Addio a Giorgio Saporiti, papà del FastCross e della pista di Arsago Seprio

Si è spento a 82 anni l’organizzatore del mitico evento che fino al 2000 portò ad Arsago Seprio i più grandi campioni del motocross europeo e americano

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A dare la notizia è stato Ricky Johnson, uno dei più forti piloti statunitensi degli Anni 80, legato alla famiglia Saporiti dopo aver partecipato più volte al FastCross, in cui decise persino di chiudere la carriera nell’edizione del 1991. Tanto era seguita e sentita quella manifestazione, una delle poche a richiamare nomi di grido da tutte le parti del globo per tutte le 17 edizioni disputate, dal 1984 fino al 2000, quando decise di interrompere l’attività per insanabili diatribe con la FMI.

Dicevi FastCross e agli appassionati si illuminavano gli occhi per quel mix di contenuti agonistici e di intrattenimento che solo sulla pista di Arsago (VA) si amalgamavano perfettamente. Merito del suo regista, quel Giorgio Saporiti che ebbe l’intuizione di contestualizzare una gara di motocross all’interno di un vero e proprio parco naturale, curando ogni dettaglio logistico ed estetico, come solo un architetto amante dei colori come lui poteva fare. La “pista con i fiori” veniva definita Arsago, proprio per la presenza assidua di piante di ogni genere, alcune innestate direttamente dentro le famose gomme gialle che circondavano tutto il tracciato. E poi salti enormi, di ogni tipologia, comprese le infernali whoops, che facevano venire la pelle d’oca alle migliaia di spettatori che, in ogni edizione, riempivano al massimo della capienza tutto il tracciato, rendendo ogni edizione un grande successo. Tutti i migliori sono passati da lì e tutti venivano al FastCross per vincere.

Per creare un’atmosfera del genere serviva un genio e Giorgio Saporiti lo era. Impegnato sin da giovanissimo nel settore dell’arredamento e del design, ha costruito la sua fortuna tra la Saporiti Italia di Besnate (VA) e il Loft di Gallarate, dove ha esaltato il concetto di Made in Italy di altissima qualità producendo complementi d’arredo e tessuti mirati alla costante ricerca della Bellezza: guadagnandosi il titolo di “macchina inarrestabile che genera idee”.

Il 19 marzo, giorno della sua scomparsa, tutto il mondo del motocross si è stretto attorno alla famiglia e al figlio Paolo che, proprio in questo periodo, sta cercando di riportare in attività l’impianto, attraverso la passione di Fabio Tognella, imprenditore appassionatissimo di motocross (e comproprietario del Team SDM Corse) che ha recentemente rilevato il tracciato, con l’obiettivo di riportare ad Arsago il grande spettacolo delle ruote tassellate nel giro di un paio d’anni.

Giorgio se lo godrà, da lassù.

Dalla redazione di Motociclismo le più sentite condoglianze a famiglia e amici.

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