di Beppe Cucco - 20 marzo 2020

Suzuki: una storia lunga 100 anni!

Un secolo fa nasceva la società per azioni che ha portato a quella che oggi conosciamo come Suzuki Motor Corporation. Ripercorriamo la storia a due ruote della Casa di Hamamatsu attraverso i modelli più celebri

Tutto nasce da... un telaio

Domenica 15 marzo Suzuki ha festeggiato il centenario della costituzione di Suzuki Loom Manufacturing Co., l’antesignana dell’attuale Suzuki Motor Corporation. Un secolo fa nasceva dunque la società per azioni che ha portato in una dimensione industriale la fabbrica di telai tessili fondata nel 1909 da Michio Suzuki. Ripercorriamo la storia, quella a due ruote, della Casa.

Tutto è iniziato 100 anni or sono quando, per migliorare le condizioni di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, Michio Suzuki realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. Presto si trovò sommerso di ordini da tutti i villaggi della zona, espandendo poi a macchia d’olio il suo mercato. L’azienda superò il difficile periodo della I guerra mondiale e, nel 1920 Michio Suzuki, con un capitale di 500.000 Yen (al cambio di oggi pari a circa 4.237 euro) costituì la Suzuki Loom Manufacturing Co.

Suzuki Loom Manufacturing Co. fu poi protagonista di una crescita inarrestabile che la portò alla leadership mondiale del settore e, dopo un altro stop dovuto alla II Guerra Mondiale, utilizzò le competenze meccaniche acquisite nello studio del moto alternato dei telai per progettare nel 1952 un motore alternativo che spinse la bicicletta a motore “Power Free”, la prima bicicletta a motore targata Suzuki con 36 cc di cilindrata. Nello stesso periodo, le normative sull’uso delle biciclette a motore cambiarono, passando dall’obbligo della patente al solo permesso di circolazione, rendendole perciò accessibili a tutti frequentando un semplice corso. Questo aiutò molto la “Power Free” nel suo successo immediato, da cui ne conseguirono vendite da record. Con il successo di Power Free, Suzuki iniziò a sviluppare bicilette motorizzate con motori più potenti. La seconda bicicletta motorizzata venne chiamata Diamond Free e fu messa in vendita nel marzo del 1953. Il motore da 60 cc a 2 CV era più potente delle biciclette a motore della concorrenza e, nell'autunno dello stesso anno, il suo volume di produzione superò le aspettative, raggiungendo il 150% della produzione mensile prevista.

Le prime maximoto

Così Suzuki Loom si trasformò in Suzuki Motor Corporation Ltd. nel 1954. Il primo ottobre del 1958, venne selezionato il logo Suzuki tra più di 300 proposte. Il logo selezionato è stato progettato dal Sig. Masamichi Tezeni, iscritto all'Università delle Arti di Tokyo; era una rappresentazione semplice, forte e bella della "S" iniziale dell'azienda. Da quel momento, il logo Suzuki rimase invariato e riconosciuto a livello internazionale per circa 60 anni La Casa di Hamamatsu restò protagonista nelle due ruote, debuttando nelle corse nel 1960 e ottenendo già nel 1962 il primo dei suoi 15 titoli mondiali.

La grande novità a due ruote del 1971 fu la GT750, un’affascinante maximoto con tante soluzioni avanzate quali raffreddamento a liquido e un sistema di lubrificazione separata. Dieci anni dopo, nel 1981, sconvolgendo i dettami stilistici delle due ruote, Suzuki lanciò la prima Katana nella versione 1100, e nel 1985 ridefinì gli standard delle sportive con la GSX-R 750. Lo steso anno Marco Lucchinelli è campione del mondo della classe 500cc, grazie ad uno stile di guida unico (che gli consente di ottenere il soprannome “cavallo pazzo”) ottiene 5 vittorie e 105 punti in sella alla RG500. Nel 1982, con cinque vittorie nel campionato e oltre 100 punti in classifica, Franco Uncini vince la classe regina. Per vedere un altro italiano trionfare in MotoGP bisognerà aspettare quasi 20 anni. Nel 1985 entra in commercio la GSX-R750, la prima vera race replica stradale con motore da più di 100 CV e un peso di soli 176 kg. Nel 1993 Kevin Schwantz vince il Campionato del Mondo classe 500 cc.

Arriviamo ai giorni nostri

È il 1998 quando nasce Burgman 250, lo scooter si impose da subito nel settore grazie a contenuti tecnici di assoluto livello, oltre allo stile elegante e lussuoso, che metteva il grande comfort di marcia al centro dell’attenzione. Nello stesso anno viene lanciato il Burgman 400: il primo maxi-scooter monocilindrico sopra i 250 cc che rivoluzionò il settore e che ancor oggi è lo scooter migliore sul mercato grazie alla capienza del sottosella, e stabilità da record. Nel 1999 Suzuki rompe gli schemi con la Hayabusa, che si propone come una delle moto più veloci disponibili sul mercato. L’anno successivo Kenny Roberts Junior vince il Campionato del Mondo classe 500cc su RGV500 celebrando così l’ottantesimo anniversario Suzuki. È il 2001 quando la Casa lancia l’ultimo modello di supersportiva: la GSX-R1000. La nuova arrivata della famiglia GSX-R ha lo stesso incredibile impatto che ebbe la prima GSX-R nel 1985.

Nel 2006 a GSR600 è la moto più venduta in Italia, con 7.745 unità e Alessandro Polita con il Celani Team Suzuki Italia vince il Campionato Mondiale Superstock 1000. Nel 2016 “The King is Back”, arriva la sesta generazione di GSX-R1000 con la versione “R”. È il 2018, quando arriva la nuova Katana, che riprende le linee della mitica Katana del 1981 rivedendole in chiave moderna. Arriviamo così al 2020, con l’ultima Suzuki V-Strom 1050.

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