Afa in moto: 7 modi di arginarla

Quando il caldo si fa duro, i motociclisti soffrono. Ci sono, però, alcuni accorgimenti per contenerlo: dal gilet da inumidire al paraschiena “traforato”

Afa in moto: 7 modi di arginarla

Il destino dei motociclisti è quello di essere in balìa del clima. Che si trovino fra le pieghe di una hammada o negli anfratti di un ghiacciaio, vivono sulla loro pelle la conquista di nuove latitudini/altitudini o il semplice cambiamento di stagione. Ci sono quelli che preferiscono “combattere” il freddo e quelli che si sentono più in vena di aggredire il caldo (qui i risultati del nostro sondaggio in merito). L'operazione di levare strati sembrerebbe più facile di quella di aggiungerli... se non fosse che al motociclista va garantito un kit minimo di protezione che renderà il tutto più complicato. Per quanto si “allarghino” le trame dei tessuti e si “scoperchino” i caschi non si riuscirà ad avere la meglio sull'AFA... e Lei quasi sicuramente riuscirà ad indurci nella tentazione di ricorrere a canotte e infradito. E allora non possiamo fare altro che darvi dei consigli per arginarla, l’afa, segnalandovi l'abbigliamento giusto da indossare ma anche qualche dritta per evitare il colpo di calore. Sfogliate la gallery e leggete i prossimi paragrafi.

 

LAVA, STRIZZA, INDOSSA

Partiamo dallo strumento anticaldo più innovativo, al punto che ha bisogno ancora di tempo per imporsi e convincere sulla sua efficacia. Ci riferiamo alla nuova genia di gilet rinfrescanti che ricorrono ad una tecnologia particolare introdotta per prima dalla Techniche basata sull'evaporazione regolata dall'acqua e che è in grado se inumidito di regalare un senso di benessere per alcune ore. Noi, quando il primo prodotto termoregolante è stato introdotto dall'azienda belga sul mercato, l'abbiamo testato (Motociclismo di luglio 2011) rilevando alcuni limiti, come la sensazione di bagnato appena indossato o la scarsa efficacia se abbinato a una giacca non ben aerata. Ma rimane il fatto che questa rappresenti una strada interessante, ora tentata anche dalla olandese, Macna con il suo Cooling Vest (120 euro) e da BMW con il suo Cool Down (103 euro).

 

NIENTE “SCUDO” SOTTO IL SOLE

Passiamo ora al capo tecnico più ostico dal punto di vista della ventilazione, il paraschiena. Non ci siamo ancora abituati ad indossarlo in condizioni normali figuriamoci sotto lo stress climatico di una torrida giornata agostana. Per questo, forse, vediamo un mercato timido sul fronte innovazione: non bastano i tessuti aerati e le prese d'aria sulle scocche: l'effetto di “scudo caldo” rimane. La proposta più interessante rimane forse il Back Shield  Air della Dainese (119 euro), che ha ormai qualche anno e non è stato sviluppato. La parte rigida è composta da un telaio con costruzione a nido d'ape.

 

TRAFORATO CONSOLIDATO

Il capo di abbigliamento estivo più “riuscito” e quello anche più metabolizzato dai motociclisti è la giacca traforata. È ormai entrata nel guardaroba di tutti e tante Case ne hanno in catalogo almeno un modello. Hanno la particolarità di avere ampi inserti in materiale a rete, detto mesh, posizionati in varie zone. Come succede per le membrane che garantiscono impermeabilità e traspirazione anche il tessuto a larga trama può essere oggetto di brevetto. Molte aziende ricorrono a filati prodotti da terzi oppure se lo costruiscono da sé. Se fino a cinque o sei anni fa la tendenza era quella di comprare una giacca quattro stagioni modulare con diversi strati da comporre a seconda della situazione, oggi si tende a dividere il proprio guardaroba in “estivo” ed “invernale”.

 

VIA LA GRIGLIA DAI CASCHI

Invece il traforato non ha funzionato nei caschi. Ci riferiamo alla moda, in voga qualche anno fa, di inserire delle griglie (da coprire con dei “tappi” in caso di pioggia) soprattutto nei jet. Probabilmente le aziende si sono rese conto che il beneficio in termini di ventilazione non compensava il sacrificio in termini di sicurezza. Fatto sta che la soluzione più estiva per chi viaggia (a lungo) risulta essere l'apribile o la sua versione più articolata, il casco cross-over con mentoniera removibile. La doppia omologazione (come integrale e come jet) ottenuta dalla gran parte di questi caschi ha contribuito non poco al loro successo. Fra i tanti modulari citiamo il Project PJ Evo (229 euro), il Nolan N43 Air (220 euro), il GIVI X.01 Comfort (189 euro) e lo Scorpion Exo 300 Air a partire da 230 euro.

 

IL SUCCESSO DEL “CORTO”

Per guanti e scarpe il compromesso fra comfort e sicurezza, in estate, è rappresentato dal taglio corto, ovvero know-how tecnico al di qua di polso e polpaccio. Sono un'alternativa meno impegnativa delle rispettive versioni integrali e per questo stanno avendo un gran successo di pubblico, anche perché, sempre di più, propongono un design accattivante. Tanti, dopo aver provato l'agio di questi prodotti non riescono più a tornare alla versione “long”. È quello che sta succedendo anche con le sneakers: le calzature più alla moda del momento, da quando sono state proposte in versione motociclistica, stanno dando del filo da torcere, commercialmente parlando, al caro vecchio stivale. Sotto l'aspetto protezione questo non è da considerarsi propriamente un traguardo  se non per il fatto che proprio per il loro stile e comfort, stanno convertendo al “tecnico” i più refrattari alla sicurezza.

 

INTIMO: UN FILTRO ANTISUDORE

Il premio per l'indumento “summer” più incompreso spetta all'underwear dedicato. In realtà anche il compare invernale meriterebbe più attenzioni. Il problema è che rappresentano una categoria arrivata sul mercato troppo tempo dopo le giacche modulari stratificate. Intendiamo dire che ci siamo abituati a ricorrere alle membrane per proteggerci da acqua e cambiamenti di clima e non siamo stati educati all'intimo tecnico, che è quello che, invece, innesca il processo di traspirazione con conseguente eliminazione dell'umidità.

 

DENIM MANIA

Se il pantalone d'ordinanza del mototurista rimane quello in cordura /nylon, possibilmente dotato di membrana impermeabile e traspirante e prese d'aria di vario tipo, si sta facendo largo anche il denim tecnico (i jeans, insomma), le cui ineguagliate doti di vestibilità e freschezza lo rendono un'alternativa più che invitante nella bella stagione. Vi abbiamo ampiamente illustrato nello Speciale Abbigliamento e in un servizio dedicato le caratteristiche che, oggi, lo rendono meritevole della nostra attenzione: cuciture rinforzate, preformatura, protezioni omologate su ginocchia e fianchi, inserti in Kevlar o Armalith, zip e bottoni antigraffio. Fra le aziende specialiste di pantaloni in denim da moto segnaliamo l'italiana Promo Jeans, l'inglese Draggin (distribuita da Axo) e la polacca Motto (distribuita da Eolo Moto).

 

SETE DI VIAGGIARE

del dott. Sergio Migliorini, medico dello sport


Indipendentemente da come ci si veste, quando si guida la moto in estate deve essere nostra preoccupazione tenere a bada il calore che produciamo. Bisogna sapere, infatti, che se non intervenissero certi meccanismi di adattamento fisiologico la temperatura aumenterebbe di 1 grado ogni 5 minuti sino a raggiungere livelli pericolosi per la nostra salute. L'evaporazione, ovvero la sudorazione, rappresenta la principale via di dispersione di calore, porta all’eliminazione di acqua e sali minerali ed è proporzionale al peso corporeo. Una perdita di 1,50 litri di liquidi, pari al 2% del peso corporeo di un soggetto di 70 kg, già influisce negativamente sulla prestazione; una perdita di liquidi maggiore, pari al 5% del peso corporeo, porta ad un grave stato di disidratazione e conseguente esaurimento o colpo di calore. Diventa, allora, importante l'idratazione.

La comparsa dello stimolo a bere andrebbe addirittura anticipata perché è già un segnale tardivo del rapporto acqua/sali alterato. Se, in caso di lieve perdita di liquidi (pari a 1 kg di peso corporeo) è sufficiente assumere acqua oligominerale, per perdite superiori al 2% del peso corporeo è indispensabile reintegrare oltre alle perdite idriche anche quelle saline. È bene utilizzare bevande che contengono in quantità bilanciate zuccheri (maltodestrine, fruttosio, glucosio) e sodio, così da stimolare attivamente l’assorbimento dell’acqua a livello delle muscose intestinali. La bevanda ideale durante un viaggio in  moto è il reintegratore idrosalino, che deve essere bevuto in dosi da 150/200 ml ad ogni sosta, cioè più volte nel corso della giornata. I reintegratori idrosalini si trovano già pronti  nei supermercati. Altrimenti si possono utilizzare quelli in bustine da sciogliere in acqua. Vanno bene anche i succhi di frutta, ma meglio se magari diluiti con acqua. Mentre assolutamente da evitare sono le bibite gassate, troppo ricche di zuccheri, le bevande alcoliche e quelle ghiacciate, che possono provocare una congestione.

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