di Nicolas Patrini - 21 aprile 2016

Buon compleanno, Vespa: la mostra “Un’avventura lunga 70 anni”

In occasione dei festeggiamenti per il 70° anniversario, Vespa celebra la sua grande anima globetrotter con una mostra fotografica  intitolata “Un’avventura lunga 70 anni” presso il Museo Piaggio di Pontedera. L'esposizione è dedicata alle più suggestive immagini scattate durante un viaggio in Vespa ma, oltre alle foto, saranno presenti numerosi modelli storici. L’appuntamento è per il 22 aprile

piccola ma vera globetrotter

Nata all’indomani della seconda Guerra Mondiale come mezzo di trasporto individuale, Vespa è diventata ben presto uno fra i più riconosciuto simboli di libertà e di avventura. Un'ambasciatrice dell'Italia che, ovunque nel mondo, ha saputo catturare l’attenzione e dimostrarsi protagonista delle imprese più curiose. Dapprima compagna inseparabile delle gite fuoriporta nel primo dopoguerra, poi testimone dei riti di passaggio di intere generazioni di giovani europei, e oggi simbolo di distinzione e di eleganza anche all’estero. Vespa è da sempre una protagonista delle avventure di un grande numero di viaggiatori e di esploratori, che hanno affrontato vere e proprie imprese percorrendo gli itinerari più incredibili. Grazie a migliaia di viaggiatori, Vespa ha solcato le strade dei cinque continenti, e continua a farlo consolidando il forte senso di appartenenza di una comunità di globetrotter sempre più numerosa e appassionata.

La mostra fotografica dedicata al mito della Vespa

In occasione dei 70 anni di Vespa (nata il 23 aprile 1946, con il primo brevetto ufficialmente depositato),  Piaggio ha dedicato molta attenzione a celebrare i record raggiunti dallo scooter più famoso del Mondo. Oltre a portare nelle concessionarie tre dei modelli Vespa più diffusi nella colorazione celebrativa del 70° anniversario (per tutte le informazioni e le foto cliccate qui), il Gruppo italiano ha dedicato alla sua icona una grande mostra fotografica che sarà allestita negli spazi del Museo Piaggio di Pontedera. La mostra sarà inaugurata venerdì 22 aprile alle ore 21 e rimarrà aperta al pubblico fino a sabato 4 giugno 2016. L’esposizione, aperta anche nei giorni 23, 24 e 25 aprile, osserverà gli orari del Museo Piaggio (dalle ore 10 alle 18).

L’allestimento della mostra, a cura dell’architetto Enrico Agonigi, già curatore di importanti mostre per la Fondazione Piaggio, sarà teatro di alcune proiezioni che valorizzeranno in maniera emozionale il materiale raccolto. Una parte fondamentale della mostra è frutto del reperimento delle testimonianze di viaggio lanciato dalla Fondazione Piaggio attraverso i canali social con l’obiettivo di coinvolgere direttamente i viaggiatori di oggi, allo scopo di renderli i veri protagonisti dell’esposizione. La raccolta avviene attraverso il sito del museo Piaggio con apposito form (lo trovate cliccando qui). 

Il Museo Piaggio di Pontedera

Il Museo Piaggio è stato inaugurato nel marzo del 2000 nei 3.000 metri quadrati dell’ex officina attrezzeria, uno dei corpi di fabbrica più antichi del complesso industriale di Pontedera, dove l’azienda Piaggio insediò la propria produzione a partire dai primi anni Venti del ‘900. Il Museo è nato per conservare e valorizzare il patrimonio storico di una delle più antiche Imprese italiane e si pone l’obiettivo di ricostruire le vicende di Piaggio e del suo territorio, ripercorrendo un lungo tratto di storia italiana grazie alla ricca documentazione conservata nell’archivio storico. Le sale del Museo accolgono le collezioni Vespa e Gilera, accanto ai più significativi prodotti di Piaggio (motori aeronautici degli anni Trenta, un esemplare di motrice ferroviaria MC2 54 del 1936, l’aereo P148 del 1951, l’Ape, il Pentarò, il Ciao, fino agli scooter di ultima generazione). 

Dalla sua apertura, nel 2000, il Museo Piaggio ha avuto più di 400.000 visitatori, fino a toccare il record di oltre 44.000 visite nel 2015. Il Museo Piaggio è attualmente uno dei 5 musei d’impresa più visitati in Italia.

Record, sport e raid: intorno al mondo con la Vespa

Il percorso della mostra prende le mosse dall’esposizione di una selezione di Vespa protagoniste di alcuni delle più grandi imprese sportive e di viaggio. Occorre sapere che la Vespa ha vissuto una vera e propria carriera agonistica. In tutta Europa, nei lontani anni Cinquanta, la Vespa prende infatti parte, anche con successo, a competizioni motociclistiche ufficiali (velocità e fuoristrada); inoltre è protagonista di altre “avventure” del tutto inusuali.

Nel 1952 il francese Georges Monneret costruisce una “Vespa Anfibia” per la corsa Parigi-Londra, e compie con successo la traversata della Manica. L’anno precedente, la stessa Piaggio aveva realizzato un prototipo di Vespa 125 cc per le gare di velocità, stabilendo il record mondiale sul km lanciato alla media di 171,102 km/ora. La Vespa consegue anche un grande successo alla “Sei Giorni Internazionale” di Varese del 1951, vincendo 9 medaglie d’oro, più di ogni altra moto italiana. Lo stesso anno vede la partenza per il primo di una innumerevole serie di raid in Vespa: una spedizione in Congo, viaggio incredibile con uno scooter nato essenzialmente per muoversi nel traffico cittadino. Giancarlo Tironi, studente universitario italiano, raggiunge il Circolo Polare Artico in Vespa. L’argentino Carlos Velez attraversa le Ande da Buenos Aires a Santiago del Chile.

Anno dopo anno, la Vespa conquista sempre maggiore popolarità tra gli amanti dei viaggi-avventura: il giornalista italiano Roberto Patrignani va in Vespa da Milano a Tokyo; Soren Nielsen va in Groenlandia; James P. Owen dagli USA alla Terra del Fuoco; Santiago Guillen e Antonio Veciana da Madrid a Atene (la loro Vespa, che per l’occasione fu decorata personalmente da Salvador Dalì, è tuttora esposta al Museo Piaggio); Wally Bergen compie un grand tour delle Antille; gli italiani Valenti e Rivadulla percorrono tutta la Spagna; Miss Warral da Londra all’Australia e ritorno; l’australiano Geoff Dean compie in Vespa il giro del mondo. Pierre Delliere, sergente dell’aeronautica francese, raggiunge Saigon in 51 giorni da Parigi, passando per l’Afghanistan. Lo svizzero Giuseppe Morandi percorre 6.000 km, per la maggior parte nel deserto africano, su una Vespa che aveva comprato nel 1948. Ennio Carrega va da Genova in Lapponia e ritorno in soli 12 giorni. Due giornalisti danesi, Elizabeth e Erik Thrane, fratello e sorella, si recano a Bombay in Vespa. Ed è impossibile tenere il conto di tutti i Vespisti di ogni parte d’Europa e del mondo che hanno effettuato in Vespa il viaggio “mitico” sino a Capo Nord.
 
In pochi sanno che nel 1980 due Vespa PX 200 giunsero al traguardo della Parigi-Dakar (era la seconda edizione del rally più famoso al Mondo), condotte dai piloti M. Simonot e B. Tcherniawsky. La scuderia, di nazionalità francese e organizzata da Jean-François Piot, era assistita dal quattro volte vincitore della 24 Ore di Le Mans Henri Pescarolo.
 
Incredibili i viaggi di Giorgio Bettinelli (nella foto qui sotto), scrittore e giornalista: nel luglio del 1992 parte da Roma a bordo di una Vespa e nel marzo del 1993 raggiunge Saigon; nel 1994-95, sempre in Vespa, copre i 36.000 chilometri che separano l’Alaska dalla Terra del Fuoco; nel 1995-96, con partenza da Melbourne in Australia, arriva a Città del Capo e percorre in dodici mesi più di 52.000 chilometri. Nel 1997 Bettinelli realizza il viaggio dal Cile alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Asia e Oceania, per un totale di 144.000 chilometri nell’arco di tre anni e otto mesi, con 90 nazioni attraversate. Il tutto, per una somma di oltre 250.000 chilometri in Vespa.
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