Con la superbike elettrica rinasce il marchio belga Saroléa (e va al TT)

Tra le più antiche case motociclistiche al Mondo, la Saroléa, nata nel 1850 in Belgio (all’inizio produceva armi e biciclette), aveva cessato di esistere nel 1963. Oggi, dopo oltre 50 anni, torna in vita con la SP7, una superbike elettrica che debutterà al TT Zero dell’Isola di Man il prossimo 4 giugno con il pilota scozzese Robert Wilson

Con la superbike elettrica rinasce il marchio belga saroléa (e va al tt)

A oltre 50 anni dalla chiusura, avvenuta nel 1963, la Saroléa, Casa motociclistica belga nata nel lontano 1850, riapre i battenti con la SP7, una superbike elettrica presentata tre giorni fa sul circuito di Mettet, in Belgio. La SP7 godrà dell’appoggio di Bridgestone, montando Battlax V02 slick, e correrà nel TT Zero dell’Isola di Man e alla FIM eRoadRacing World Cup Series.

 

I NUMERI NON LE MANCANO

La Saroléa SP7 è un concentrato di tecnologia: è realizzata in carbonio e grazie al propulsore elettrico sfodera la bellezza di 177 CV (130 kW) e 400 Nm di coppia, grazie ai quali è capace di scattare da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi e arrivare fino a 250 km/h. Nonostante le soluzioni tecniche moderne, esteticamente si affida ad un look intrigante decisamente retrò (potete ammirarla qui nella gallery). Robert Wilson, che la porterà in gara il prossimo 4 giugno al TT Zero dell’Isola di Man dovrà vedersela con moto del calibro della MotoCzysz e della Mugen (prima e seconda classifica nel 2013). E se pensate che le elettriche siano lente, date un’occhiata ai video onboard di Michael Rutter e John McGuinness.

 

Qui sotto trovate i dati tecnici, mentre scendendo più in basso potete vedere il video della presentazione della Saroléa SP7.

 

QUALCHE DATO TECNICO

  • Telaio monotubo in fibra di carbonio
  • Forcellone in fibra di carbonio monoscocca
  • Frenata rigenerativa
  • Cambio ad una velocità (senza frizione)
  • Trasmissione diretta a catena
  • Velocità massima: 250 km/h
  • Potenza e coppia: 130 kW (177 CV) - 400 Nm
  • 0 - 100 km/h:  2,8 sec.
  • Peso: 200 kg

 

 

DALLE ARMI ALLE MOTO

L’azienda belga nacque per mano di Joseph Saroléa nel 1850. Inizialmente si occupava di armi, poi, a partire dal 1892, iniziò la produzione di biciclette. Dopo la morte di Saroléa furono i figli a prendere le redini della fabbrica, che crebbe sempre più, almeno fino alla fine degli anni ’20 del secolo scorso, quando per via della crisi Mondiale la Casa fu costretta a realizzare prodotti più economici (nel 1932 costruì una moto da 147cc con motore a due tempi). Durante la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica fu chiusa dai nazisti e furono pochissime le moto prodotte. L’ultimo slancio nel 1952, quando una moto Saroléa vinse nella gara inaugurale del Campionato Europeo di Motocross con il belga Victor Leloup. Nel 1963, infine, Saroléa chiuse i battenti. Almeno fino ad oggi, con la nuova elettrica SP7 che scalpita per correre. Sarà proprio lei a segnare la rinascita del Marchio?

 

SEMPRE PIÙ ELETTRICHE

Le moto elettriche stanno diventando una realtà sempre più concreta, sebbene ancora non siano diffuse sulle nostre strade. L’impegno delle Case nella realizzazione di moto da gara ad alte prestazioni ma “a batteria” è il segnale più incoraggiante per il futuro della mobilità a emissioni (quasi) zero: basti pensare all’italiana Energica Ego (attesa per il 2015), alla Voxam Wattman (maxi cruiser), alla Brammo Empulse o alla canadese Sora della Lito Green Motion. E se provate ancora un po’ di diffidenza nei confronti dell’elettrico, ricordate che alla Pikes Peak 2013 è stata proprio un’elettrica a vincere

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