di Alfredo Verdicchio - 22 June 2022

Royal Enfield No. 55 GT 650, supertwin tutto pepe

Le Royal Enfield 650 dimostrano di essere una base perfetta su cui realizzare qualsiasi tipo di moto si voglia, anche una sportiva vera come la No. 55 GT che ha vinto la seconda edizione del concorso interno Buster Knuckles Build Off 2022

Royal Enfield è un marchio storico e sulla propria storia ha basato il suo ritorno tra i "pezzi grossi" del motocicilsmo. L’estetica dei suoi prodotti è vintage, così come rétro sono le soluzioni tecniche e meccaniche, entrambe basate sulla semplicità d’utilizzo e di manutenzione: telaio in tubi, ammortizzatori a vista, un serbatoio e un motore (mono o bicilindrico) rigorosamente raffreddato ad aria (e omologato Euro 5). La semplicità dei progetti non deve far però pensare che i prodotti siano scadenti, tutt’altro: le Royal Enfield sanno essere delle vere sorprese di equilibrio dinamico e piacere di guida, nonostante le prestazioni non facciano sicuramente gridare al miracolo.

Da anni l’azienda indiana per rafforzare il proprio Marchio dà vita a continui eventi “extra”, dalla partecipazione a eventi sportivi (vedi la Royal Enfield GT Cup, e la The Reunion che si teneva a Monza, ad esempio) alla realizzazione di special sulla base delle proprie moto, soprattutto delle bicilindriche 650 Interceptor e Continental, ma non solo.

Due anni fa ha preso vita il concorso Buster Knuckles Build Off dedidato alle concessionarie (per il 2022 quelle di Australiae Nuova Zelanda), dove ognuna di esse viene coinvolta in una sfida a chi realizza la preparazione più bella. Quest’anno ad aggiudicarsi il primo posto è stata la Cafe Racer No. 55 GT 650 della concessionaria Royal Enfield di Hamilton, in Nuova Zelanda. Non la solita nuda attrezzata da sparo con un piccolo cupolino e una sella monoposto, ma una vera e propria sportiva da pista con tanto di semicarena aerodinamica e codone appuntito.

Al di là dell’estetica, che lasciamo giudicare al vostro gusto personale (non per influenzarvi, ma a noi piace), quel che colpisce di questa No. 55 è la cura per ogni dettaglio. La verniciatura sembra uno specchio, così come tutte le cromature che corrono dal motore fino al forcellone con capriata di rinforzo superiore preso da una Honda: su di esso lavora direttamente un monoammortizzatore pluriregolabile firmato Öhlins.

L’adozione di un solo ammortizzatore al posto della coppia presente sulle bicilindriche di serie ha richiesto la modifica della parte posteriore del telaio, su cui poi è stato montato un codino dalle linee spioventi e con sella racing monoposto.

Il mono svedese fa coppia con l’avantreno preso in toto da una Triumph Daytona 675, dalla forcella a steli rovesciati completamente regolabile all’impianto frenante con pinze ad attacco radiale by Nissin e la ruota a cinque razze. Da corsa i pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SC.

Realizzato internamente è l’impianto di scarico celato nel puntale che corre sotto il bicilindrico parallelo (e funge anche da raccolta dell’olio in caso di rottura del motore) da cui poi spunta un più comune terminale firmato HP Corse.

Il motore è rimasto fondamentalmente l’originale bicilindrico frontemarcia da 650 cc raffreddato ad aria a cui, però, sono stati aggiunti un paio di cornetti racing privi di ogni filtro per farlo respirare a più non posso senza interferenze. Originali anche la strumentazione e i comandi elettrici, mentre sono state sostituite entrambe le leve al manubrio, regolabili come le pedane, per permettere di cucirsi ad hoc la posizione di guida.

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