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Svelata la livrea della Ducati MotoGP 2016 di Dovizioso e Iannone

Si chiama Desmo16 GP (senza più l’anno) ed è l’arma con cui la Casa di Borgo Panigale si appresta ad affrontare una stagione in cui l’obbiettivo è uno solo: “Essere sempre davanti e vincere”

Ben arrivata e in bocca al lupo!

Se per la Ducati il “libro” della SBK è abbondantemente iniziato per il 2016, con la presentazione ufficiale, i test e la prima gara che ormai è alle porte (il 27 febbraio a Phillip Islannd: approfittatene per giocare a FantaSBK!), per la MotoGP è iniziato ufficialmente oggi, con lo svelamento a Borgo Panigale della livrea delle moto con cui Iannone e Dovizioso correranno il campionato che inizia il 20 marzo in Qatar. Prima di raccontare com’è andato l’evento che si è svolto all’auditorium Ducati, andiamo direttamente al sodo: ecco le foto della moto, la Ducati Desmo16 GP, nella gallery di immagini ufficiali e live da Bologna
1/110 Auditorium Ducati di Borgo Panigale: presentazione ufficiale della Ducati Desmo16 GP, la moto con cui Andrea Dovizioso e Andrea Iannone correranno nel Mondiale MotoGP 2016. Da sinistra: Davide Tardozzi, Paolo Ciabatti, Andrea Iannone, Andrea Dovizioso, Michele Pirro, Gigi Dall'Igna e Claudio Domenicali

Domenicali: “Ducati è tecnologia e sguardo al futuro, ma le corse sono il nostro DNA”

Come sempre, a presentare l’evento firmato Ducati è Julian Thomas, press manager di Ducati Corse. Dopo il benvenuto, il primo personaggio a salire sul palco è Claudio Domenicali, CEO di Ducati. Il suo saluto al pubblico comincia con la descrizione di un ottimo 2015 per la Casa dal punto di vista commerciale, vengono citati i record di vendite, si parla di Ducati come Azienda diversa da qualche anno fa, sana, solida, cresciuta, che dà occupazione a circa 1.500 persone nel Mondo (con tanti di certificazione Top Employer). Domenicali ricorda che il 2015 è stato l’anno della Scrambler e dell’allargamento delle proposte anche a motociclisti non specialistici. È una strategia che nel 2016 si incrementa, con la Scrambler 400 cc e l'entrata nel settore dell’off road con la Multistrada 1200 Enduro e in quello cruiser con la XDiavel. Ma il DNA rimane quello sportivo: ok la sicurezza, ok la “Lando f Joy”, ma la passione per le corse è sempre viva. Domenicali elogia il gruppo, una grande squadra che ha nei due piloti ufficiali (Dovizioso e Iannone) la propria punta di diamante, senza dimenticare il prezioso Michele Pirro e il neo super collaudatore, Casey Stoner. "Lo spirito di squadra – dice Domenicali  - è quello che ci permette di gioire e soffrire insieme, e con noi tutti i Ducatisti". Segue un video che racconta per immagini un 2015 Ducati in MotoGP in cui sono arrivati 8 podi, dopo un avvio di stagione fulminante.

Dall’Igna: “Conosciamo molto bene il software unico”

A questo punto sale sul palco Gigi Dall’Igna, che comincia ricordando i due anni già passati in Ducati a far crescere la Rossa, con una progressione di emozioni e risultati. Ma nel 20016 cambia tutto, perché il nuovo regolamento della MotoGP ha costretto a rivedere il metodo di lavoro, rivoluzionando tutto per far fronte al cambio di gomme (da Bridgestone a Michelin) e all’obbligo di usare il software unico per la gestione del motore. In particolare, proprio la questione della centralina non preoccupa più di tanto Dall’Igna: “Sul software unico partiamo preparati per via del lavoro del 2015, fatto anche grazie coi team satellite della classe Open. Conosciamo piuttosto bene il software”. Per quanto riguarda le gomme, invece, il team si è trovato soprattutto a dover far fronte alle modifiche che la Michelin ha apportato durante l’anno, per cui i setup iniziali non si sono rivelati adatti alle gomme portate dalla Casa francese negli ultimi test. L’adattamento dei setup alle gomme è quello che avverrà nella prima parte della stagione, dice Dall’Igna.
La moto del 2016, già vista in azione nei test, è un’evoluzione della GP15 – continua il direttore generale di Ducati Corse -, siamo tranquilli perché la moto 2015 è partita con pochissimi km di test alle spalle ed è andata bene, nonostante i timori sull’affidabilità, con bei risultati fin dalla prima gara. Quest’anno siamo più tranquilli, abbiamo già usato la moto nei test, con quello di Phillip Island che ha risolto alcuni problemi emersi a Sepang. In qatar abbiamo in programma affinamenti che sistemeranno le lacune viste a Phillip Island. I nostri obbiettivi per il 2016?  Sicuramente le gare da protagonisti del 2015 hanno mostrato il potenziale, ma ci sono state anche gare opache, con gap troppo ampio per Ducati e i nostri partner. Obbiettivo 2016 è essere protagonisti in tutte le gare, lottare per le prime posizioni e cercare di vincere, per il brand, i tifosi e gli sponsor”.

Stoner, i test e il vero potenziale Ducati

Arrivano sul palco Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo Ducati Corse)e Davide Tardozzi (team manager). Ciabatti, in particolare, ricorda i 4 anni passati da quando è tornato in Ducati, anni in cui ci sono stati momenti brutti, da cui ci si è poi risollevati grazie alla passione e all’arrivo di Dall’Igna e Tardozzi: “Ducati trova in sé la forza per risolvere problemi, dal 2013 abbiamo avuto momenti brutti, ma poi siamo riusciti a raddrizzare la situazione”. Per Ciabatti, gli obbiettivi per il 2016 sono ambiziosi, lottare sempre per il podio, cosa fattibile grazie anche al lavoro oscuro ma prezioso di Michele Pirro e del neo super collaudatore, Casey Stoner (assente all’evento, però, anche se la sua presenza è annunciata in pompa magna per il WDW). L’australiano si è dimostrato velocissimo, come ha confermato anche Tardozzi, ma quello che stupisce è l’estrema naturalezza in cui Casey si è calato nel suo nuovo ruolo di consulente: “Stoner si è detto entusiasta di tornare in famiglia - dice Tardozzi -, è stato bello vederlo lavorare a Sepang come velocissimo collaudatore ma anche a Phillip Island come consulente dei piloti (anche Pramac) e degli ingegneri. Casey ha capito il suo ruolo e sta entrando nella parte”. Continua Tardozzi: “I test di Phillip Island non rispecchiano le possibilità Ducati. Non abbiamo cercato il tempo, abbiamo provato novità, abbiamo avuto qualche problemino, ma il passo gara è stato ottimo. In Qatar cercheremo il tempo e vedremo una Ducati protagonista”.

Andrea Dovizioso: “Siamo qua per vincere!”

Arrivano Dovizioso e Iannone, entrambi al quarto anno da ducatisti (sempre ufficiale il Dovi, due anni conn Pramac Iannone) e il primo a parlare è il pilota col numero 04: “Nel 2015 ho fatto bellissimi podi e bellissime lotte, fin dalla prima gara, con una bella spinta e volata finale. Siamo partiti forte ma con moto nuova, durante la stagione sono usciti i limiti, è normale. Esperienza importante per il 2016. Piccole modifiche sono state fatte quest’anno, ma importanti per stare davanti.  È il mio quarto anno da ducatista ufficiale ma abbiamo la base e i presupposti per andare davanti. I test sono andati benino. I primi due sono stati importanti per sgrossare la moto (gomme ed elettronica), con piccoli problemi a Sepang. Ma già a Phillip Island è migliorato il feeling con gomme. In Qatar lavoreremo su aspetti più importanti, mi aspetto molto dal test. Siamo qua per vincere. Fa effetto ed è difficile per via degli avversari, ma noi ci siamo, siamo un team ufficiale e corriamo per questo”.

Andrea Iannone: “Ci aspettiamo di raccogliere i risultativo che tutti vogliamo”

Quella dell’anno scorso in Australia è stata una delle più belle gare della mia vita e del campionato. Merito del supporto che ho da Ducati e dal team: sono molto contento di ricominciare di essere ripartico con buoni test proprio in Australia. La nuova moto è buona, mi aspetto molto dal 2016 dopo un 2015 positivo con passi avanti importanti.  Siamo sulla strada giusta ma il 2016 sarà difficile perché dobbiamo rispettare le aspettative che abbiamo dato, ci aspettiamo grandi risultati. Mi aspetto di riuscire insieme a raccogliere risultati che tutti vogliamo”. Iannone ricorda poi i suoi anni in Pramac: “Due anni positivi in Pramac, è stata una scuola positiva. Ho fatto un percorso step by step, oggi sono ufficiale ma sarebbe stato difficile senza Pramac e Campinoti. Ducati è grande famiglia”.
 

Non solo rosso per la rossa

Infine arriva la moto, che ora si chiama Desmo16 GP. Sembra una cosa da poco, ma il nome mostra una novità importante: la perdita del numero che indica l’anno. “16” è ovviamente il numero delle valvole (a ricordare che il motore ha 4 cilindri), mentre non si parla più di GP14, GP15, GP16, ecc. Sembra cosa di poco conto, ma è importante perché, oltre ad uniformare la nomenclatura Ducati a quella dei competitor, elimina ogni possibilità di confusione o incertezza negli sponsor e nei piloti, che avranno meno preconcetti nei confronti di una moto che il “numerino” potrebbe far percepire come troppo nuova o troppo vecchia.
La Desmo16 GP ha una livrea strana, per una Ducati: c’è un sacco di bianco e compare il blu di TIM. Le alette sono “mimetizzate” grazie alla verniciatura (prima erano nere), ma si vedono sempre e ovviamente caratterizzano molto il look della moto, decisamente diversa dalle rivali. Non manca l’adesivo che ricorda i 90 anni della Ducati, un forte richiamo alla tradizione e alla storia per una Casa che pure fa della tecnologia e dello sguardo al futuro la propria bandiera.
 
Ora non resta che attendere il prossimo impegno ufficiale, i test in Qatar dal 2 al 4 marzo, per poi tuffarci in una stagione MotoGP 2016 che si annuncia più avvincente che mai.

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