di Nicolò Codognola - 15 marzo 2020

KTM 690 Duke: i consigli per scegliere un buon usato

La grintosa media austriaca è uscita di scena, ma negli anni ha raccolto schiere di affezionati. Un modello usato rappresenta un acquisto accessibile e scevro da grossi inconvenienti congeniti, ma verificate che sia stata effettuata la manutenzione corretta presso concessionari autorizzati

Cosa guardare

Tanti ragazzi l’hanno eletta a perfetta naked dopo essersi “fatti le ossa” sulle Duke 125 e 390. Ci sono anche motociclisti maturi che invece l’hanno scelta per la sua agilità. La KTM 690 Duke è così: una naked leggera, divertente, performante e robusta. Dal 2009 poi, Kiska le ha dato un look più docile rispetto alle prime versioni con il “muso da insetto” e con i fari sovrapposti. Più convenzionale nell’aspetto, ma non nelle prestazioni, sempre in crescita nel corso degli anni, tanto da guadagnarsi il primato di monocilindrica più potente in circolazione. Il suo motore, tuttavia, non è così “tirato” da causare problemi di affidabilità. Mediamente non ci sono grosse seccature a meccanica e ciclistica. Quando si acquista un esemplare usato, però, il consiglio è di farlo controllare presso un concessionario autorizzato per verificare lo storico del veicolo e la corretta esecuzione dei tagliandi di manutenzione. Le sovrastrutture, le cui linee sono figlie della matita di Kiska, sono esenti da critiche sia come qualità, sia come accoppiamenti. Grafiche e verniciatura non accusano il passare del tempo né le azioni degli agenti atmosferici; tuttavia è consigliabile – durante i lavaggi – utilizzare prodotti non aggressivi e panni morbidi, per evitare di sbiadire o graffiare le plastiche. Una generale verifica visiva mette immediatamente in luce eventuali punti di ruggine, soprattutto sulla particolare e curata viteria. Difficilmente troverete invece ossidazioni sullo scarico, realizzato in acciaio inox. Oltre al serraggio di dadi e bulloni, controllate i cavi batteria, specialmente quello di massa (nero): ci risulta che in alcuni casi sia stato sostituito per avere migliore contatto. Un esame attento ai paraolio della forcella, che non devono perdere: date qualche “pompata”, anche da fermo, e vedrete subito se sigillano come devono oppure no. Anche il paraolio del pignone può essere soggetto a usura precoce: svitando il coperchio di protezione si ravvisa immediatamente la sua condizione. Segnalazioni di alcuni utenti mettono sotto i riflettori l’attuatore della frizione: ce ne sono alcuni che durano anni, altri invece che trafilano olio già da nuovi. A proposito di lubrificanti: è importantissimo utilizzare quelli di marca e tipo consigliati dal Costruttore, specialmente per il motore: con olii diversi la frizione potrebbe accusare slittamenti anomali. Anche freni e frizione richiedono liquidi specifici. La versione R, più ricca in termini di dotazione e componentistica, non richiede accortezze particolari rispetto alla standard.

Per un approfondimento sul motore della KTM 690 Duke potete cliccare qui.

Quanto spendere

• 2009-2012 da 5.000 a 6.500 euro

• 2013-2014 da 7.000 a 8.500 euro

• 2015-2016 da 8.000 a 9.500 euro

CAMPAGNE DI RICHIAMO

Nel 2016 è stato diramato un bollettino tecnico da KTM: a causa di irregolarità nel processo di montaggio dell’impianto elettrico, in casi sporadici si è verificato un contatto tra il cablaggio della massa e il modulatore ABS.

I consigli dell'esperto

La nostra intervista a Claudio Giglioli – Titolare Giglioli Motori, Rozzano (MI).

Quale annata di Duke è preferibile, e perché?

“La 690 Duke è stata aggiornata negli anni e ovviamente sono da preferire modelli più recenti e dotati di ABS. Personalmente consiglio una versione R, più ricca nelle dotazioni”.

Qualche consiglio per le moto con chilometraggio più elevato?

“Nonostante le prestazioni elevate per un monocilindrico, la meccanica è robusta e, salvo casi isolati, non soffre il passare del tempo e dei chilometri. In officina ci sono capitati persino esemplari con più di 70.000 km all’attivo e nessun problema palese. L’unico consiglio che sento di dare è di controllare che siano stati effettuati tutti i tagliandi previsti”.

Che cosa controllare, quando si acquista una Duke usata?

“Preferite le moto usate in vendita dai concessionari: in questo modo sarete certi che tutti i controlli di routine sono stati effettuati. Nel caso di acquisto presso un privato, le raccomandazioni sono le solite: freni, trasmissione ed eventuali punti di ruggine sulla bulloneria e sulla catena. Segni su telaio e carrozzeria possono essere indici di scivolate. Fate un breve test dinamico, se potete, per accertarvi che la moto vada dritta, non siano presenti vibrazioni anomale e che tutto funzioni a dovere”.

Qualche accortezza particolare nella manutenzione ordinaria?

“La Duke è una moto solida; mantenerla pulita e in ordine, pulendo e ingrassando periodicamente la trasmissione finale, è sufficiente a garantirle lunga vita. Non utilizzate prodotti aggressivi per lavare le plastiche che, benché robuste, si possono graffiare o opacizzare”.

I danni più grossi che le sono capitati, su un usato?

“Nessuno in particolare. In questi anni, nel nostro showroom, sono passate tante 690 Duke usate, ma tutte in buono stato. Figuratevi che non ci è mai capitato di dover sostituire i dischi freno, ad esempio, mai. Presumo che questo sia dovuto al fatto che i motociclisti che scelgono questo modello siano veri appassionati e mantengano con cura le proprie Duke, allungando loro la vita”.

Quali sono gli optional più richiesti?

“Lo scarico Akrapovic, omologato, è tra i più gettonai. Anche il portatarga più piccolo dell’originale e, in genere, i componenti anodizzati quali coperchi serbatoi frizione, protezioni carter, etc. Interessanti sono anche i kit di elaborazione Evo 1 (filtro aria e terminale) ed Evo 2 (albero a camme, cassa filtro, mappatura dedicata della centralina) che ci è capitato di montare su alcuni esemplari, ma tengo a precisare che questi non sono omologati e vanno usati solo in pista”.

Quanto cresce il valore di un usato accessoriato con le Power Parts?

“In genere, quando prendiamo in considerazione un usato, diamo una valutazione pari al 50% dell’accessorio montato, se in ottimo stato”.

Quali sono i tagliandi più importanti?

“Oltre al primo, di controllo, i tagliandi sono previsti ogni 10.000 km: in questa occasione si sostituiscono filtro olio, filtro aria e candele (circa 200 euro di materiali, più la manodopera). Ogni 20.000 km va controllato il gioco valvole e va effettuata la pulizia del corpo farfallato, fondamentale per il corretto funzionamento della moto. Ogni 30.000 si cambia il filtro della benzina”.

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