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21 June 2011

1 morto ogni 2 ore per incidenti stradali: l’Italia manca l’obiettivo UE

Aci e Istat hanno diffuso le statistiche relative agli incidenti stradali. L’Unione Europea proponeva nel 2001 la riduzione del 50% dei morti sulle strade entro il 2010. L’Italia si ferma a -44%.

1 morto ogni 2 ore per incidenti stradali: l’italia manca l’obiettivo ue

 

Roma – Il numero di morti sulle strade italiane, in dieci anni non si è dimezzato. La “mission impossible” questa volta non è riuscita. L’Unione Europea aveva imposto agli stati aderenti di ridurre del 50% il numero dei decessi provocati da sinistri stradali nel decennio 2001-2010. Lo stato italiano è riuscito a fare dei passi avanti sul fronte della sicurezza stradale, ma non abbastanza da raggiungere l’obiettivo fissato dalla UE. Si è, infatti, fermato al – 44%, posizionandosi tredicesimo nella classifica degli stati comunitari virtuosi nel migliorare la situazione delle persone che hanno perso la vita sulle strade. Questo è l’ordine dei successi: Lettonia ed Estonia (-61%), Lituania (-58%), Spagna (-55%), Lussemburgo (-54%), Francia (-51%), Slovenia e Svezia (-50%). Il Portogallo lo ha sfiorato, fermandosi al -49.4%, Irlanda (-48%), Germania (-48%), Regno Unito (-46%) e Slovacchia (-44%). Rientriamo, comunque fra i Paesi UE che ottenuto una riduzione superiore alla media europea, ma lo facciamo come fanalino di coda fra di essi. Va peraltro sottolineato che tale media si attesta a 43%. Perciò l’Italia non ha fatto tanto meglio.

 

Più nello specifico, nel2010, in Italia gli incidenti stradali sono stati 207.000 (-3,9%, rispetto al 2009), di cui 296.000 con feriti (-3,7%) e 3.998 con decessi (-5,6%). Quest’ultimo dato indica che i morti sulle nostre strade sono circa 11 ogni giorno, il che si traduce in circa 1 ogni 2 ore. Si è, comunque, ridotto l’indice di mortalità, (rapporto tra numero morti e numero degli incidenti, moltiplicato 100): 1,9 nel 2010  rispetto al 2,0 del 2009. Lo rivelano le statistiche ufficiali di ACI e ISTAT. I due istituti hanno inoltre reso noto che “nel decennio 2001-2010 sulle strade d’Europa si sono registrati 102mila morti in meno rispetto a quelli che ci sarebbero stati se i valori del 2001 si fossero mantenuti costanti, con un risparmio complessivo dei costi sociali di 176 miliardi di euro.

 

 

Ha detto il presidente dell’ACI Enrico Gelpi: “Anche se non è stato centrato l’obiettivo UE, sono state comunquesalvate 14.600 vite umane sulle strade italiane erisparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Un risultato importante, frutto dell’impegno del Governo, del Parlamento, delle Forze dell’Ordine e di tutta la filiera della sicurezza stradale, che trova nel conducente la sua componente più essenziale. Dieci anni fa l’idea di ridurre del 50% i morti sulle strade sembrava pura utopia, ma oggi i dati dimostrano quanto sia un obiettivo raggiungibile. Non bisogna ora abbassare la guardia e investire sempre di più in formazione ed infrastrutture, consapevoli che 1 euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 in risparmio di spesa sociale e che è possibile evitare 1 incidente mortale su 3 con investimenti finalizzati alla sicurezza”.

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