di Giuseppe Cucco - 02 March 2016

Test della Yamaha MT-03: facile, divertente, per tutti

Con l’arrivo della nuova MT-03, Yamaha completa la famiglia del “Dark Side of Japan”. Grazie al suo motore bicilindrico da 321 cc, alla posizione in sella eretta e al manubrio largo, la nuova naked di Iwata si è rivelata una moto adatta a tutti, dal neofita fino al motociclista più esperto alla ricerca di un mezzo da usare tutti i giorni. Impressioni di guida, foto e prezzo

LA FAMIGLIA MT AL COMPLETO

Allo scorso Salone di Milano Yamaha ha presentato al pubblico la nuova MT-03 (qui il nostro video di presentazione), una piccola naked sviluppata sulla base della sorella sportiva YZF-R3. Anche questo nuovo modello è spinto dunque da un bicilindrico in linea da 321 cc, 4 tempi, con distribuzione a doppio albero a camme in testa, 4 valvole e raffreddato a liquido (cliccate qui per tutti i dettagli tecnici). Rispetto alla R3, sulla MT-03 troviamo un manubrio più alto (al posto dei seminanubri) e spariscono carene laterali e cupolino, al loro posto un piccolo puntale sottomotore e un nuovo frontale. Con la MT-03 la Casa dei Tre Diapason va quindi a completare la famiglia MT, della quale fanno già parte la piccola  MT-125MT-07MT-09MT-09 Tracer e la nuovissima streetfighter MT-10, in arrivo sul mercato nei prossimi mesi

FACILE E DIVERTENTE

Appena si sale in sella alla MT-03 ci si rende conto che lo spazio non manca; anche i piloti più alti riescono a trovare una posizione comoda e le gambe si inseriscono perfettamente nei due incavi presenti ai lati del serbatoio. Grazie al manubrio largo, e al suo peso contenuto (158,4 kg sulla bilancia del nostro Centro Prove), la MT-03 gode di un’ottima agilità, soprattutto nelle manovre a velocità ridotta. Sella bassa, pedane ben centrate e manubrio alto garantiscono una posizione di guida eretta e il peso non grava sui polsi; grazie a ciò non ci si stanca nemmeno dopo alcune ore passate in sella. La MT-03 si fa apprezzare per le sue doti di leggerezza e agilità, nel traffico sue misure compatte aiutano a divincolarsi tra le macchine e le sospensioni assicurano un buon comfort anche sui tratti più sconnessi. Solo nelle frenate più decise l’anteriore affonda un po’.
Il piccolo bicilindrico ha un’erogazione lineare, è tranquillo ai bassi, inizia a spingere discretamente tra i 4.000 e gli 8.000 giri, ma è solo sopra questa soglia esprime il meglio dei suoi 36,7 CV (rilevati alla ruota dal nostro Centro Prove). Qualche piccolo sussulto emerge solo nelle marce alte ai bassi regimi di rotazione. Fuori dai centri urbani la piccola naked di Iwata trova il terreno ideale e, anche alzando un po’ il ritmo, si fa apprezzare per la sua guida: facile e intuitiva. È una moto pronta e reattiva, mantiene sempre la linea impostata e permette di divertirsi tra le curve, a patto di lavorar spesso con il cambio per tenere il motore su di giri. La leva del freno va strizzata con decisione per ottenere una frenata potente; buono l’impianto ABS di serie, che non è mai troppo invasivo. Praticamente assenti le vibrazioni, qualcuna ad alti regimi ma nulla di fastidioso. Considerando la categoria nella quale la MT-03 va ad inserirsi, la sua strumentazione è completa (presente anche l’indicatore della marcia inserita) e ben visibile.

Per la prova completa della nuova Yamaha MT-03 vi rimandiamo al numero di Motociclismo di marzo, in edicola in questi giorni.
 
La nuova Yamaha MT-03 è disponibile in due colorazioni, nero (Midnight Black) o grigio-blu (Race Blu), ad un prezzo di 5.340 euro c.i.m. 

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