02 June 2016

Dieci pollici di terrore

Vespa modificata, special cattivissima spinta da un motore Husqvarna 360 cc (22 pollici cubi, i dieci del nome sono quelli delle ruote): arriva dalla Germania, è semplice fuori ma elaboratissima sotto le scocche. Potenza quintuplicata, ciclistica tutta nuova, dettagli esoterici

La stagione delle Vespe

Arriva l’estate e tutte le sere gli spalti delle Mura di Città Alta, a Bergamo, si popolano di giovani in moto e scooter. Parcheggiano selvaggiamente tra strada e marciapiede per affollarsi intorno ai vari bar stagionali e chiringuito che aprono nella bella stagione sulla passeggiata che segue il profilo del panoramico sistema difensivo veneto del XVI secolo. Metà degli scooter sono Vespa. Moderne, quelle col variatore per la maggior parte, ma anche qualche Special che fa tanto hipster. Ci vado anche io, talvolta dopo cena, per un drink con gli amici mentre sotto di noi si stende il tappeto di luci brulicanti della pianura. E ci vado in Vespa, con la mia Rally 200 del 1976, restaurata perfettamente e originale fino all’ultima vite. L’amico Stefano Comi (quello della Vespa dragster) mi ha proposto delle modifiche per darle un po’ di brio, ma preferisco tenerla così come è.

La Rally che non ti aspetti

Ogni tanto cerco su internet articoli, foto e gadget legati a questo modello. Ma oggi, digitando “Vespa d’epoca”, sono incappato in quella del tedesco Marek Nachlik, di Amburgo. Si chiama Ten Inch Terror (dieci pollici di terrore) perché le ruote sono da dieci pollici, mentre la cilindrata del motore, ovvero 360 cc, trasformata in pollici cubi diventerebbe di 22 inches. Della GT originale -coeva della mia Rally- rimane solo la parte estetica, la carrozzeria e niente più. Sotto il vestito metallico della Vespa c’è un motore Husqvarna WR360 2T degli anni Novanta, montato in posizione centrale e inclinato di 45° per dare al mezzo migliore bilanciamento e manovrabilità. Messo a punto dagli specialisti olandesi della Powerseal, il motore sputa fiamme da uno scarico Pipe Design. Così elaborato, dichiara 55 CV di potenza, trasmessi alla ruota ovviamente tramite catena. E il peso totale dello scooter è di soli 145 kg. Chissà come fila…

Ciclistica riprogettata

Per tenerla in strada, Marek ha cambiato profondamente anche la ciclistica. Sospensione posteriore completamente riprogettata con forcellone Yamaha XS400 adattato e monoammortizzatore montato orizzontalmente sotto la pancia dello scooter; alle spalle del radiatore (necessario per il raffreddamento del cilindro); davanti invece c’è l’avantreno di una Rally, ma modificato per ospitare un ammortizzatore racing e pinza freno ad attacco radiale. Le ruote mantengono la misura di 10”, ma sono costruite partendo da delle Comstar della Honda e utilizza un freno posteriore a tamburo della Honda CB750. Tutta sostanza, questa Vespa, che però cura anche i dettagli, come la parte posteriore inclinabile con cerniere a scomparsa oppure totalmente asportabile; fanaleria a LED e impianto elettrico riprogettato. Sella artigianale e verniciatura sobria ed impeccabile. Tanta roba, davvero. Chissà che figurone ci farei, sulle Mura di Città Alta…

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