Al Giro d’Italia, la Polizia con l’airbag Dainese

Quindici agenti in moto della Polizia Stradale faranno da scorta al Giro d’Italia indossando in anteprima il D-air Street, l’airbag di Dainese.

Al giro d’italia, la polizia con l’airbag dainese

 

L’airbag stradale di Dainese (D-air Street i.p.s.) sarà disponibile per tutti i motociclisti a partire dalla fine di quest’anno ma già li vedremo in azione durante il Giro d’Italia. Quindici agenti della Polizia di Stato in moto, infatti, indosseranno un giubbotto con il D-air Street integrato. I poliziotti­-motociclisti saranno la scorta del Giro d’Italia 2011, iniziato il 7 maggio.

 

Roberto Sgalla, direttore Servizio Stradale: “La Polizia Stradale ringrazia Dainese per aver messo a disposizione dei nostri motociclisti un sistema all’avanguardia di protezione. L’auspicio è di stimolare tutti i centauri a proteggersi adeguatamente con l’inizio della bella stagione e delle gite in moto, oltreché di rispettare come sempre le regole della circolazione stradale”.

 

Marco Simoncelli e Giacomo AgostiniAlla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa era presente anche Giacomo Agostini: "Il livello di sicurezza dei piloti è oggi molto più elevato di quando correvo io. Avevamo delle tute sottilissime che si aprivano appena toccavamo terra. La prima cosa che ho chiesto a Dainese è stata una tuta fatta con pelle più spessa, che la rendeva più pesante ma proteggeva molto di più. Con Dainese abbiamo studiato come renderla confortevole alla guida in sella alla moto in posizione da gara. Le tute così costruite sono poi state prodotte per tutti i motociclisti, così come accade ora con il D-air, l'air bag studiato nelle gare, che sarà disponibile a breve per tutti i motociclisti. Con i piloti e le aziende giuste, le competizioni possono essere di grande aiuto per migliorare la sicurezza stradale."

 

Testimonial dell’iniziativa anche Marco Simoncelli: “E’ dal 2007 che uso il D-air, sono stato il primo pilota a caderci in pista, ho questo record, non so se sia positivo o no… Ho davvero capito quant’è importante quando sono caduto in Malesia nei test del 2010. Normalmente con una caduta così mi sarei rotto la clavicola o la spalla, invece sono potuto risalire in moto e fare la gara tranquillamente. Il D-air è’ una cosa seria dopo che l’ho provato la prima volta non sono più riuscito ad andare in moto senza”.

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