Assicurazione con scatola nera: emergono alcune criticità

Da un’indagine è trapelato che la scatola nera presente su moto e auto non è esente da problematiche e non è uno strumento infallibile nel determinare le responsabilità di un incidente
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La legge Concorrenza (124/2017) ha stabilito una nuova norma: in caso di sinistro, se almeno una dei due veicoli ha la scatola nera, quando c'è pieno accordo sulle responsabilità dell’incidente si viene risarciti in fretta (circa un mese con il modulo firmato da entrambi i guidatori). Se invece c'è disaccordo sulle colpe del sinistro, il rischio è quello di dover procedere con una causa legale fra automobilista e assicurazione. Ad aiutare il giudice a stabilire chi ha colpa e chi ha ragione e le dinamiche esatte dell’incidente dovrebbe correre in soccorso la scatola nera.

Numerosi esperti e alcune associazioni hanno però cominciato a dubitare sulla reale capacità ed efficacia di questo innovativo sistema. Secondo un’indagine, infatti, la scatola nera non sarebbe esente da problematiche e per questo non sarebbe infallibile nella determinazione delle responsabilità di un incidente stradale. In primis non convince la tolleranza massima di 10 metri consentita dagli schemi di decreto del ministero dei Trasporti nel rilevare la posizione del veicolo. Questa tolleranza può essere considerata corretta per determinare l’ubicazione dell’incidente o la posizione in cui si trova in quel momento il veicolo coinvolto, ma non per determinare l’esatta dinamica dell’incidente o l’esatta posizione dei veicoli al momento dell’impatto.

Secondariamente la scatola nera può tranquillamente essere installata da installatori con certificazioni che però non scongiurano per niente l’avvento di frodi per simulazioni di urti con mezzi già danneggiati. In terzo luogo non convince la possibilità lasciata alle assicurazioni di valutare il comportamento di guida di un loro assicurato tramite scatola nera e da questo decretarne il piano tariffario. Inoltre, le stesse associazioni avrebbero dei dubbi sulle modalità di trattamento e conservazione dei dati acquisiti dalle scatole nere, una questione insomma di privacy che per ora prevede solamente il divieto al monitoraggio continuo del veicolo.

Infine, gli esperti sarebbero leggermente dubbiosi sulla compatibilità tecnica delle scatole nere nei confronti dei veicoli di recentissima produzione. Da nessuna parte viene precisato il livello di compatibilità o se questi dispositivi siano stati approvati e certificati dalle Case così da scongiurare il malfunzionamento del veicolo o dei sistemi di sicurezza o ancora la decadenza della garanzia.

Addio polizze sospendibili

Restando in tema di assicurazioni vi ricordiamo che in una sentenza del 4 settembre 2018, la Corte europea di giustizia ha stabilito che i veicoli immatricolati e idonei alla circolazione devono essere assicurati anche se in disuso o fermi in garage, ciò potrebbe significare dover dire addio alle polizze sospendibili.

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