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Biaggi su Ducati: per voi è stata solo un’operazione commerciale

Il 52”4 di Max nella due giorni di test sulla Desmosedici ha deluso solo il 20% degli intervenuti al nostro sondaggio. Che però non hanno alcun dubbio sulla reale motivazione del test al Mugello: visibilità per gli sponsor

Biaggi su ducati: per voi è stata solo un’operazione commerciale

di Federico Aliverti

 

Max Biaggi spesso divide, sempre appassiona. La curiosità di assistere al suo ritorno in pista è stata morbosa perché c’erano davvero tutti gli ingredienti di una grande rentrée. L’intramontabile appeal della Ducati. I saliscendi del Mugello ritrovati dopo anni di lontananza. Il ritorno su una MotoGP da campione in carica della Superbike. Insomma, l’effetto-Max ha prodotto un numero record di votanti in questo nostro sondaggio del lunedì, che verteva proprio sui test di Max con la ducati MotoGP. Il Corsaro fa quindi ancora notizia, ma la vera curiosità di tutti qual era? Ovvio, volevamo vedere se Biaggi, cronometro alla mano, fosse rimasto se stesso. Max ha girato in 52”4, a circa 4 secondi dai top rider, ma ha ottenuto comunque un grande riscontro mediatico: che ne pensano i nostri lettori?

 

UNA GRANDE OPERAZIONE PUBBLICITARIA

Max ha voluto fare questo test per dare visibilità a se stesso e ai propri sponsor personali, mentre il team, attraverso “l’ingaggio” di Biaggi, ha messo a punto una strategia di comunicazione per mettere in vista lo sponsor Pramac: hanno davvero pochi dubbi i quasi 2.000 votanti al nostro sondaggio. Tra di essi, solo uno su dieci ipotizza che Ducati abbia in mente una sostituzione di Spies con Max (anziché Pirro), e solo il 16% crede che il campione romano abbia potuto dare indicazioni utili per lo sviluppo della Desmosedici. Ma guai a pensare che il pubblico sia rimasto deluso dal best lap di Biaggi...

 

MAX BIAGGI NON HA DELUSO: UN 52” AL MUGELLO CI STA

La sorpresa di questo sondaggio è la maturità tecnica del nostro pubblico. Un 6 volte campione del mondo che dopo due giorni di test finisce a 4 secondi dai migliori, come minimo non fa un figurone, verrebbe da pensare. Invece i nostri internauti evidentemente hanno tenuto conto di tutte le variabili del caso. Primo: Max Biaggi non guidava una MotoGP da molti anni e una moto da corsa da molti mesi. Senza contare che la pioggia ci ha messo lo zampino sia il primo giorno sia il secondo. E poi, quando un pilota supera i 40 anni e “stacca la spina”, è difficile ritrovare la cattiveria agonistica in un paio di giorni. In ultimo, ma questo è un nostro personalissimo pensiero: una moto fisica e scorbutica come la Desmosedici è quella che meno si addice allo stile di guida di Max.

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