27 febbraio 2016

Turismo in moto: “Voglio viaggiare sicuro, non in compagnia”

I classici motoraduni e anche i viaggi in gruppo all’avventura sulle lunghe distanze stanno perdendo fascino. Attraverso i 3.192 voti del nostro sondaggio vi diciamo come stanno cambiando i gusti dei mototuristi

IL GLOBETROTTER è IN VIA DI ESTINZIONE?

La percorrenza media giornaliera di un motociclista durante un viaggio è compresa fra 200 e 400 km al giorno. Sia nel 2015 sia nel 2016 – abbiamo riproposto il medesimo sondaggio - è stata questa la precisa indicazione dei nostri internauti attraverso una percentuale di voto a netta maggioranza: il 52% nel 2015 cresciuto addirittura al 56% nel 2016. Rispetto all’indagine dell’anno precedente si registra comunque una grossa novità: sono più che dimezzati i macinachilometri, vale a dire coloro che dichiarano di affrontare percorrenze giornaliere uguali o superiori a 600 km. Si passa, in solo dodici mesi, dal 7% al 3%. Restano invece invariati quelli che dicono di percorrere meno di 200 km al dì: sono il 16%.

NON AMO I RADUNI

Che i raduni non siano in cima alla lista dei desideri dei mototuristi era già chiaro nel 2015, quando il 56% di chi ci segue dichiarò a chiare lettere di non amarli. Preoccupa che questa tendenza sia in fortissima crescita, come dimostra la stroncatura (70%!) che si registra quest’anno. Nonostante questa disaffezione generalizzata vanno bene le Tendate di Motociclismo AllTravellers (4%) che superano nientemeno che l’Elefantentreffen (2%) e l’Agnellotreffen (1%), anche se le preferenze della maggior parte dei motociclisti italiani rimangono per l’intramontabile raduno dello Stelvio, anch’esso comunque sceso nel gradimento dal 27% del 2015 al 23% del 2016.

IL MOTOTURISTA SOLITARIO

Preferisci viaggiare da solo o in compagnia? È questa la domanda clou del nostro sondaggio, ed è anche quella che ci ha fornito gli spunti più interessanti. La nuova tendenza infatti è di viaggiare da soli, senza troppe moto di amici e conoscenti che ti ronzano intorno, e in compagnia al massimo del passeggero, senza il quale però si sta bene lo stesso. Dichiara di avere questa inclinazione turistica una percentuale di motociclisti passata in meno di un anno dal 33% al 42%! Questo risultato potrebbe spiegare almeno in parte la debacle dei motoraduni e trova pieno riscontro nei comportamenti che il motociclista si aspetta da un altro motociclista durante il viaggio. Vediamo perché.

MEGLIO IN SICUREZZA CHE ALL’AVVENTURA

Il compagno di viaggio deve essere anche un compagno di avventura? Sì, ma solo per il 20% dei votanti (erano il 30% nel 2015). La condivisione dell’imprevisto e delle emozioni del viaggio è come passata in secondo piano. Oggi anzi i mototuristi prestano molta più attenzione alla sicurezza di guida, dichiarando che un compagno di viaggio imprudente potrebbe involontariamente arrecare danno anche a loro stessi. Questa sensibilità è cresciuta tantissimo, come dimostrano le percentuali di voto sull’argomento salite in dodici mesi dal 33% al 40%. 
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