a cura della redazione - 21 June 2022

"Pochi scooter? Colpa dello smartworking"

Un lettore condivide con noi il suo pensiero sul perché dell'aumento nelle vendite delle moto a discapito degli scooter. Ecco il nostro punto di vista

La lettera

Caro direttore, ho appena letto l’editoriale di maggio, in cui si evidenziano alcuni potenziali fattori del ribaltamento nella crescita del mercato: moto su e scooter giù. Aggiungo alle vostre corrette osservazioni la mia, visto che nel post pandemia ho dimezzato le mie percorrenze chilometriche.

Con il lockdown ho imparato lo smartworking, senza muovere moto o scooter dal box. Durante la riapertura ho ricominciato a vedere i miei interlocutori in presenza a necessità, limitando spostamenti e percorrenze rispetto al passato.

Il mio nuovo equilibrio è questo: vado fisicamente in ufficio in media 3 giorni su 5. Sono passato dai 12-15.000 km/anno agli attuali 6.000. Prima cambiavo scooter ogni 4 anni, con circa 50.000 km. Ora il mio Integra del 2018 con 37.000 km potrà accompagnarmi almeno per un altro biennio.

E in officina, il commento del titolare è stato:“mi dite tutti la stessa cosa”, lasciandomi dedurre quanto il mio non sia un caso isolato. Ciononostante, sappiamo bene quanto conti nelle due ruote il fattore emozionale e in gennaio la passione ha avuto il sopravvento e ho ordinato la moto di copertina della rivista di maggio, la Ducati DesertX.

Roberto Andreoni – email

La risposta di Motociclismo

Caro Roberto, il problema maggiore che affligge lo scooter rimane, a nostro parere, la grave mancanza di prodotto, come peraltro ci hanno spiegato in diverse occasioni le Case direttamente interessate; solo quando l’approvvigionamento di veicoli si sarà normalizzato, allora sì che potremo capire se e quanto influisce sul mercato la questione che giustamente sollevi riguardo la riduzione del chilometraggio. Riduzione che dovrebbe aver colpito la moto, oggetto “ludico” per eccellenza, in modo molto meno marcato rispetto allo scooter.

D’altro canto ci verrebbe da dire che se la pandemia ha tolto qualcosa da una parte, lo ha restituito dall’altra. Per esempio, negli ultimi due anni moltissimi scooter sono stati acquistati da “nuovi” clienti solo per evitare di accalcarsi sui mezzi pubblici. Non a caso nel 2021 lo scooter ha registrato una crescita del 21,3% sul 2020 (e un significativo +15% rispetto al 2019, ultimo anno pre pandemia).

Probabilmente per le moto il chilometraggio conta meno dell’impulso all’acquisto generato dal fascino di un nuovo modello, come dimostri tu stesso.

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