di Fabio Meloni - 11 luglio 2019

Aprilia: "Le sospensioni semiattive non migliorano il tempo sul giro"

Durante il test della RSV4 1100 Factory abbiamo intervistato Piero Soatti, Head of body and chassis della Casa di Noale, per scoprire i dettagli e le scelte tecniche alla base dell’ultima evoluzione della supersportiva di Aprilia
1/13 Aprilia RSV4 1100 Factory 2019: le foto del test
Per la prima volta nella storia della RSV4, versione Factory e RR hanno quote ciclistiche diverse, con quelle della versione top modificate a favore della maneggevolezza. Come mai questa differenza?
“Le appendici aerodinamiche portano benefici in termini di stabilità, di conseguenza abbiamo modificato le quote per recuperare agilità”.

La cilindrata è quella della Tuono, ma la potenza massima è da supersportiva purosangue. Il motore della nuova Factory ha più in comune con quello della naked o con quello della RSV4 di 1.000 cc?
“Certamente con quello della RSV4. La testata è quella. La Tuono ha una testata molto diversa, meno raffinata”.

Questa versione di 1.100 cc è l’ultima evoluzione prevista per il vostro V4 o ci lavorerete ancora, magari con novità anche sulla versione di 1.000 cc?
“C’è una discussione aperta all’interno dell’azienda, comunque non posso dire che questa sarà l’ultima evoluzione del nostro V4. Secondo me ha ancora molto da dire”.
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Come mai allora salire di cilindrata e non lavorare sulla versione di 1.000 cc?
“Siamo usciti dalla superbike, per cui non c’era la necessità di rispettare un vincolo relativo alla cilindrata. Soprattutto, abbiamo visto che l’operazione fatta sulla Tuono, concettualmente, dà molti vantaggi. E anche nostri competitor hanno fatto questa scelta (Ducati, ovviamente, ndr)”.

Quanto carico generano le appendici aerodinamiche?
“A 300 km/h, 8 kg verso il basso”.

Una bella differenza rispetto ai 30 kg a 270 km/h dichiarati da Ducati per le ali della Panigale V4 R.
“Non conosco i loro codici di calcolo, ma quel valore assomiglia di più al carico generato dall’intera carenatura, più che dalle sole ali”.
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Come mai utilizzate appendici con forma a C e non delle ali, che sono più efficienti?
“Abbiamo preso a piene mani da Aprilia Racing. In MotoGP usiamo appendici simili”.

Per motivi di regolamento, non perché siano la scelta migliore.
“Il regolamento va bene anche per le moto stradali, è addirittura più importante. La forma delle nostre appendici le rende più solide in caso di urto accidentale. Un’ala a sbalzo, per quanto robusta sia, se ci prendi dentro si rompe. Riteniamo sia una forma più adatta a un prodotto di serie”.
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Tutte le concorrenti nella fascia di prezzo della Factory hanno sospensioni semiattive. Perché voi rimanete fedeli a quelle a regolazione manuale?
“Perché, per adesso, secondo noi non danno alcun vantaggio nel tempo sul giro. E se una cosa non ti rende più veloce, noi non la montiamo. Invece riteniamo siano utili su strada, infatti le ha la nuova Tuono Factory”.

Quanto è più veloce della precedente RF?
“Il nostro obiettivo, che abbiamo raggiunto e superato, era un miglioramento di mezzo secondo sul giro in piste come Misano, Imola, Mugello”.
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