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BMW K 1600 GT trasformata da Krugger in Nurb’s: sfida a 6 cilindri

Come si fa a trasformare una luxury-touring in una aggressiva special? Chiedetelo a Fred “Krugger” Bertrand, customizzatore belga che ha dato alla luce un’opera stupefacente mantenendo praticamente tutte le dotazioni tecnologiche della (ormai irriconoscibile) moto originale

Bmw k 1600 gt trasformata da krugger in nurb’s: sfida a 6 cilindri

In questi giorni a Colonia, migliaia di appassionati si stanno riversando nei padiglioni di Intermot per vedere le tante novità del Salone tedesco (cliccate qui per tutti i nostri articoli, gallery e video). Magari non lo sapete, ma in uno di questi padiglioni è ospitata l’esposizione delle moto che partecipano alla finale del campionato del mondo riservato ai costruttori di moto custom (www.amdchampionship.com). Tra le tante realizzazioni ci sono anche quelle di customizzatori italiani: alcune vecchie conoscenze (come la Hazard di PDF e Abnormal Cycles, che vinse il campionato nel 2011 con la Union, nella categoria Harley-Davidson modified) e diverse bizzarrie (come le creature d’alluminio di Ferruccio Codutti). Ma una delle moto che più ci ha colpito è senza dubbio l’ultima realizzazione di Fred “Krugger” Bertrand, genio del tuning mondiale che già nel 2010 si è aggiudicato il titolo di campione dell’AMD championship con la Veon, su base Harley-Davidson V-Rod (la potete vedere qui).

 

DIFFICILE COMPROMESSO

Oggi scopriamo però una special straordinaria, che viene dal Belgio. Rivelata a un custom show a Parigi, sulla Senna, lo scorso 25 settembre, la nuova special, battezzata Nurb’s, è stata realizzata in collaborazione con BMW Francia, che ha affidato alle mani di Krugger un modello che avremmo ritenuto assai poco adatto alla customizzazione: la K 1600 GT. Il risultato è qualcosa di totalmente innovativo e originale, tanto moderno che non stonerebbe in un film fantascientifico ambientato nel terzo millennio (guardate le foto in gallery). Ma come si fa a trasformare una luxury-touring in una aggressiva special? La parte più difficile non è costruire una moto -ammette lo stesso Fred- ma farlo mantenendo tutta una serie di componenti originali, come i sette computer (che controllano ABS, controllo di trazione, sospensioni elettroniche, assetto, fari adattivi, etc…), l’intricatissimo impianto elettrico (che in confronto quello dello Shuttle è roba da principianti) e i vari sensori sparpagliati sulla moto di serie.

 

MOTORE DI SERIE

Il motore è rimasto inalterato. Solo i radiatori sono stati spostati sui lati, per lasciare in bella vista i sei collettori di scarico. Per mantenere la linea acquattata a terra, la moto ha due serbatoi: il principale è sotto la sella, uno secondario è alloggiato nel codino. Il motore è sospeso in un telaio totalmente nuovo, lungo e basso, realizzato con un sinuoso intrico di tubi d’acciaio (in gallery ci sono anche le foto dei pezzi separati). Nuovo anche il forcellone e il monobraccio anteriore, che però utilizza il sistema Duolever originale, profondamente modificato. La ciclistica si completa con ruote ricavate dal pieno, da 21” davanti e 20” dietro. I freni sono della Beringer (un marchio che Krugger usa sempre sulle sue moto) con pinza anteriore a 6 pistoncini, e 4 dietro. Il tutto abbinato all’impianto ABS originale; mentre le pompe di freno e frizione sono di tipo radiale.

 

L’ISPIRAZIONE VIENE DAL PASSATO

Il nome della moto nasconde una voluta assonanza con il leggendario circuito tedesco del Nürburgring, ma NURBS è un acronimo che sta per Non Uniform Rational Basis-Splines. In parole povere, è la rappresentazione matematica di curve e superfici, oggi ampiamente utilizzata nella computer grafica; il concetto però è nato negli anni Cinquanta e fu ideato dagli ingegneri che cercavano un modo per formulare il “free form”, ovvero il disegno di forme morbide e non strettamente geometriche, utili per disegnare autoveicoli e barche.

Ma la moto cui Krugger si è ispirato per realizzare la sua special è la BMW R7 degli anni Trenta. Caratterizzata da linee morbide e avvolgenti, aveva una modanatura di lamiera sulle fiancate: allo stesso modo, il costruttore belga reinterpreta, con acciaio e alluminio lavorato a mano, il design dell’antenata su questa nuova BMW. Che però mantiene i cromosomi Krugger: bassa, aggressiva e con le sovrastrutture che non eccedono la misura dell’interasse: tutto è racchiuso tra i due perni ruota. Vezzo d’artista e firma d’autore.

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