Baia di Napoli: tour motociclistico completo

Dall’alba al tramonto il giro delle strade di Napoli, con partenza e arrivo fissati a Posillipo.

NAPOLI POSILLIPO

NAPOLI POSILLIPO Don Gennaro ci racconta che il piazzale di Sant’Antonio a Posillipo è una tappa obbligata per i novelli sposi: “Vengono anche dalla provincia per farsi immortalare in abito nuziale con lo sfondo del Golfo di Napoli, e si mettono proprio lì, dove avete sistemato le vostre motociclette. Sapete, ne avevo una anche io, era una Guzzi...”. Poi, indicando con mano tremolante la città, il simpatico vecchietto aggiunge: “Mi raccomando, scrivetelo sul giornale che Napoli è bella!”. Vista dall’alto, Napoli appare racchiusa tra due grandi arterie stradali: sulla parte superiore scorre la tangenziale che si estende dai nodi autostradali a nord-est sino ai Campi Flegrei a ovest, collegando i principali quartieri della città. In basso, invece, si snoda il meraviglioso lungomare, quello classico delle cartoline, con lo sfondo di Castel dell’Ovo e del Vesuvio. Ricalcando sulla mappa queste due strade si ottiene una sorta di lazo che avvolge la città: in questo caso noi, grazie anche ai consigli degli abitanti locali, non abbiamo fatto altro che seguirne il perimetro in senso antiorario. In sostanza, provenendo dall’autostrada abbiamo prima raggiunto il litorale flegreo in tangenziale, uscendo allo svincolo di Cuma. Quindi siamo entrati in città da Bagnoli e abbiamo percorso tutto il lungomare urbano, da Mergellina al porto. Infine, dopo un breve tratto in A3, ci siamo avventurati finanche in cima al Vesuvio. Il risultato? Un tour motociclistico completo della baia di Napoli, una passeggiata dal sapore unico, per certi versi deliziosamente trasgressivo, come mangiare una pizza con le mani, piegata a metà, una pizza verace napoletana, però, con la squisita mozzarella di bufala che fila sulle dita... Sulla tangenziale circolano parecchi adepti della guida anarchico-creativa. Vale a dire: sorpassi a destra e stop facoltativi, svolte senza freccia e distanze ravvicinate. Basta saperlo. Nelle ore di punta è un ammasso infernale di veicoli allineati per tre. Come sul Grande Raccordo Anulare di Roma, si sguscia soltanto in moto, assieme a nugoli di scooter chiassosi. In compenso, dall’alto dei suoi audaci viadotti, la tangenziale offre scorci panoramici inaspettatamente gradevoli: gli automobilisti, sprofondati nelle loro scatolette, non se ne accorgono nemmeno, ma dalla moto, se non si va di fretta, è tutta un’altra storia: da Capodimonte alla collina dei Camaldoli lo spettacolo è compreso nel pedaggio.

GOLFO DI POZZUOLI

GOLFO DI POZZUOLI “Quando ero giovane, possedevo un Falcone rosso fuoco”. Don Gennaro, classe di ferro 1924, ha tanta voglia di chiacchierare. Lo ascoltiamo incuriositi, mentre ci prepara il caffè nella minuscola cucina del suo quartino di Posillipo. “Con la moto scendevo da Posillipo a Coroglio e me ne andavo al porto di Pozzuoli ad aspettare il ritorno dei pescherecci. Contrattare con i pescatori mi divertiva molto, ma alla fine non è che risparmiassi chissà quanto rispetto ai negozi. Era soltanto un pretesto per fare un giretto con la moto e tornarmene a casa con qualche chilo di pesce, che mia moglie preparava ‘a zuppa’ per tutta la famiglia”. Dopo una sosta al lago d’Averno, il mitico ingresso agli inferi cantato da Omero e Virgilio, ammiriamo il golfo di Pozzuoli dal vicino Castello di Baia: oltre il promontorio di Capo Miseno si stagliano le sagome delle isole di Procida e di Ischia; di fronte a noi lo sfondo imponente del Vesuvio, il nostro inconfondibile riferimento per navigare a vista...

DA POZZUOLI A NAPOLI

DA POZZUOLI A NAPOLI Dal porto di Pozzuoli a Napoli corrono pochi km, tutti costeggiando il mare. Oltrepassato il segnale di confine tra i due comuni, in lontananza, al termine di un lungo rettilineo si intravvedono gli scheletri inquietanti di Bagnoli, quel che resta da smantellare dell’ex Italsider. E ancora più in fondo, a Coroglio, nel punto in cui la strada sembra infilarsi nel costone tufaceo che regge la collina di Posillipo, si distacca l’istmo per Nisida, l’isola in crisi d’identità cantata da Bennato negli anni 80: conviene scrutarla dall’alto, dalle terrazze del Parco Virgiliano, laddove - ricorda con enfasi Don Gennaro - “mezzo secolo fa, tra i cordoli del Circuito Posillipo, correvano Fangio e Nuvolari. Era un circuito cittadino, avete capito? Come a Montecarlo!”.

LA PANORAMICA, VIA ORAZIO E MERGELLINA

LA PANORAMICA, VIA ORAZIO E MERGELLINA Raggiungiamo via Petrarca in un lampo: è la strada buona, ampia e alberata, che scorre nel cuore di Posillipo, tra ville con piscina e condomini super panoramici. È domenica e parecchie moto luccicano davanti ai bar, altre gironzolano su e giù, mentre la gente passeggia godendosi una magnifica giornata di sole. La magia del Golfo, l’inquadratura che piace tanto ai turisti giapponesi, è garantita a metà della grande curva che il nostro Don Gennaro chiama ancora “La Panoramica”, “Come venne battezzata nel ’49, quando la polizia, quassù, pattugliava ancora in bicicletta, bei tempi…”. Dalla sinuosa discesa di via Orazio il mare torna vicino: Mergellina e le sue barche a vela, i taralli sugna e pepe, il gelato artigianale allo chalet e gli yacht dei vip che fanno bella mostra in rada: sembra Cannes e invece è Napoli, la città dei forti contrasti. Via Caracciolo, poi, nonostante una teoria di maldestri rattoppi sull’asfalto e i controlli dell’autovelox, è la tentazione di molti motociclisti locali. Dritta e larga che non resisti a produrti in qualche breve allungo liberatorio, come direbbe Don Gennaro, “Alla Agostino ‘o pazzo’. Era l’estate del ’70 e un tale Antonio, un ragazzo che la gente aveva ribattezzato Agostino - da Giacomo Agostini, ndr - ‘o pazzo’, diventò l’incubo della polizia, compiendo spericolate evoluzioni notturne in sella alla sua Gilera 125 e forzando i posti di blocco. Per quattro notti, migliaia di persone scesero in strada per assistere agli inseguimenti: Agostino davanti e le Moto Guzzi a sirene spiegate indietro. Lo presero un giorno che stava in auto, ma se la cavò con una solenne ramanzina. In fondo era soltanto un motociclista con la passione della velocità”, racconta don Gennaro, versandoci una tazza di caffè fumante. Sulla parete del soggiorno notiamo una foto sbiadita: è lui da giovane, accanto alla sua moto. Don Gennaro la guarda, sorride, ed esclama: “Giuvinò, erano altri tempi, allora le moto avevano un cuore…”.

VIA CHIAIA

VIA CHIAIA In moto lungo il mare. A piedi nel centro. Tenere bene a mente. A metà di via Caracciolo, alle spalle della Villa Comunale, nella zona compresa tra Piazza San Pasquale e piazza dei Martiri, tra le griffe esclusive, si trova anche tanto parcheggio per la moto, volendo custodito e coperto, oltre a B&B e alberghi d’ogni tipo. L’arte e la storia (Napoli ne vanta per 2.500 anni) sono più avanti, da raggiungere scarpinando per via Chiaia, da piazza del Plebiscito fino ai Decumani, immergendosi nel folclore di Spaccanapoli per vedere il Cristo Velato e San Gregorio Armeno, la strada dei presepi.

FUNICAOLARE E BORGO MARINARI

FUNICAOLARE E BORGO MARINARI Di rigore, poi, va provata la funicolare centrale per salire al Vomero, a Castel Sant’Elmo: 360° sulla città, roba da capogiro, per i patiti del grandangolo. Stesso effetto da Castel dell’Ovo, sul mare di via Partenope, bello di giorno, incantevole di notte, con i ristoranti del “Borgo marinari”, il profumo della pizza e dei calamari alla brace, la luna piena e il sottofondo di un mandolino. Continuiamo a guidare le nostre moto seguendo il mare e sostando qualche minuto nel porto. Da qualche anno è stato restituito alla città: abbattute le barriere che ne celavano la vista, il Molo Beverello è ormai parte integrante di Napoli, fatta eccezione per le sei corsie di via Acton (proseguimento litoraneo di via Partenope) che lo separano da piazza Municipio, attualmente afflitta dal cantiere della metropolitana in costruzione.

TORRE DEL GRECO: VERSO IL VESUVIO

TORRE DEL GRECO: VERSO IL VESUVIO Stiamo uscendo dalla città. Via Marina, con i suoi dannati cubetti di porfido, scorre a ridosso della zona portuale destinata alle merci. Se proseguissimo dritto, per Portici ed Ercolano, sarebbe lo stesso, ma al pessimo lastricato urbano preferiamo l’asfalto della A3: dieci minuti in direzione Salerno, uscita a Torre del Greco, svoltare a destra e via, sempre diritto verso il Vesuvio, e il gioco è fatto. Affrontiamo una dozzina di tornanti costeggiando le molteplici colate laviche (l’ultima risale al 1944), ben visibili appena oltre il guard rail, per ritrovarci, in breve, a sfiorare il Monte Somma, sormontando la Valle del Gigante prima di approdare a Colle Margherita, a quota mille, tra decine di bus turistici. Troppo semplice, quasi irriverente conquistare il vulcano, se non fosse per la successiva arrampicata a piedi lungo un sentiero ripido, l’unico sacrificio richiesto per onorare lo sterminator Vesevo. Ma si arriva in paradiso: dalla cima, il mare, mille metri più sotto, è metallo liquefatto sotto un cielo di cristallo opaco, la penisola Sorrentina a sinistra, Pompei ai piedi del Vulcano, Capri e Ischia all’orizzonte, Napoli come un campo di grano baciato dal sole.

IL TRAMONTO DI POSILLIPO

IL TRAMONTO DI POSILLIPO Rientriamo in città appena in tempo per assistere al tramonto dalla collina di Posillipo: l’ultimo sole impregna il cielo di intense sfumature di rosa che riflettendosi nel mare, ammantano le strade e i palazzi di una luce dorata, calda e vibrante come la fiamma di un camino. Pare di vederlo laggiù, il nostro Don Gennaro, in sella al suo Falcone scoppiettante, trotterellare allegramente per le vie della sua bella Napoli, come ai vecchi tempi, quando le moto avevano un cuore e una passeggiata in città sembrava un viaggio fantastico…

BLOC NOTES

BLOC NOTES

 

Azienda Turismo Napoli - www.inaples.it

 

Da non perdere

Castel dell’Ovo, a via Partenope.

Castel Sant’Elmo con il Museo di San Martino, al Vomero, per godere di un panorama eccezionale.

Una passeggiata nel centro storico, partendo da via Chiaia, fino ai Decumani per esplorare il ventre di Napoli, i suoi chiostri, i suoi misteri. Le chiese di San Domenico Maggiore e di Santa Chiara. Le sfogliatelle calde di Pintauro a via Toledo, il Babà di Florens a via Orazio e un caffè al celebre Gambrinus di piazza del Plebiscito.

 

Le strade da guidare

Napoli vanta una delle baie più suggestive del mondo. Da ovest a est, ovvero dal quartiere di Bagnoli al porto, vi sono circa 15 km di strada, molto panoramici, nel primo tratto a mezza costa (la collina di Posillipo), nel secondo a livello del mare (da Mergellina al Molo Beverello), da percorrere “navigando a vista”, con il riferimento costante del Vesuvio.

 

Dove soggiornare

La zona migliore è quella compresa tra piazza San Pasquale, piazza dei Martiri e piazza Amedeo. Alberghi d’ogni tipo, Bed & Breakfast e garage custoditi per la moto: siamo nell’antico quartiere Chiaia, a ridosso del lungomare, a pochi passi dal centro storico. È qui, da Via dei Mille a Piazza Vittoria, che tradizionalmente si vive la colorita movida del week-end, tra discoteche, pizzerie e bar alla moda.

 

Entrare in città dalle autostrade

A nord-est di Napoli convergono la A1 Milano-Roma, la A30 Caserta-Salerno, la A16 Bari Avellino e la A3 proveniente da Salerno e Reggio Calabria. Le barriere autostradali sono collegate alla città mediante un raccordo che si innesta, tra l’altro, sulla tangenziale. Quest’ultima, scorrendo a ridosso della città dall’aeroporto di Capodichino sino ai Campi Flegrei e viceversa, collega gran parte dei quartieri cittadini e prevede il pedaggio fisso di euro 0,70, anche mediante porte Telepass abilitate alle moto. In previsione di un accesso autostradale, abbiamo ipotizzato tre soluzioni. Dritti al porto: ignorando la rampa per la tangenziale, continuare sul raccordo autostradale in direzione centro città, zona Azienda portuale. Il Molo Beverello/Stazione Marittima si raggiunge andando sempre diritti su via Vespucci, via Nuova Marina verso piazza del Municipio, con il mare alla nostra sinistra e la città a destra. Poiché l’intero tracciato è condizionato dai cordoli, per entrare nel porto occorre arrivare nei pressi della galleria della Vittoria (senza entrarvi, però), incanalarsi al semaforo più a destra ed effettuare una svolta ad U per impegnare la carreggiata che scorre in senso opposto. Da notare che imboccando la suddetta Galleria si raggiunge il lungomare e, volendo, anche la collina di Posillipo. Attenzione al pessimo fondo stradale (porfido dissestato) di via Nuova Marina, costellato di buche. Dalla tangenziale a Mergellina: due opzioni per raggiungere rapidamente il lungomare dalla tangenziale. Uscire al casello Vomero/via Cilea, proseguire su Corso Europa e percorrere via Manzoni prima di svoltare sulla panoramica via Orazio, strada collinare di Posillipo che termina proprio a Mergellina. Uscire al casello di Fuorigrotta (successivo al Vomero), proseguire su via Cinthia, imboccare il sottopasso dello stadio e, una volta a piazzale Tecchio, svoltare a sinistra verso la Galleria che sfocia su piazza Sannazzaro, a cento metri da Mergellina.

 

Le strade da evitare

Accedere a Napoli da nord-ovest, attraverso il litorale flegreo resta, a nostro avviso, la soluzione migliore, per qualità di strade e panorama. Ebbene, consultando una carta stradale, qualcuno, anziché proseguire in tangenziale fino a Pozzuoli, potrebbe essere tentato di imboccare (dal raccordo autostradale) il cosiddetto Asse di Supporto in direzione di Villa Literno, località ubicata nei pressi della foce del fiume Volturno. Allo stesso modo, dal predetto raccordo, sembrerebbe una scorciatoia invitante l’Asse Mediano verso Giugliano/Lago Patria. Si tratta in entrambi i casi di strade a scorrimento veloce che collegano la vastissima provincia di Napoli (che ormai si confonde con quella di Caserta), intersecando l’Autostrada del Sole dall’entroterra al mare. Raccomandiamo vivamente di evitarle: la segnaletica imprecisa e contraddittoria e le decine di svincoli sono, infatti, capaci di mettere in crisi il più potente dei GPS, e si rischia di girare per ore attorno allo stesso punto.

INDIRIZZI DORMIRE E MANGIARE

 

Desiderate visitare il centro storico di Napoli e non sapete da che parte cominciare? Avete timore di smarrirvi tra i mille vicoli intricati e il solo pensiero di parcheggiare la vostra adorata motocicletta vi turba il sonno? Forse la soluzione esiste: fare base nel quartiere Chiaia-Posillipo. Facilmente raggiungibili dal lungomare, alberghi, B&B e ristoranti suggeriti sono vicini a parcheggi custoditi e coperti, come pure alle più importanti stazioni di funicolari e metropolitane, utili per esplorare il centro storico ed il resto della città a piedi.

 

HOTEL A 2 E 3 STELLE

Ausonia Via Caracciolo, 11 tel. 081-682278 - 081-664536 hotelausonia@interfree.it

Canada Via Mergellina, 43 tel. 081-681594

Pinto Storey Via G. Marcucci, 72 tel. 081-681260 info@pintostorey.it

Splendid Via Manzoni, 96 tel. 081-645462 - 081-7141955 splendid@napleshotels.na.it  (dispone di parcheggio privato)

 

BED & BREAKFAST

A Chiaia Via F. Palasciano, 17 tel. 081-2404755 info@chiaiabaiabb.it

Area Mare Viale Gramsci, 30 tel. 081-7612739 info@areamare.org

San Pasquale a Chiaia Piazza San Pasquale, 10 tel. 081-7643490 sanpasqualeachiaia@libero.it

Blue Dream Largo Ferrandina a Chiaia, 7 info@bluedreamonline.it

 

RISTORANTI - PIZZERIE

Cantanapoli Via Chiatamone, 36 tel. 081-7646110 canta@connect.it

Ciro a Mergellina Via Mergellina, 18/23 tel. 081-681780

Da Ettore Via Santa Lucia, 56 tel. 081-7640498

La tana di Pinterrè Via Partenope, 12 tel. 081-7649822

Umberto Via Alabardieri, 30/31 081-418555

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