Secondo un lettore sono "troppo stradali la Tuareg e il suo motore"

Un lettore condivide con noi le sue perplessità sulla Aprilia Tuareg 660 che, secondo lui, dalla nostra comparativa con la Yamaha Ténéré è risultata poco adatta all'offroad nonostante nasca - anche - per questo terreno

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Caro direttore, le prove che pubblicate sono un buon modo per capire se una nuova moto è “azzeccata”, con tutte le possibili conseguenze sul numero di esemplari venduti. Ho seguito con interesse la comparativa tra la Tuareg e la Ténéré. Ci sono alcuni aspetti dell’Aprilia che mi hanno colpito negativamente: la sella a ben 881 mm da terra. Niente male per chi è alto due metri... Ma non per me!

Leggendo l'articolo sul giornale ho notato poi che i tester hanno affibbiato un 6,8 alla coppia ai bassi regimi e addirittura un misero 6 alla posizione di guida in piedi, due caratteristiche fondamentali per una moto destinata a un uso anche off. Mi spiegate poi a cosa servono 198 km/h per una moto che percorrerà anche sterrati?

Io una risposta ce l’ho: che li potrà fare solo in prima… D’altronde è impossibile adattare a “qualsiasi” uso un motore nato per stradali come Tuono o RS 660.

Giampaolo Masserano – email

Caro Giampaolo, andiamo con ordine. La misura dell’altezza della sella della Tuareg si riferisce al suo punto più basso, come da procedura del nostro centro prove per ogni moto/scooter. Occorre però tenere presente altri fattori che quel numero non esprime, come per esempio la larghezza e la forma della sella: per questo il mio consiglio è di leggere i dati insieme al testo, dove spieghiamo perché con la Tuareg si tocca terra meglio che con la Ténéré, nonostante le due selle siano alte uguale (88 cm).

Coppia ai bassi e posizione di guida in piedi: vero che sono due aspetti fondamentali nel fuoristrada, ma per la posizione di guida spieghiamo che si tratta solo della piega del manubrio, molto basso e stradale, quindi risolvibile con poca spesa sostituendolo. Riguardo alla coppia ai bassi, due sono gli aspetti da considerare: il 660 ha molta regolarità ma meno coppia rispetto al CP2 Yamaha e questo è stato uno dei punti che più hanno influito nei giudizi in offroad, dove è risultata vincente la giapponese.

Per chi ha poca dimestichezza con il fuoristrada, però, un motore più dolce può essere di aiuto. La corretta rapportatura del cambio, in grado di spingere una sesta marcia da quasi 200 km/h veri, non influenza la godibilità della moto alle andature medio basse, tipiche del fuoristrada e della città. Riguardo al motore Aprilia, comune alla famiglia 660, a mio avviso è proprio opposto il ragionamento: Yamaha, con il motore CP2, dopo anni di stradali come la MT-07, ha deciso di fare un’enduro e lo ha adattato alla Ténéré. Risultato? Eccellente come prestazioni (soprattutto come coppia e prontezza di risposta), ma mediocre per gli ingombri, perché essendo molto alto ha costretto a un difficile compromesso tra altezza sella, baricentro, escursione sospensioni e luce a terra.

All’opposto Aprilia: ha progettato da zero il 660 prevedendo, già dall’inizio, di avere in gamma RS, Tuono e Tuareg, per cui questo motore e questa moto sono nati insieme, con il risultato di grande compattezza, baricentro basso e buona erogazione della potenza per l’uso misto on/offroad.

Marco Marini

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