di Aldo Ballerini - 18 June 2022

Benelli Leoncino 800: "È figlio della TNT"

Origini sportive sono alla base del bicilindrico frontemarcia che anima la nuova Benelli Leoncino 800 (e che troveremo sulla futura TRK 800). Ce ne parla Stefano Michelotti, project manager di Benelli

Partiamo dall'inizio. Oggi ci sono tanti bicilindrici di media cilindrata, molti dei quali arrivano dalla Cina ed è difficile risalire alla loro genesi.

Dove nasce il 754 Benelli?

"Nasce a Pesaro, e gli studi risalgono a tanti anni fa, ispirati al motore della TnT, il tre cilindri ad alte prestazioni che arrivava anche a oltre 140 CV/litro. Aveva una grandissima grinta, ma per questo era adatto a equipaggiare solo moto sportive, di nicchia. Per allargare l'ambito Benelli abbiamo deciso di scendere di potenza e cilindrata, iniziando a lavorare su un bicilindrico più tranquillo, adatto a moto per un mercato globale. Siamo partiti dalle termiche della TnT, quindi sempre con indole sportiva, e l'abbiamo completato con una trasmissione che si poteva adattare a ciclistiche diverse, infatti oggi lo trovi sulla naked, sulle Leoncino e sulla TRK. Definite le basi del progetto, che già allora era molto simile a questo, abbiamo studiato come modificarlo valutando tutto ciò che è importante per una produzione di massa, industrializzazione, montaggio, collaudo, manutenzione, produttività, tenendo in primo piano il livello qualitativo”.

Il manovellismo a 90° come è stato scelto?

"L'obiettivo è stato dare grinta al motore. Abbiamo pensato al cliente: quello di una 500 cc è meno esperto, spesso arriva dallo scooter, e per il nostro ‘500’ abbiamo scelto i 360°, così l'erogazione è più regolare, più 'amichevole'. Chi, invece passa all'800 si aspetta qualcosa di più, e nelle varie prove che abbiamo svolto, tra i tanti pareri ascoltati, alla fine abbiamo optato per il manovellismo a 90° che dà più grinta ed è anche più facile da equilibrare”.

Perché sono state scelte masse volaniche importanti? Non c’è il rischio di realizzare un motore pigro nel salire di giri?

"L'albero motore con manovellismo a 90° offre la classica erogazione di un bicilindrico a V di 90°, e dà dei picchi che si potrebbero smussare con il ride by wire. Ma sui nostri motori abbiamo scelto il comando a cavo d'acciaio e quindi abbiamo lavorato sulle masse in movimento in modo da ottimizzare l'inerzia per offrire un'erogazione fluida. È vero che ci sono masse importanti che in teoria potrebbero rallentare il motore, ma non abbiamo questo problema perché il nostro bicilindrico si presta a salire velocemente di giri grazie ai valori favorevoli dei rapporti corsa/alesaggio e manovella/biella e all'incrocio valvole, che abbiamo mantenuto spinto".

In effetti risponde bene in basso ma dà anche la sensazione che potrebbe allungare di più.

"Dà quella sensazione perché ci siamo posti attorno ai 100 CV/litro, limitando la potenza massima a 76 CV a 8.500 giri al minuto per ottimizzare la fascia dell'erogazione giusta per la Leoncino, che va dai bassi fino a 6.500 giri, ed è quella che si usa su strada. Oltre a questo abbiamo accorciato la finale, e così sfruttando l'inerzia del motore arriviamo rapidamente al regime di potenza massima, ed è per questo che dà la sensazione che potrebbe girare di più. È un motore che potrebbe erogare tranquillamente 90 CV, ma abbiamo visto che poi arriverebbe a regimi che i clienti in realtà non avrebbero mai usato. È un approccio che abbiamo usato anche per altri motori".

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