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05 May 2009

Aumento tariffe autostradali: se il rientro dalle ferie costa caro. Giallo sul rincaro del 2,4%

L’1 maggio, dopo i lavoratori, hanno fatto festa le casse della società “Autostrade per l’Italia”. Le tariffe sono aumentate del 2,40%, anche per le tratte più brevi. I pedaggi sono stati rivisti in base alla Convenzione Unica sottoscritta il 12 ottobre 2007, che prevede adeguamenti fatti l’1 gennaio, ma il D.L. 29 novembre 2008 n. 185, ora legge, li aveva bloccati sino al 30 aprile 2009.

Rincari



Milano 5 maggio 2009
RINCARI In occasione del ponte del primo maggio, dopo i lavoratori, hanno fatto festa gli addetti alle casse della società “Autostrade per l’Italia”. Le tariffe sono aumentate del 2,40%, anche per le tratte più brevi. I pedaggi sono stati rivisti in base alla Convenzione Unica sottoscritta il 12 ottobre 2007, che fissa la decorrenza degli adeguamenti, in base ai contratti di concessione in vigore, al primo gennaio di ogni anno. Tuttavia, il D.L. 29 novembre 2008 n. 185, convertito con modificazioni nella Legge 28 gennaio 2009 n. 2, ha disposto “ferma restando la piena efficacia e validità delle previsioni tariffarie contenute negli atti convenzionali vigenti” la sospensione degli adeguamenti fino al 30 aprile e la loro applicazione a decorrere dal primo maggio 2009. La cattiva notizia è che i prezzi più elevati sono applicati su tutte le tratte autostradali gestite da società controllate dal gruppo Autostrade per l’Italia, oltre che sui percorsi autostradali curate direttamente dalla capogruppo. Dunque si pagherà di più passando il casello sui tratti di competenza di Autostrade per l'Italia (+ 2,40%), Raccordo Autostradale Valle d'Aosta (+ 0,51%), Autostrada Torino-Savona (+ 0,73%), Autostrada Tirrenica (+ 5,14%) Tangenziale di Napoli 6,63%, Autostrade Meridionali (+ 4,89%). E tanto per rimanere in tema di aggiustamenti verso l’alto dal primo maggio decorre anche l’incremento del sovrapprezzo chilometrico sui pedaggi, di esclusiva competenza ANAS, che passa da 0,0025 a 0,0030 euro/km per le classi veicolari A e B, e da 0,0075 a 0,0090 euro/km per tutte le altre classi di pedaggio.

Giallo pedaggi


GIALLO PEDAGGI Se il problema fossero solo i rincari di per sé non ci stupiremmo affatto. Il punto è che su alcune tratte pare dubbio l’incremento dichiarato del 2,4%, almeno nei dintorni di Milano. Infatti, sulle due principali assi autostradali che collegano la periferia alla città e sono percorse ogni giorno da chi risiede fuori dalla metropoli meneghina, ma lavora e deve recarsi in città, la A8 Milano-Laghi e la A4 Torino-Milano-Venezia, si calcola un aumento decisamente superiore al 2,4%. Il casello di “Milano Nord” della A8, a partire da tutti gli ingressi possibili presenti dopo Varese, prevede sempre un pedaggio fisso, indipendentemente dal tratto percorso: prima dell’1 maggio si pagavano 1,20 euro, mentre ora si pagano 1,30 euro, il che equivale ad un incremento dell’8,33%. Sulla A4, invece, la tariffa autostradale varia in funzione della percorrenza. Noi ne abbiamo considerata una di media percorrenza, tra Novara Est ed il casello Milano Ghisolfa: prima dell’1 maggio la tariffa in vigore era di 2,60 euro, adesso è di 3,20 euro, un rialzo del 23,07%. Si tratta di percentuali che incideranno decisamente sulle tasche di chi usa l’autostrada quotidianamente, indipendentemente dalle cause di giustificazione.

Autostrade per l'Italia


AUTOSTRADE PER L’ITALIA Per le tratte di competenza della capogurrpo, Autostrade per l’Italia fa sapere: “ In conformità a quanto stabilito nella Convenzione Unica - sottoscritta con ANAS il 12 ottobre 2007 ed in vigore dall’8 giugno 2008 in seguito all’approvazione per legge n. 101/2008 - l’aumento tariffario di competenza di Autostrade per l'Italia per l’anno 2009 è pari al 2,40% ed è il risultato di tre componenti: 1,89%, pari al 70% dell’inflazione registrata nel periodo 1° luglio 2007 – 30 giugno 2008; 0,47%, a copertura dei costi sostenuti da Autostrade per l'Italia relativi agli investimenti addizionali inseriti nel IV Atto Aggiuntivo del 2002 e calcolato sulla base dei relativi stati di avanzamento; 0,04%, come conguaglio, in base a quanto disposto dalla stessa Convenzione Unica, tra gli adeguamenti tariffari che si sarebbero maturati dal 1° gennaio 2007 secondo la nuova formula di adeguamento e quelli effettivamente accordati per gli anni 2007 e 2008. La componente risultante dall’inflazione (+1,89%) è stata calcolata sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività Nazionale elaborato dall’ISTAT (indice NIC) del periodo 1° luglio 2007 – 30 giugno 2008, rispetto al periodo 1° luglio 2006 – 30 giugno 2007, risultata pari al 2,70%. La componente tariffaria relativa agli investimenti inseriti nel IV Atto Aggiuntivo (+0,47%) è determinata principalmente dai lavori effettuati sulla 4a corsia Milano – Bergamo (già aperta al traffico) e da quelli effettuati per la 3a corsia Cattolica – P.S. Elpidio (in corso)”. In buona sostanza oltre a pagare il normale usufrutto della rete autostradale con il classico pedaggio, pagate anche i lavori per il miglioramento del servizio, che sono già finanziati dallo stato, con il denaro pubblico derivato dalle imposte.

Società concessionarie controllate


SOCIETA’ CONCESSIONARIE CONTROLLATE Autostrade per l’Italia, in merito alle tratte gestite dalle società controllate, aggiunge: “Per Raccordo Autostradale Valle d'Aosta, Autostrada Torino-Savona, Autostrada Tirrenica, Tangenziale di Napoli e Società Autostrade Meridionali sono stati riconosciuti, con decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, gli incrementi tariffari spettanti in base alle rispettive convenzioni, comprensivi per le società Autostrada Tirrenica e Autostrade Meridionali degli adeguamenti tariffari non riconosciuti negli anni 2007 e 2008 e per la società Tangenziale di Napoli degli adeguamenti tariffari non riconosciuti nel 2008”.

Meccanismo di calcolo


MECCANISMO DI CALCOLO Autostrade per l’Italia definisce il sistema con cui si ricava l’importo da pagare al casello: “Ai fini del calcolo del pedaggio, dovuto tra un casello di ingresso e uno di uscita, si moltiplica la tariffa unitaria chilometrica, maggiorata del sovrapprezzo chilometrico a esclusivo beneficio dell’Anas, per la distanza percorsa, che include anche tratti di svincolo e rami di collegamento. All’importo ottenuto si deve aggiungere l’IVA (20%) e applicare, per legge, l’arrotondamento per eccesso o per difetto ai 10 centesimi di euro. Per effetto di questo arrotondamento, l’incremento finale del pedaggio può essere superiore, inferiore o anche nullo rispetto all’aumento annuo della tariffa unitaria. Può accadere, quindi, che il pedaggio su alcune tratte possa non subire aumenti per alcuni anni e che l’incremento annuale venga recuperato in un anno successivo”.
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