Provata la nuova Victory Octane: la muscolosa che entusiasma

Base tecnica della Indian Scout, ma tante modifiche per rendere più grintosa la muscle bike Victory rivolta al pubblico più giovane. Arriva a giugno anche in Italia. Impressioni di guida, foto e prezzo

The american way

Tre curve. Non sto parlando delle lievi sbavature a destra o sinistra della highway, né dei forzati cambi di direzione agli incroci. No. Intendo proprio curve per cui devi almeno approssimare una impostazione di traiettoria: ecco, di queste oggi ne ho fatte tre. D’altronde la Florida –precisamente a Orlando, dove mi trovo per la presentazione internazionale della Victory Octane- non è famosa per le sue strade tortuose. Non c’è nemmeno un rilievo degno di questo nome, solo una landa sconfinata e lussureggiante (si chiama Florida mica per niente…) invasa da paludi e acquitrini, attraversati e tagliati da strisce d’asfalto tirate col rigello. Che poi, anche fossero un toboga, non potresti divertirti, perché i limiti di velocità, negli USA sono rispettati da tutti e guai se sgarri: se non è uno sceriffo a fermarti, sono gli altri automobilisti e biker a redarguirti per la tua guida spericolata. Bella dunque l’idea del team Victory di portarci all’Orlando Speed World -un’area attrezzata per gli sport motoristici- dove dare libero sfogo alla nuova muscle cruiser americana (qui le foto, per maggiori dettagli tecnici cliccate qui).
1/71 La nuova Victory Octane è spinta da un'inedito bicilindrico a V di 60°, da 1.179 cc, raffreddato a liquido

Motore vivace e potente

Percorso di handling, ovale asfaltato per burn-out e drifting, rettilineo con tanto di albero di Natale per una drag-race: gli organizzatori non ci fanno mancare niente e finalmente possiamo provare per davvero le potenzialità di questa moto (che nei mesi scorsi era stata anticipata dai grintosi prototipi Project 156Ignition e Combustion). Perché a guidarla sul dritto a 60 miglia orarie costanti (circa 100 km/h) col motore che gira a 3.400 giri/min senza quasi sentirlo, proprio non avrei saputo che cosa scrivere. Invece così… Così vi posso dire che entusiasma, questa Octane. La scheda tecnica parla di 104 CV a 8.000 giri/min; un dato niente male che fa il paio con un peso non esagerato e una maneggevolezza più che buona.
Il motore -V twin di 60°, 1.179 cc raffreddato a liquido- è strettamente imparentato con quello della Indian Scout ma, pur avendo una discreta schiena ai medi, è agli alti regimi che si esprime al meglio. Progressivo, abbastanza elastico, prende giri alla svelta e invita a dare fondo alla manopola del gas. 

Buona maneggevolezza

Di livello anche la ciclistica: telaio e sospensioni ricalcano lo schema della Indian Scout, ma cambiano leggermente le quote, con ruote più grandi (non ci sono i due cerchi da 16”, ma un 130/70-18” ant. e 160/70-17” post.), che mantengono una maneggevolezza elevata, accrescono la stabilità e alzano -seppur di pochissimo- la luce a terra. Davanti ad un ricco piatto come questo, non mancano alcuni difetti: sospensione posteriore rigida e con poca escursione, scarso raggio di sterzata nel traffico e -nel misto stretto- pedane che strisciano presto l’asfalto. Lasciamo in sospeso il giudizio sui freni: sono apparsi potenti e ben dosabili sul nostro esemplare, che però è privo di ABS, di serie invece sui modelli che sbarcheranno nei mercati europei a fine giugno.
 
La Victory Octane arriva dunque insieme all’estate, ad un prezzo indicativo di 13.200 euro chiavi in mano.

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