Norton Domiracer: torna il glorioso telaio Featherbed

Ad uno sguardo superficiale può sembrare una versione speciale della Commando 961, invece questa moto dal nome leggendario è tutta nuova. Negli anni 60 era una moto da corsa, oggi è una bella café racer di serie (limitata)

Norton domiracer: torna il glorioso telaio featherbed

La nuova Norton Domiracer sarà presentata ufficialmente al pubblico durante il prossimo Classic Motorcycle Festival (9-11 agosto) a Donington Park, là dove ha sede Norton Motorcycles. Appena sarà svelata torneremo sull’argomento con più immagini e dettagli. Intanto, come sostiene Stuart Garner, presidente del Marchio Inglese, sono pronti per l’assemblaggio 50 esemplari, che saranno pronti per la consegna il prossimo autunno, ad un prezzo ancora da definire, ma che sarà vicino alle 20.000 sterline, vale a dire circa 23.000 euro. Iniziamo descrivendo la novità (ringraziamo il blog Rocket Garage per molte delle foto che trovate in gallery), poi spieghiamo ai più giovani perché i nomi Domiracer e Featherbed fanno battere il cuore degli appassionati.

 

È IL PIÙ FAMOSO E ORA È EVOLUTO

La novità più importante di questa nuova café racer è il telaio: non più il traliccio della Commando 961 (provata su Motociclismo di luglio), ma il più classico doppia culla Featherbed, “letto di piume”. In realtà del più famoso telaio Norton (e forse della storia delle motocicletta) si è mantenuto solo il layout, perché il materiale usato non è l’acciaio, ma l’alluminio. Una scultura in tubi tondi da far venire l’acquolina ad ogni appassionato di moto classiche.

 

EQUIPAGGIATA AL TOP

Di stampo decisamente moderno le sospensioni. Davanti, una forcella a steli rovesciati completamente regolabile è serrata da due piastre ricavate dal pieno e finemente alleggerite. Al posteriore invece troviamo un monoammortizzatore Öhlins (in luogo dei due laterali della Commando), anch’esso regolabile e accoppiato - con uno schema Cantilever, ovvero senza leveraggi - ad un forcellone in tubi d’alluminio che è un capolavoro. Di ultima generazione anche l’impianto frenante Brembo, con pinze anteriori ad attacco radiale e pneumatici da supersportiva montati su evocativi cerchi a raggi.

 

ALLUMINIO E CARBONIO

Un inedito impianto di scarico aperto è la principale modifica dedicata al motore, quello della Commando 961 (qui al banco prova, qui invece nel video della comparativa vintage), ricco di carattere e grinta per una moto che si preannuncia leggerissima. Sono molti infatti i componenti realizzati appositamente in materiali pregiati. A partire dal maestoso e affusolato serbatoio, in alluminio battuto a mano. E poi carbonio a profusione: parafango, codino e scatola filtro non nascondono la scura trama di questa fibra.

 

UN PO’ DI STORIA

Il telaio Featherbed (il leggendario “letto di piume”), nato nel 1950, deve la sua fama alla Norton Manx, la moto più vittoriosa e longeva di sempre. Ma dopo oltre dieci anni di onorato servizio, nei primi anni Sessanta ci si rese conto che la Manx non poteva più reggere il confronto con le rivali pluricilindriche. Fu allora che la Norton prese in esame la possibilità di mantenere l'eccellente telaio finora usato, inserendo un motore bicilindrico, derivato dalla stradale Dominator 500. Nel 1960, il tecnico Doug Hele iniziò a sviluppare la moto, ottenendo subito 55 CV e la nuova moto da corsa prese il nome di Domiracer. Rispetto alla Manx era non solo più potente, ma anche più leggera di oltre 15 kg e i risultati arrivarono subito. Il pilota Tom Phillis, già al Tourist Trophy del 1961 agguantò il terzo posto nella Senior TT; poi fu 2° all'Ulster GP. Ma non c'era più tempo. Il gruppo AMC, cui faceva parte la Norton, colpito da una pesante crisi finanziaria, tagliò ove possibile, chiuse una fabbrica e naturalmente mise fine al progetto Domiracer. 

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