proponendo una riedizione della R23 del 1938.

La piccola R10 viene così accantonata definitivamente ma non distrutta, e ora riemerge dopo un accurato e davvero amorevole restauro di Sebastian Gutsch e della sua squadra del BMW Classic Group, il reparto che si occupa delle auto e moto storiche della Casa tedesca. 

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