Battaglia contro le moto sui passi: buon senso e legalità cercansi

Comincia la stagione dei giri ma anche la stagione di caccia alla moto (vedi il caso del Bracco). La storia è sempre la solita: per colpa di pochi paghiamo tutti e la nostra immagine si deteriora sempre più. Ci vuole buon senso, ma non solo da parte delle Forze dell'Ordine

Battaglia contro le moto sui passi: buon senso e legalità cercansi

Finalmente è primavera... vera. Il mondo degli appassionati delle due ruote avrà gioito, quando la Penisola si è scrollata di dosso freddo e pioggia per lasciar spazio ad un clima mite e a splendide giornate di sole. Condizioni ideali per godersi la propria due ruote, purché si guidi con attenzione, rispettando i limiti imposti dal Codice della Strada… Facile a dirsi, molto meno a farsi, soprattutto perché le moto di oggi vanno come gli spari ed è un attimo trovarsi nel mirino delle Forze dell'Ordine. Se poi teniamo conto che, a parte i casi in cui è sacrosanto fermare e multare, sui passi è un vero stillicidio pregiudiziale e persecutorio nei nostri confronti, capiamo perché andare a farsi il classico giro in moto la domenica in alcune occasioni potrebbe essere tutt'altro che piacevole.

 

CONTROLLI E SICUREZZA

La presenza di postazioni autovelox fisse o mobili è sicuramente un deterrente per il motociclista che voglia scatenare i CV della sua supersportiva sulle strade, senza remore nei confronti di regole e limiti. Ecco perché siamo i primi a credere nell’opera portata avanti dalle Forze dell’Ordine, purché prevalga DAVVERO la ricerca e la promozione della sicurezza, purché i controlli siano improntati al buon senso nei confronti degli utenti delle due ruote, troppo spesso messi invece alla gogna "a prescindere" (ne abbiamo parlato qui, ma anche qui qui). A volte si rasenta il ridicolo, come sul Passo del Bracco.

 

VIETATO FERMARSI

L’episodio più eclatante risale allo scorso week end, quando alcuni centauri si sono visti multare perché le loro moto sostavano di fronte all’Antica Osteria Tagliamento, nei pressi del Passo del Bracco. Una mossa che ha tagliato le gambe ai proprietari delle due ruote, costretti a pagare la sanzione (violazione al divieto di sosta sulla carreggiata), oltre a danneggiare i gestori dell’osteria, che rischiano di perdere i loro clienti. Una questione che va avanti da tre anni (sembra che a monte vi sia una diatriba tra gestori dell'osteria e proprietari dello stabile che, a quanto pare, proprio non digeriscono i motociclisti...) e che, a fronte di tante più gravi infrazioni alla sicurezza, scatena più di un quesito su quanto in queste occasioni prevalga il buon senso.

 

SANZIONI A NON FINIRE

L'operato di Carabinieri e Polizia Municipale non si è limitato a colpire le moto ferme davanti all’osteria (con videoriprese e fotografie che comprovassero le infrazioni), ma ha interessato l’intero tratto della S.S. 1 Aurelia, con 3 giorni di controlli a tappeto. Le numerose sanzioni (in rincaro rispetto al 2012, ne abbiamo parlato qui) sono legate a comportamenti alla guida non consentiti come il cambiamento di direzione o di corsia (ed altre manovre azzardate), rumori molesti durante la circolazione (vale a dire non dipendenti da ordinarie esigenze di guida) come lo strisciamento dei pneumatici sull’asfalto in frenata ed accelerazione, ed infine la circolazione contromano in curva o con limitata visibilità. Al di là del burocratese e della terminologia a volte esilarante usata dalla stampa non motociclistica, è chiaro che c'è chi esagera e tira come se fosse in pista. Giusto puntare a questi scalmanati.

 

BUON SENSO E LEGALITÀ

Se in qualche caso le Forze dell’Ordine sembrano applicare le norme con eccessiva severità, dobbiamo comunque sempre chiederci se abbiamo qualcosa da farci perdonare riguardo al rispetto delle regole (che non è discrezionale). E qui non mancano i soliti esempi di comportamenti e consuetudini invalse ma illegali legate alla guida della moto o alla sua personalizzazione. Ok, uno specchietto non originale non fa del male a nessuno (una penna contromano potenzialmente sì, invece, e una targa parallela al suolo o mancante quale giustificazione dovrebbe avere?), ma un agente che dovesse multare un motociclista per questo motivo cosa avrebbe fatto di persecutorio? Sarebbe il biker ad aver infranto la legge, sapendo di farlo. Quindi non sarebbe il caso di assumersi un po’ tutto le proprie responsabilità?  Un limite di velocità ci pare “a buon senso” troppo basso? Ok, se ne può discutere, ma questo non ci abilita a considerarlo inesistente. Quindi se ci multano per averlo superato hanno ragione. 

 

CAMBIAMO STRADA?

Il risultato è che per colpa di alcuni esagitati l’intera categoria è trattata alla stregua di un gruppo criminale, con l’opinione pubblica fomentata dalla stampa generalista. Il nostro consiglio è quindi quello di evitare le modifiche non omologate, ma soprattutto di mantenere sempre un comportamento che rispetti il Codice della Strada e garantisca la nostra sicurezza e quella degli altri. Dispiace dirlo, ma un altro consiglio è quello di evitare le strade più belle per chi va in moto. Ormai si sa che certi passi sono territorio di caccia per gli uomini in divisa, quindi perché andare a mettersi nei guai rischiando di trovare una pattuglia priva del tanto sospirato buon senso? Senza contare che ci potremmo trovare di fronte al "pilotino" di turno che taglia la curva proprio mentre passiamo noi... Divertiamoci a trovare percorsi alternativi, dove andare a goderci la moto ma sempre nel rispetto delle regole. Chi proprio non può fare a meno di correre si ricordi che esistono le prove libere in tutti gli autodromi italiani dove poter dare sfogo alle dozzine di CV delle nostre moto in tutta sicurezza (cliccate qui). Certo, c’è da spendere dei soldi, ma questo è un altro discorso…

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