16 March 2010

Al nono Asimotoshow di Varano de’ Melegari, dal 14 dal 16 Maggio, la storia della Classe 250 GP

Il Motomondiale 2010 segna l’avvio del campionato iridato della nuova Classe Moto2. Il 2010 è anche l’anno della nona edizione di Asimotoshow, che ricorderà la 250.

Al nono asimotoshow di varano de’ melegari, dal 14 dal 16 maggio, la storia della classe 250 gp

Torino 16 marzo 2010 – Con la stagione 2009 del Motomondiale, la Classe 250 aveva raggiunto sessantuno anni di storia, prima di essere rimpiazzata dalla nuova categoria 600 cc Moto2. Il primo Mondiale 250 si disputò nel 1949 e fu vinto dall’italiano Bruno Ruffo. L’Asimotoshow, che si terrà all’autodromo Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari (Parma) dal 14 dal 16 maggio, quest’anno celebrerà la storia delle competizioni della quarto di litro, ripercorrendone in pista l’evoluzione tecnica. Si potranno vedere sfilare le moto d’epoca della categoria due e mezzo che hanno avuto il massimo splendore tecnico negli Anni Sessanta, con motori di diverse architetture (uno, due, quattro e sei cilindri), a due e quattro tempi. Domenica 16 maggio a Varano saranno in pista una quarantina di 250 storiche, pilotate anche da Campioni del mondo. All’autodromo parmense sono attesi Carlo Ubbiali (iridato 1956-59-60), Rod Gould (1970), Dieter Braun (1973), Mario Lega (1977), Carlos Lavado (1983-86), Luca Cadalora (1991-92) e altri grandi protagonisti.

Fra i veicoli degli Anni Cinquanta, primo decennio sportivo della 250, caratterizzato dalla sfida fra produzione italiana e tedesca, saranno in pista Moto Guzzi, Mondial, MV Agusta e le due ruote della defunta NSU.

Negli Anni Sessanta fecero il loro debutto nelle gare le moto giapponesi e fu la volta della sfida fra la soluzione tecnica dei propulsori a quattro tempi, che erano utilizzati dai Costruttori italiani e da Honda, e la scelta dei due tempi, preferita da Suzuki e Yamaha. I momenti più emozionati del confronto fra le due modalità costruttive si vissero con il faccia a faccia tra Mike Hailwood, in sella alla Honda RC166 sei cilindri quattro tempi, e Phil Read, con la Yamaha RD05 quattro cilindri due tempi. Negli Anni Sessanta si distinsero anche i Marchi Benelli, che realizzò una quattro cilindri a quattro tempi con cui vinse il Mondiale nel 1969 quando Honda e Yamaha si ritirarono, e la due tempi MZ della Germania Orientale, che ottenne buoni risultati. Il Mondiale disputato nel 1969 e vinto da Benelli fu segnato da un cambio significativo del regolamento sportivo.

Dall’anno successivo, il 1970, iniziò l’epoca delle bicilindriche a due tempi, che furono rappresentate al meglio da Yamaha e da Harley Davidson (con le italiane Aermacchi sviluppate da Renzo Pasolini).

Gli Anni Ottanta cominciarono con il successo di Kawasaki, che fu presto raggiunta da Honda e Yamaha, le quali, copiandosi reciprocamente la tecnica motoristica, dominarono la 250 sino alla comparsa di Aprilia. La Casa di Noale vinse la prima stagione iridata della quarto di litro con Max Biaggi, nel 1994. Da quell’anno Aprilia è sempre rimasta in testa, prima come scuderia che correva con il proprio marchio, poi affidando moto ufficiali e moto “clienti” ad altre squadre. Nel frattempo i giapponesi perdevano gradualmente il loro interesse per la categoria inferiore e si concentravano sulla “Classe Regina”. Il segno del Sol levante è, comunque rimasto sino all’ultimo anno in cui si è corso il Mondiale 250: nel 2009 Hiroshi Aoyama ha vinto il titolo iridato in sella ad una Honda.

I campionati della 250 corsi nella storia sono stati 61, 22 dei quali vinti da piloti italiani. Il record appartiene a Max Biaggi, che ha conquistato quattro Mondiali. Tre sono stati i titoli guadagnati da Carlo Ubbiali e Walter Villa. Le moto italiane hanno vinto venti volte il Titolo Costruttori. Nell’albo d’oro si sono distinte Aprilia, cui appartiene il miglior risultato di nove vittorie, e da MV Agusta, che si è fermata a cinque vittorie.

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