di Fabio Meloni - 25 marzo 2020

Ducati Streetfighter V4 S 2020: come va, pregi e difetti

Siamo saliti in sella alla nuova Streetfighter V4 in versione S e vi diamo le nostre prime impressioni di guida su strada. Il nostro test

Il grande ritorno

Dopo anni di assenza dal mercato, la Streetfighter torna a mettere le ruote nelle concessionarie e lo fa sfruttando la base offerta dal propulsore Desmosedici Stradale della Panigale V4. Della nuova naked di Borgo Panigale sapete già tutto: ve l'abbiamo presentata, vi abbiamo detto com'è fatta (qui tutto il necessario per approfondire la conoscenza di motore, ciclistica elettronica, aerodinamica) e abbiamo intervistato chi l'ha disegnata. Non solo, è stata anche la "Moto più bella del Salone" a Eicma 2019. Ora, invece, andiamo al sodo per dirvi come va la più attesa delle Ducati 2020. Nella pagina seguente il test, con pregi e difetti.

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Come va

Quando sali in sella alla Streetfighter, la tua attenzione è focalizzata su una sola cosa: i 208 CV nascosti sotto il serbatoio. Potrebbe passarti davanti un tizio che regala Lamborghini, non te ne accorgeresti. Kasia Smutniak potrebbe chiederti uno strappo a casa, la ignoreresti. Esiste solo quel numero, duecentootto, seguito da quella sigla, CV. Una potenza maggiore di quella della Yamaha R1, per dire. Da gestire, si sappia, col manubrio alto; cosa che complica ancor più la tua già precaria situazione psicologica. Sei talmente preso dal domandarti cosa accadrà quando aprirai il gas in rettilineo da non accorgerti che, in realtà, la ‘Fighter ti sta trattando con guanti di velluto. Risponde alla rotazione del polso destro con grande gentilezza e si muove, tra svolte, rotonde e le prime curve, con equilibrio e naturalezza. A un certo punto, che stia accadendo qualcosa di inusuale diventa evidente. Ma come?, ti chiedi. Pensavo a un mostro pronto a saltarmi alla gola, scopro una moto piacevole nello stretto e persino confortevole sull’asfalto mezzo scassato? Inizi insomma a renderti conto la Streetfighter sia ben più di un numero (quel numero). Ben più di una moto mostruosamente veloce. È una gran bella naked. Ecco allora che, finalmente rilassato, inizi ad assaporare aspetti quali il sound unico, profondo come quello di un bicilindrico ai bassi e diabolico agli; il cambio eccezionale (veloce, preciso); la perfezione dell’impianto frenante; la grande, rassicurante sensazione di appoggio sulle due ruote, a qualunque velocità e angolo di piega. D’un tratto, la potenza passa in secondo piano. Ora ci sei tu, la strada, e questa moto a suo agio nei tratti tortuosi ed esaltante sul veloce, forte di una ciclistica indovinata e di una posizione in sella molto sportiva (busto parecchio proteso) senza arrivare a essere scomoda. Il motore, che pensavi essere protagonista assoluto, è in realtà parte attiva di un quadro davvero positivo. Fluido ai bassi e generoso ai medi, diventa cosa a sé, rispetto a qualunque propulsore nel mondo naked, soltanto nella parte alta del contagiri. Ammettiamo senza vergogna di non aver tirato nemmeno una marcia, forse per la prima volta nella nostra carriera di tester. Segnaliamo una timida incursione a 13.000 giri/min (1.500 giri/min prima dell’intervento del limitatore), abbandonata per terrore, che ci ha comunque permesso di apprezzare come la ciclistica riesca a gestire tale spinta. È sorprendente come la ruota anteriore resti saldamente a contatto col suolo, pur nel contesto di un’accelerazione clamorosa. Pochissime le cose che non ci sono piaciute - nessuna, in realtà: c’è solo qualcosa appena meno riuscito. Ci saremmo aspettati una minor resistenza all’inserimento in curva coi freni in mano e una rumorosità di scarico più contenuta quando si viaggia a bassa velocità. Le cose da dire su quella che riteniamo essere una Ducati significativa come poche altre sono, in realtà, ancora moltissime. Lo facciamo sul numero di Motociclismo di aprile. Non perdetevelo!

Prezzo

  • Ducati Streetfighter V4 2020 - 20.240 euro c.i.m.
  • Ducati Streetfighter V4 2020 - 23.240 euro c.i.m.

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