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Test Yamaha YZF-R3: sportiva da città, entry level da pista

Dalla R25 destinata al mercato asiatico alla R3 per quello europeo: la Casa di Iwata entra nel settore delle piccole sportive con una bicilindrica da 321 cc facile per i neofiti e divertente per i giovani pistaioli. Impressioni di guida, foto, dettagli e prezzo (la moto è già disponibile)

Test yamaha yzf-r3: sportiva da città, entry level da pista

Il mercato del sud-est asiatico è diventato un punto di riferimento per le due ruote, sia per quanto riguarda la produzione che la distribuzione. Molti Marchi si sono messi al lavoro per creare mezzi di medio-bassa cilindrata, facili da guidare e con bassi costi di produzione, vendita e manutenzione. Inoltre queste piccole moto, quasi sempre poi destinate anche all’Europa, hanno l’obiettivo di conquistare il cuore di giovani motociclisti alla ricerca di un mezzo divertente e accattivante da guidare con la patente A2 (limite a 35 kW di potenza). Parliamo quindi di moto che da noi sono delle entry level (di buona famiglia) mentre in Asia sono delle blasonate "premium". Alle grandi Case impegnate in questo progetto (BMWKawasaki, Honda, KTM, Triumph, nonché l'indiana Hero) si è unita anche Yamaha, che ha presentato la nuova YZF-R3, sorella da 321 cc della R25 (quella destinata al mercato asiatico). Noi di Motociclismo l’abbiamo provata in Spagna, sia strada che in pista: prima di scoprire come va, godetevi la gallery e qualche dettaglio tecnico.

 

Look da vera yzf-r

Come detto sopra, l’obiettivo di queste moto è il costo contenuto. Yamaha è riuscita nell’intento (il prezzo, 5.640 euro chiavi in mano, è a metà strada tra Honda e il duo KTM-Kawasaki) mantenendo un buon livello di qualità e cura dei dettagli. Il muso, con i due lunghi fari simmetrici, è aggressivo, il silenziatore basso ricorda quello della nuova R1 (qui il nostro test), i cerchi a 5 razze sdoppiate di colore blu (per la colorazione Race Blu) la rendono corsaiola e il faro dietro è completamente a LED.

Saliti in sella si può apprezzare la triangolazione sella-pedane-semimanubri, che favorisce una postura molto comoda anche dopo diverse ore. Anche se l’impostazione di guida non è così estrema come ci si potrebbe aspettare su una carenata, il design del cruscotto evidenzia il DNA da R-Series di questa piccola sportiva. Come sulla R6, il contagiri con sfondo nero è sulla sinistra, mentre sulla destra è presente un display con numerose informazioni: in grande la velocità con la marcia inserita, poi c’è il livello del carburante, la temperatura dell’acqua, i consumi rilevati e diversi trip di chilometraggio. Ovviamente, non manca la spia flash di cambiata, proprio come sulle supersportive di grossa cilindrata.

 

Un mix di comfort e sportività

Il bicilindro da 321 cc è molto lineare fin dai bassi regimi: in città, tra i continui apri e chiudi, si è dimostrato sempre pronto e morbido da usare. Merito anche dell’acceleratore progressivo (ad una determinata rotazione dell’acceleratore, corrisponde una diversa apertura delle farfalle) e della frizione morbida. Rimanendo nell’ambito urbano, le sospensioni lavorano molto bene, assorbendo le asperità dell’asfalto senza scaricare i colpi sul pilota. Appena fuori dall’abitato, è iniziata una strada tutta curve dove abbiamo potuto alzare il ritmo, facendo cantare il piccolo propulsore della R3, che urla fino a 12.500 quando entra il limitatore. La potenza di 42 CV è sufficiente per fare strada e regalare divertimento senza rischiare di esagerare. Inoltre, il peso contenuto (169 kg con tutti i serbatoi dei liquidi pieni) e le gomme strette (110/70 all’anteriore e 140/70 al posteriore) permettono cambi di direzione fulminei. Peccato solo per la taratura morbida della forcella e del monoammortizzatore che, nelle curve un po’ più veloci, tende a scomporre leggermente l’assetto della moto.

 

Anima corsaiola

Nel corso della presentazione in Spagna, la Casa di Iwata ha annunciato che quest’anno si svolgerà la prima R3 Cup. Il trofeo inaugurale avrà luogo solo in Francia, ma Yamaha Italia si sta già organizzando per farlo arrivare qui da noi nel 2016. La piccola bicilindrica da 321 cc si è dimostrata tanto comoda in città quanto efficace per un giro in moto con gli amici. Ma supererà anche la prova pista? Per concludere il test, siamo stati sul circuito di Calafat, affacciato sulla costa orientale spagnola (lo stesso che ha accolto il nostro test team lo scorso anno per la comparativa maxinaked!). Il lungo rettilineo di 600 metri ci ha permesso di sfruttare tutto il motore della R3 fino ad appoggiare la sesta. Alla staccata abbiamo preso i freni in mano. L'anteriore è abbastanza potente e modulabile: la pinza a due pistoncini morde con decisione il disco flottante da 298 mm, ma ciò che abbiamo veramente apprezzato è l’ABS, che interviene solo quando strettamente necessario, regalando più libertà al pilota. Il sistema di frenata assistita è meno ben calibrato al posteriore, dove entra prima e un po’ troppo aggressivamente. Giusto così: in pista lo si usa poco e in strada è meglio avere un po’ di aiuto nel caso di uno stop di emergenza. Nel tratto guidato le sospensioni morbide si sono fatte ancora un po’ sentire, ma il grosso limite sono le gomme (Michel Pilot Street) studiate per un uso stradale. Meglio montare qualcosa di più sportivo se volete fare una gita tra i cordoli!

 

Prezzo e optional

Con la YZF-R3, Yamaha è riuscita a creare una moto polivalente e in grado di soddisfare le esigenze di molti motociclisti: dal neofita in cerca di una bella moto, al ragazzo che viene dal 125 e vuole qualcosa di più prima della moto grossa. Una moto tre in uno ad un prezzo di 5.640 euro chiavi in mano (comprensiva di messa su strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro). La piccola sportiva di Iwata è già disponibile nella concessionarie in due colorazioni: Race Blu e Black. Inoltre, la Casa giapponese offre una ricca gamma di accessori, sia sportivi che turistici:

  • Silenziatore Akrapovic
  • Scarico completo Akrapovic
  • Coprisella monoposto
  • Portatarga
  • Tamponi salva carene
  • Cupolino sportivo
  • Stripes cerchio
  • Borsa serbatoio
  • Frecce a LED

 

Su Motociclismo di maggio trovate il test approfondito, nell'attesa non perdetevi il ricchissimo numero di aprile.

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