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Asia in motorino: da Cherating in Malesia a Krabi in Tailandia

Continua il viaggio in scooter dei sette italiani in scooter alla scoperta del continente asiatico. Oltre al racconto anche le foto più suggestive

Asia in motorino: da cherating in malesia a krabi in tailandia

Vi abbiamo già raccontato la prima parte del viaggio di quei sette italiani che stanno girando l’Asia a bordo di altrettanti scooter. Il viaggio continua, vi riportiamo quanto ci hanno raccontato delle tappe successive.

Ripartiamo da Cherating la mattina presto, il punto di arrivo è fissato a parecchi chilometri di distanza. Percorriamo la costa est verso nord, in direzione Kota Bharu. L’idea iniziale era di entrare in Thailandia dalla costa est, ma, dopo che ci è stato sconsigliato a causa delle tensioni presenti nella zona (a fine maggio ci sono stati due attentati a Yala), optiamo per una deviazione verso ovest.

Guidiamo tutto il giorno. Strada statale malese, ogni tanto costeggiamo il mare. Il paesaggio è più o meno uguale: piccole abitazioni basse, qualche capannina a bordo strada con vendita di cibo e bevande, vegetazione ricca ma non fitta come la giungla. A un certo momento stravolgimento completo: per almeno cinque chilometri, sia a destra (sul mare) che a sinistra, siamo circondati da un complesso industriale enorme; è uno dei maggiori punti di raffineria della Petronas, contornato da società di materie plastiche e derivati del petrolio. Ciò che mi sorprende è, oltre la dimensione degli impianti, la respirabilità dell’aria: mi aspettavo inquinamento, tutto invece sembra efficiente e in perfetto ordine. La conferma arriva poco dopo, quando ci fermiamo in una spiaggia piena di palme per un bagno: l’acqua è limpida, non puzza e non presenta segni percepibili di alterazioni.

Ripartiamo verso la nostra destinazione, dobbiamo arrivare su un grande lago. Lungo la strada veniamo colti da un acquazzone tropicale: fin’ora siamo stati fortunati, questa volta sembrava di essere usciti dalla lavatrice. Decidiamo di continuare e, dopo un centinaio di chilometri in montagna tra i cartelli di attenzione al passaggio di elefanti, arriviamo a destinazione. Siamo molto stanchi, dobbiamo riposare.

Ripartiamo in direzione della Modenas, la casa produttrice dei motorini: ci aspettano per un tagliando dei mezzi e annessi pranzo e visita negli stabilimenti produttivi. Dopo qualche ora ripartiamo, destinazione Thailandia. Al confine non abbiamo grossi problemi, tranne un permesso d’importazione che i doganieri impongono di fare a 4 moto su 8. Nel frattempo conosco un poliziotto, simpatico e ospitale: “parliamo” di calcio, ovviamente in thai e italiano. Alla fine mi regala due bottiglie d’acqua e un santino del Buddha come portafortuna. Per ricambiare gli do il mio laccio portachiavi.

Varcato il confine cambiano tutti gli scenari: i segnali stradali sono in thai (per fortuna tradotti), le strade sono di qualità inferiore e meno illuminate rispetto a quelle malesi, i camionisti e gli automobilisti corrono e si superano in ogni condizione. Dopo l’ennesimo temporale e 150 km, arriviamo ad Hat Thai.

Dopo una sosta a Pak Meng, per tappa rilassante di metà viaggio, arriviamo a Krabi, piccolo centro, punto di dogana per i backpackers in giro per la Thailandia. Albergo tranquillo, programmiamo con dei “barcaroli” locali un’escursione sulle isole per l’indomani. Consiglio per il viaggio verso Phi Phi: affidatevi a un’agenzia turistica prendendo una speed boat, o meglio ancora il Ferry che è anche economico. Salpiamo su un gozzetto, la barca che ci aspettavamo era diversa. Un paio di birre, ci annunciano due ore per arrivare a destinazione. A mezzora di navigazione finiamo in tempesta piena: mare agitato ma non troppo grosso, una valanga d’acqua dal cielo e tanto tanto vento. Sicurezza zero, potenza del motore ridicola, per fortuna un capitano esperto. Arriviamo provati dopo cinque ore di viaggio durissime. A destinazione ci dividiamo in due gruppi: uno tornerà a terra con destinazione Phuket, l’altro resterà sull’isola per una giornata in barca. Ci ricongiungeremo più avanti.

Nota su Phi Phi: è stupenda, fare snorkling non ha prezzo, le spiagge sono incredibili e la natura la avvolge interamente. Unica nota dolente, anche in bassa stagione (estate) c’è troppa gente.

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