"Il futuro è solo elettrico"

La nostra intervista ad Allen Ko, Presidente di Kymco. “A Taiwan abbiamo più di 1.500 stazioni di interscambio delle nostre batterie Ionex. E’ un sistema che si espanderà sempre di più” – “La nostra RevoNEX stupirà anche chi è scettico sul futuro di questa motorizzazione. Supererà, per prestazioni e piacere della guida, i modelli tradizionali” – “Si può pensare a possibili alleanze tra grandi aziende se questo serve per migliorare l’elettrificazione delle due ruote”

1/32 Kymco World Premiere: il nuovo Manyev, con tecnologia elettrica Kymco iONEX

Allen Ko è il presidente più giovane che Kymco abbia mai avuto nella sua storia che inizia nel 1964. Ha 51 anni, dopo la laurea in ingegneria ha fatto tutta la gavetta in azienda partendo dal basso ed è arrivato al vertice sei anni fa, quando il produttore di motociclette di Taiwan celebrava il suo 50° anniversario. Kymco ha iniziato la sua attività producendo veicoli per Honda nell’isola del Far East, così la tecnologia del più grande Costruttore giapponese, ma ancora di più, le procedure e l’organizzazione aziendale di Honda, sono stati come trasfusi in Kymco permettendogli di diventare uno dei più grandi produttori mondiali. Nel 1992, la Kwang Yang Motor Company inizia a produrre modelli pensati e costruiti direttamente a Taiwan, senza più l’aiuto che arrivava dal Giappone. Il dirigente di Taiwan, dall’aplomb molto british, ha una chiara visione ed è tutta proiettata verso un futuro che passa obbligatoriamente attraverso la motorizzazione elettrica, sia quella che interessa i modelli capaci di muoversi velocemente nelle città sia quella legata a delle vere e proprie motociclette. Infatti, nelle due ultime edizioni di Eicma, al centro dello stand di Kymco, sono state presentate due motociclette sportive. Nella visione del produttore di Taiwan questi modelli dovrebbero convincere i motociclisti “duri e puri” a passare alla scelta alternativa al motore endotermico.

“Vogliamo avere il massimo vantaggio dalla rivoluzione elettrica che si sta prospettando per il futuro a due e quattro ruote” – ci dice Allen Ko - “Molti motociclisti pensano che una moto elettrica sia poco più che uno scooter, ma vogliamo fargli cambiare idea. Prima con la sportiva SuperNEX, poi con la RevoNEX presentata a Milano, vogliamo dare una sterzata decisa, un segnale chiaro della nostra direzione. Non vogliamo costruire solo una moto elettrica, ma una moto ancora migliore di quanto lo sia un modello tradizionale. Dobbiamo stupire tutti gli scettici e non siamo davanti a un concept, a una visione lontana, ma parliamo di un progetto che andrà in produzione nel 2021”.

Impresa non facile, specie quella di ribaltare concetti ultra radicati. Come pensate di riuscirci?

“Puntando sulla capacità che avrà questa moto nel rendere eccitante la guida. Certo, parliamo di un motore che riesce a dare il massimo della performance quasi all’istante, ma anche della possibilità di usare un cambio a sei rapporti per ottimizzare il più possibile la disponibilità della potenza; e questo fa la vera differenza rispetto a qualsiasi scooter elettrico. RevoNEX accelera da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi e gliene servono solo altri 8 per arrivare alla velocità massima di 205 km/h. E l’abbiamo pure dotata di un affascinante suono che si combina con il rumore che arriva dalla trasmissione e si accorda col cambio marcia”.

Che tipo di batterie avete installato e qual è l’autonomia?

“Per la parte della motorizzazione ci basiamo su quanto è disponibile in generale per il mondo dell’automotive, settore che è in continua evoluzione, mentre stiamo lavorando ancora sull’autonomia”.

Parlando di elettrico, voi avete proposto sui vostri scooter da usare in città il sistema Ionex che si basa su batterie estraibili, moduli disponibili nelle stazioni di ricambio in modo da non interrompere la marcia una volta esaurita l’energia.

“A Taiwan ci sono più di 1.500 punti di ricarica e interscambio di queste batterie e utilizziamo anche le tradizionali stazioni di rifornimento di benzina e gasolio per avere il massimo dell’impatto sui clienti. Oggi la nostra percentuale di veicoli elettrici ha numeri ancora molto bassi, siamo intorno all’uno, due percento, ma questo valore crescerà molto prossimamente. (Lo sviluppo di Ionex prevede nei prossimi anni dieci nuovi modelli di veicoli elettrici e una produzione annua di 500.000 pezzi. ndr). Ma occorre sempre considerare che la diffusione dei veicoli elettrici dipende in gran parte da quanto vogliono fare i Governi, da quanto vogliono realmente incrementare la presenza di questi mezzi di trasporto. Questa volontà di cambiare è la base di tutto quello che vedremo in futuro”.

Volete esportare fuori da Taiwan il sistema Ionex?

“Stiamo incrementando e rinforzando la presenza nel nostro Paese, ma abbiamo allo studio importanti progetti che riguardano aspetti commerciali, di sharing, di delivery e simili. Non ci fermeremo alla nostra isola”.

Pensate di fornire Ionex ad altri Costruttori?

“Siamo aperti alle proposte di altri produttori, però non è ancora il momento. Ci dobbiamo focalizzare sui nostri progetti e destinare tutte le nostre risorse a questo scopo”.

Va bene l’elettrico, ma anche il tema della sicurezza della guida è uno delle importanti variabili future che devono essere affrontate dalle aziende delle due ruote.

“Abbiamo allo studio dei sistemi di aiuto alla guida e la stessa moto elettrica li ha in dotazione. A Eicma abbiamo mostrato in versione pre-production del CV3, il nostro veicolo tre ruote e basculante che utilizza il motore dello scooterone AK 550”.

Tra le grandi aziende del mondo delle quattro ruote stiamo assistendo ad alleanze e progetti che nascono da accordi in comune. Pensa che sia il momento che questo avvenga anche con le due ruote?

“Credo che non ci siano nel nostro settore molte aziende con le quali è possibile farlo. Ma sempre pensando all’elettrico, se una collaborazione serve a migliorare sempre di più questi veicoli, credo che sia un passo che deve essere fatto. Questo perché l’elettrico è un’altra cosa, un modo e un mondo totalmente differente per affrontare la mobilità. E credetemi, lo sarà sempre di più nel futuro”.

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