Long Test, 50.000 km con la Yamaha Tracer: risultati dopo 10.000 km

Siamo a un quinto del nostro cammino. La Tracer procede senza inciampi nella nostra prova di durata. Dai primi rilevamenti strumentali emergono dati a volte sorprendenti

Coccolata!

Eccoci all’ennesimo appuntamento con il nostro Long Test di 50.000 km, la prova di affidabilità che abbiamo inaugurato con Eicma 2015 e che ha come prima protagonista la Yamaha Tracer. Il nostro Centro Prove ormai da due mesi non le fa mancare una manutenzione impeccabile senza però risparmiarle i controlli più severi: è un po’ come dire che alla Tracer facciamo le coccole ma anche le pulci. Giunti al traguardo dei 10.000 km possiamo già dire come se la sta cavando la Yamaha? La domanda di per sé farà sorridere chi fin da principio ci contesta i 50.000 km, che sarebbero troppo pochi per avere un riscontro concreto sulla affidabilità. La  principale obiezione che ci viene mossa è che una moto giapponese (alla Yamaha Tracer seguirà la Honda Africa Twin) è attrezzata per affrontare senza inconvenienti ben altre percorrenze: figuriamoci cosa mai si potrà “vedere” a 10.000 km. Alla luce dei primi risultati abbiamo invece ragione di credere che i prossimi mesi ci regaleranno più di una sorpresa. La Tracer si romperà? È improbabile. Ma impareremo a conoscere come invecchia una moto sotto il nostro sedere e come si fa per preservarla al meglio. Quali sono i suoi  punti deboli e quali le sue caratteristiche. Quali le sue trasformazioni nel corso del tempo. 

I CV aumentano, le gomme si assestano

Per prima cosa scopriamo che il motore, a soli 8.000 km dal rilevamento di fine rodaggio, è diventato più potente di circa il 2% (tutti i numeri dei rilevamenti sono su Motociclismo di febbraio). Quanto ancora si potrà slegare il tre cilindri di Iwata? E quando invece la curva di  potenza inizierà a flettere? E ancora: i consumi di carburante saranno speculari alle curve di potenza o andranno invece per conto loro? A tutte queste domande sapremo dare una risposta tra poche settimane, ma abbiamo già la prima certificazione del fatto che il propulsore di una moto è qualcosa di “vivo”. Vale a dire che cambia il suo carattere e cambiano le sue prestazioni perché cambia esso stesso. Invecchia, si  assesta, si slega, si usura. Ce lo suggeriscono anche i primi campionamenti di olio motore. Particelle di ferro e di alluminio misurati in micron ci raccontano le condizioni di salute degli organi interni. La percentuale di “contaminazione da combustibile” ci dice invece se le fasce pistone tengono. È ancora presto per parlare di tutti questi dati, perché è come aver appena ritirato le analisi del sangue in laboratorio: hai in mano  un’infinità di informazioni e di numeri ma poi ci vuole il medico per interpretarli (il nostro “Centro Medico” di riferimento è la Mecoil, vedi servizio in coda a questo articolo).
 
La situazione invece è già abbastanza chiara per ciò che riguarda l’usura delle gomme. Scopriamo che le Metzeler Z8, sulla Tracer, hanno un decadimento abbastanza veloce nella prima fase di vita per poi assestarsi in un secondo tempo. Il risultato è che la gomma regala, in linea puramente teorica, percorrenze sensazionali (circa 20.0000 km). Basti dire che in 8.500 km abbiamo consumato all’incirca il 40% del battistrada “utile” per circolare in tutta sicurezza e a norma di legge. Un grande esperto come Salvo Pennisi ci assicura che “L’effetto leva del battistrada diminuisce via via che si riduce l’altezza degli intagli in seguito al naturale consumo della gomma. È per questo motivo che la gomma non si usura in modo graduale”. Ciò nonostante abbiamo optato per un cambio gomme “conservativo” (In questo momento Alfredo Rota sta viaggiando con Metzeler Roadtec 01) perché vogliamo che il nostro tester - air bag e abbigliamento ad alta visibilità sempre indosso - viaggi sempre con il massimo possibile della sicurezza attiva e passiva. Una scelta prudente come un cambio gomme anticipato vuole essere anche un consiglio per tutti voi: soprattutto in inverno non aspettate che i vostri pneumatici – indipendentemente dalla loro Marca - arrivino a ridosso del limite consentito per legge (1,6 mm). E non dimenticatevi di fare tutto quello che anche noi facciamo alla  Tracer: controllo dei livelli olio motore, liquido refrigerante, olio freni ant. e post; verifica tensione catena ed eventuale lavaggio e lubrificazione; esame delle tenute dei paraoli forcella, del monoammortizzatore, dei tubi dell’impianto di raffreddamento. Per ora sulla nostra Yamaha è tutto ok. Per ora… 

Già, perché per cantare vittoria è ancora un po' prestino. Alfredo Rota e la Tracer hanno davanti a sé ancora 40.000 km che li dividono dal traguardo. Non perdetevi l’appuntamento dei 15.000 km, dove inizieremo a parlare più nel dettaglio dell’usura dei freni (dischi + pastiglie), dei rilevamenti strumentali sulle sospensioni e dei  consumi di carburante.

1° TAGLIANDO: 2 ORE DI MANODOPERA E 50 EURO

La Tracer protagonista del nostro Long Test viene tagliandata regolarmente, cioè ogni 10.000 km, all’interno del nostro Centro Prove. In quell’occasione sono sempre presenti sia i rappresentanti della Casa, per verificare che tutte le operazioni si svolgano correttamente, sia quelli di Motociclismo, a garanzia della regolarità della prova. Il primo tagliando ci ha colpito per i bassissimi costi complessivi: solo 2,5 litri di olio Yamalube S4 10W-40 (non abbiamo cambiato il filtro) e un paio d'ore di manodopera. Tra le altre operazioni, controllo tensione catena (risultata perfetta) e lubrificazione della stessa. Abbiamo provveduto alla prima sostituzione pneumatici. Il secondo tagliando sarà al traguardo dei 20.000 km.
Al controllo dei 10.000 km, alla moto nel nostro Centro Prove sono state smontate le sospensioni (un’ora e mezza di lavoro), poi consegnate ai nostri partner della Evolution Bike di Vittuone (MI) per misurazione della costante elastica (K) e della frenatura dell'idraulica in estensione e compressione. Dopo i 50.000 km saremo in grado di dirvi come (e se) variano questi parametri sulla Tracer.

COME SEGUIRE IL LONG TEST

Per tutti i dettagli, i numeri, i confronti, non perdetevi Motociclismo di febbraio, mentre il nostro tester è sempre rintracciabile comodamente seduti da casa attraverso i Social. Ecco gli hashtag
  • #longtest
  • #cimettolatesta
  • #taketheroad
  • #daineseAirbag
  • #shoeiitalia
  • #metzeler
  • #yamahamotor
  • #yamahatracer
 
Oltre che sui canali web di Motociclismo, le foto saranno pubblicate da Alfredo Rota anche sui profili personali di Alfredo Rota:
  • @Alfiorota su Twitter
  • alfiorota su Instagram
  • Alfredo Rota su Facebook
1/73 Parte con la Yamaha Tracer il nostro primo Long Test. Il protocollo prevede 8 rilevamenti strumentali e un uso stradale ben distribuito tra autostrada, città e montagna
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi articoli