a cura della redazione - 05 novembre 2019

Un'avventura chiamata Motociclismo

La nostra rivista festeggia i suoi 105 anni ad Eicma 2019 (Esposizione internazionale Ciclo e Motociclo) con uno stand pensato come un percorso storico che parte dal 1914 e arriva ai giorni nostri. Anzi, va oltre, scommette sul futuro. Il percorso storico è strutturato in otto tappe: ognuna racconta un quindicennio e ha un tema predominante

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Il mito della velocità

Le competizioni, nei primi anni del 900, sono uno dei passatempi preferiti dagli italiani. Dove passa la moto, lascia sguardi attoniti e scuote la società con una vampata di futuro, come quella portata dalla racer Harley-Davidson 1.000 8 valvole. Viene presentata nel 1916 e costa l’esorbitante cifra di 1.500 dollari, più del quadruplo rispetto alla concorrente Indian. Raggiunge la velocità record di oltre 160 km/h e, oggi, può essere paragonata a una Ducati Panigale V4 S Corse, una moto da gara con targa e fanali.

Abbigliamento

All’inizio del secolo scorso l’abbigliamento tecnico era un miraggio. Anche per correre in pista si usavano capi “casual”: una coppola, un maglione di lana, un paio di pantaloni alla zuava, delle ghette, un paio di stivali da boxer. Al massimo ci si concedeva un paio di guanti in pelle “alla moschettiera”.

1914 - Milano, i partecipanti ad una riunione nel Velodromo di Corso Sempione prendono posto sulla griglia di partenza. Negli anni eroici del Motociclismo mancavano gli impianti permanenti, così le piste erano prese in prestito dai “cugini” ciclisti. In Italia i campioni più affermati erano i fratelli Maffeis, Ghirlanda, Sassi e Bellorini

1914 - La copertina del primo numero di Motociclismo con la pubblicità della Frera, una delle principali Case dell’epoca

1913 - Il bozzetto di pubblicità per pneumatici Pirelli per biciclette, realizzato nel 1913 da S.C. Ballie (Fondazione Pirelli). La pagina viene pubblicata sul primo fascicolo di Motociclismo

Harley-Davidson 1000 8V - 1924

Una straordinaria moto da competizione, costruita in meno di 50 pezzi dal 1916 al 1924: solo cinque esemplari di questa racer sono sopravvissuti sino ad oggi. Questo modello esprime il massimo della tecnica racing del tempo: cilindri e teste fuse in ghisa in un blocco unico, pistoni in leggerissimo electron, distribuzione ad aste e bilancieri con 4 valvole per cilindro. Poteva avere trasmissione diretta dal motore alla ruota posteriore o montare un cambio a 3 rapporti come la moto qui esposta. Freno a pattino sulla ruota dietro e pneumatici a tallone da 28x3”. (Courtesy of Collezione Battilani)

Scheda tecnica

  • Bicilindrico 4T a V di 45°
  • 998 cc
  • Potenza oltre 19 CV

I primi viaggi

In quest’epoca si comincia a concepire la moto come mezzo per esplorare il mondo e nascono le prime soluzioni per trasportare a bordo il bagaglio (vestiti, viveri, ecc.). Ci si accorge che la sensazione di libertà che le due ruote possono dare è imbattibile. Un emblema di questo periodo è la Guzzi Sport 15, prodotta dal 1931 al 1939 in 5.979 esemplari, che si caratterizza per la robustezza ed è quindi adatta a coprire lunghe distanze. Oggi a rappresentare lo stato dell’arte delle moto touring (con un’anima da offroad) è la BMW R 1250 GS Adventure, dotata di serie di un serbatoio da 30 litri, faro a LED, due modalità di guida (Rain, Road), supporti per valigie laterali.

Abbigliamento

Come nelle corse, anche nei viaggi, nella prima fase “eroica” del motociclismo, ci si veste alla bene e meglio: casco da aviatore, occhialoni, cappottone, pantaloni di tessuto robusto. Sicurezza, comfort, funzionalità, vestibilità sono vocaboli sconosciuti ai globetrotter di allora. Oggi sono prerogative scontate per i viaggiatori, che non partono se non sono ben equipaggiati.

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1933 - I motociclisti austriaci Max Reisch e Herbert Tichy affrontano un viaggio in moto di 13.000 km dall’Austria all’India in sella a una Puch 250. Nelle immagini (dal libro “L’avvincente richiamo dell’India” di Reisch) alcuni momenti del raid: incontri nel deserto stile Lawrence d’Arabia, un passo a 3.000 metri tra Bagdad e Teheran e l’arrivo a Bombay.

Moto Guzzi Sport 15 - 1934

È la Guzzi più venduta tra le due Guerre Mondiali, non è una moto propriamente sportiva e veloce come riporta il nome, ma è apprezzata dai suoi proprietari per le notevoli doti di affidabilità. Perfetta per viaggiare in condizioni “difficili”, rappresenta una vera svolta nella produzione della Casa di Mandello del Lario anche dal punto di vista della linea: è la prima tra le Guzzi ad avere il serbatoio a sella, cioè posto sopra i tubi del telaio. Il motore orizzontale ha un cambio a tre marce, carburatore Amal, accensione a magnete Bosch. La moto è un esemplare ottimamente “conservato”: dimostra la sua robustezza nel tempo e la certosina cura del suo attuale proprietario. (Courtesy of Damiano Iacomini)

Scheda tecnica

  • Monocilindrico 4T
  • 498 cc
  • Potenza 13,5 CV

BMW R 1250 GS Adventure - 2019

Oggi le moto da turismo per eccellenza sono le big enduro, le entrofuoristrada. E sicuramente la BMW GS Adventure è una delle più accreditate per affrontare ogni tipo di strada e terreno. Misure extra large, serbatoio imponente, sella super comoda: le sue dimensioni non sono certo tra le più contenute, ma ripagano in protezione aerodinamica. In quest’ultima versione il motore boxer dispone della tecnologia ShiftCam con fasatura e alzata delle valvole variabili. La potenza è disponibile a ogni regime e il motore entusiasma nell’erogazione dai medi ai massimi regimi grazie anche ai controlli elettronici di aiuto alla guida.

Scheda tecnica

  • Bicilindrico 4T boxer 8 valvole
  • 1.254 cc
  • Potenza 136 CV

La moto per tutti

Nell’Italia del dopoguerra le auto hanno prezzi d’acquisto e costi di gestione alla portata di pochi, ma la voglia di muoversi e viaggiare è tanta. La soluzione è la moto o, ancora meglio, lo scooter che si identifica soprattutto con la Vespa, economica nell’acquisto e nei consumi, affidabile e facile da guidare, in grado, in caso di bisogno, di trasportare tutta la famiglia. E la simpatia che questo mezzo riesce a ispirare è tale che i club dedicati al suo nome nascono come funghi. Negli oltre 70 anni di vita, la Vespa (che nasce nel 1946) ha continuato a essere un mezzo iconico e a scaldare il cuore della sua community. Ora, però, la attende la svolta elettrica, che comporterà una nuova rivoluzione dei costumi.

1948 - La Croisette di Cannes invasa da vespiste provenienti da tutte le città d’Italia, come dimostrano i gagliardetti dei diversi Moto Club fissati sugli scudi anteriori degli scooter

Anni 50 - Una pubblicità Pirelli per motoscooter degli anni Cinquanta (Fondazione Pirelli)

Vespa modello 98 - 1946

Il capolavoro del genio di Corradino d’Ascanio nasce per motorizzare un’Italia distrutta dagli esiti della Seconda Guerra Mondiale. L’ingegnere aeronautico, padre dell’elicottero, progetta un veicolo semplice, facile da guidare anche per chi non è un motociclista. La sua ampia carrozzeria in lamiera preserva da ogni schizzo di fango delle strade sterrate, è adatto anche alle donne perché non ci sono ingombri tra la sella e lo scudo, si cambia marcia senza togliere le mani dal manubrio, il motore due tempi raffreddato ad aria forzata resiste a ogni strapazzo ed è economico nei consumi. Insomma, è una Vespa, sempre uguale col passare del tempo, ma ugualmente moderna e perfetta sin dalla nascita. (Courtesy of Museo Scooter & Lambretta)

Scheda tecnica

  • Monocilindrico 2T
  • 98 cc
  • Potenza 3,2 CV

Vespa Elettrica - 2019

Dopo 73 anni, tutte le prerogative di tecnica e stile che hanno fatto dello scooter di Pontedera un veicolo “immortale” sono ugualmente presenti in questo salto nel futuro che è la Elettrica. E sotto la scocca in lamiera c’è ancora un motore costruito da Piaggio, ma non consuma benzina ed è pure dotato di una coppia di 200 Nm, oltre ad avere il recupero di energia in fase di decelerazione e la retromarcia. Al posto del serbatoio della miscela ci sono batteria LG agli ioni di litio e caricabatteria integrato. Il Costruttore dichiara un’autonomia di 100 km e un tempo di ricarica completa dell’accumulatore di 4 ore. È omologata come ciclomotore.

Scheda tecnica

  • Motore brushless Piaggio
  • Batteria ioni-litio da 4,2 kWh
  • Potenza 4,7 CV

I ciclomotori

Nel 1968 il Piaggio Ciao sconvolse il mercato dei cinquantini: pulizia, praticità, sicurezza, silenziosità, sobrietà nel consumo, agilità nel traffico ne hanno fatto un’icona. È rimasto in produzione fino al 2006 (con più di 3.500.000 esemplari venduti), ma vive ancora nel mercato dell’usato. A distanza di 50 anni Fantic propone Issimo, ispirato allo storico ciclomotore, caratterizzato anch’esso da forte carica innovativa, design efficace, facilità d’uso. È una bici elettrica con l’aspetto del motorino, pronta ad affrontare le nuove sfide, sostenibili, della mobilità urbana. Per ora è disponibile in versione Codice (25 km/h), senza targa; poi arriverà quella da immatricolare, più potente (45 km/h).

1967 - Una delle pubblicità del Piaggio Ciao che più ha segnato il nostro immaginario. Motociclismo pubblica la prima prova del ciclomotore nel febbraio del 1968: un servizio di 8 pagine a firma di Carlo Perelli

2018 - Ad Eicma 2018 Fantic presenta il prototipo dell’Issimo e il pubblico lo accoglie calorosamente, tanto che decide di produrlo. Questa prima versione monta un motore Bafang da 250 W e 36 Volt e una batteria da 630 Wh, ma presto verrà presentato un fratello maggiore da 500 W con comando del motore dal manubrio

Piaggio Ciao - 1967

La genialità del progetto di questo ciclomotore sconvolge il grande panorama dei motorini che circolano negli anni 60’-70’. Al pari della Vespa è vincente per la razionalità della sua costruzione: ha soluzioni meccaniche e stilistiche originali, come il telaio in lamiera stampata con il serbatoio integrato, un motore piccolissimo quasi invisibile e silenzioso, nessuna sospensione posteriore, ma la sella è ben molleggiata. Tutto questo sostenuto da un nome quanto mai azzeccato e da una campagna pubblicitaria anticonvenzionale. Il piccolo Ciao consuma pochissimo, può percorrere sino a 70 km con un litro di miscela al 2% e, quando finisci la benzina, puoi tornare a casa pedalando come su una bicicletta. (Courtesy of Fondazione e Museo Piaggio Pontedera)

Scheda tecnica

  • Monocilindrico 2T
  • 49,7 cc
  • Potenza 1,5 CV

Fantic ISSIMO - 2019

Fantic è l’abbreviazione di Fantastic. E il nuovo leggero Issimo è davvero un inno alla fantasia, all’innovazione, alla voglia di stupire. Leggerissimo nell’aspetto grazie al telaio a traliccio in lega leggera pressofusa (che si può coprire come la cover di uno smartphone), questo veicolo, a metà strada tra la bici e il ciclomotore, ricorda nelle linee il cinquantino che porta il suo stesso nome, l’Issimo costruito in Brianza, in quel di Barzago, nel 1978. Ora il motorino di una volta si è trasformato in una e-bike certamente trendy e pop.

Scheda tecnica

  • Motore elettrico Bafang M500
  • Batteria ioni-litio da 630 Wh
  • Potenza 250 W

L'avventura

Negli anni 70 l’Europa scopre l’avventura. Ispirati dalla Baja 1000 in Messico nascono i primi rally africani, il più famoso dei quali è la Paris-Dakar. Le vendite premiano le enduro stradali mono e bicilindriche, come la Honda NXR780, che vince la competizione tutti gli anni in cui partecipa (dal 1986 al 1989), e ha una figlia commerciale chiamata Africa Twin, che nasce 650. L’italiano Edi Orioli vince ben quattro edizioni della Dakar, una delle quali con la Honda.

Edi Orioli a 25 anni con la sua Honda NXR780, quando ha vinto la sua prima Parigi-Dakar. Lo scatto, diventato mitico, è di Gigi Soldano

Honda Africa Twin 650 - 1988

Nata sulle esperienze della straordinaria Honda NXR che ha trionfato in quattro edizioni della Parigi-Dakar dal 1986 al 1990, l’endurona giapponese ha alimentato il mito dei viaggi nel Continente Nero. La Honda costruisce una moto pressoché perfetta per affidabilità, facilità di guida, elevata capacità di carico, e la veste con una carenatura che ricorda la sorella dakariana e riprende i colori della HRC, il prestigioso reparto corse della Casa nipponica. L’ Africa Twin usa un motore bicilindrico ultra collaudato, che deriva da quello della Transalp. La 650 adotta un telaio in normale acciaio ma sospensioni dalla lunga escursione per affrontare il fuoristrada. È una moto ancora oggi bellissima e attuale. (Courtesy of Alberto Porta)

Scheda tecnica

  • Bicilindrico 4T a V di 52°
  • 647 cc
  • Potenza 57 CV

Supersportive

Sono le moto più performanti e rappresentano le bandiere tecnologiche delle grandi aziende europee e giapponesi. Puntano sulla ricerca delle massime prestazioni. In permanente evoluzione di tecnica e stile, sono delle vere racer per gareggiare in Superbike, il campionato delle “derivate di serie”. I Costruttori giapponesi e quelli europei si sono spartiti il mondiale SBK, dove la Ducati ha trionfato per 14 volte.

1994 - La Ducati 916 è una moto “mitica”, rimasta in produzione per 10 anni, dal 1994 al 2004. Nella foto, la moto durante una delle prove di Motociclismo sul circuito di Monza

2019 - La comparativa delle supersportive è una delle prove di Motociclismo più gettonate dell’anno. Per mettere sotto torchio le più “cattive” e potenti quattro cilindri che siano mai state prodotte, siamo andati sull’impegnativo circuito di Rijeka, in Croazia

Ducati 916 1994

mondo) e deve la sua superba linea a Massimo Tamburini, riconosciuto come il miglior designer di moto al mondo. Basata sul motore a V di 90°, caratterizzato dall’esclusiva distribuzione desmodromica. Durante la sua storia, cresce di cilindrata (sino a 996 cc) e nelle prestazioni del motore raffreddato a liquido e nel telaio a traliccio per migliorare le performance in gara, ma non è mai cambiata nella linea. È considerata una vera icona, una delle moto più affascinanti di sempre. (Courtesy of Museo Ducati)

Scheda tecnica

  • Bicilindrico 4T a V di 90°
  • 916 cc
  • Potenza 114 CV

Ducati 916

2002 - Una pubblicità del pneumatico per supersportive Pirelli Diablo, capostipite dell’omonima gamma, che ad oggi comprende gomme racing come Diablo Superbike e Diablo Supercorsa. Illustrazione: D. Gaucher. Agenzia: Armando Testa. (Fondazione Pirelli)

Fenomeno Rossi

Valentino Rossi accompagna le nostre domeniche di appassionati del Motomondiale sin dal 1996. Una lunga striscia vincente, un’impresa impossibile che vale 9 titoli mondiali. Ha conquistato il pubblico a suon di vittorie e portato la motocicletta nelle case di tutti. È un sogno che continua a spingere il “dottore” ad allinearsi al via dei Gran Premi per essere sempre tra i più veloci. Dopo aver vinto con Aprilia (nella 125 e nella 250), con Honda (500 e due titoli nella MotoGP), dal 2004 comincia la lunga stagione con Yamaha: inizio travolgente che riporta il titolo mondiale della massima categoria nella Casa di Iwata, dopo 12 anni di sconfitte e delusioni, e che permetterà al campione di Tavullia di rimanere al vertice nel 2005, 2008 e 2009.

2019 - Dopo 15 anni di continue battaglie sui circuiti, Rossi è ancora nei box Yamaha (si è assentato dalla squadra giapponese nella doppia stagione 2011-2012 per salire in sella alla Ducati) con immutata passione, costanza e motivazione nella ricerca del massimo risultato

2005 - Valentino dopo aver sbalordito tutti all'esordio con Yamaha, vincendo alla prima gara a Welkom, in Sud Africa, continua la striscia positiva anche nel 2005 trionfando in 11 gare su 17 Gran Premi

Yamaha M1 2004

Il campione di Pesaro sfata la leggenda che la M1 non sia una moto vincente e a fine stagione si aggiudica il suo mondiale numero sei. Il motore ha la distribuzione quattro valvole, i cilindri disposti fronte marcia (uno schema che la MotoGP Yamaha usa ancora oggi), dispone della fasatura a scoppi irregolari (effetto big bang) per avere maggiore trazione in uscita di curva. Rossi rivoluziona il telaio e la posizione del motore per avere un bilanciamento dei pesi più favorevole e migliorare la guidabilità. (Courtesy of Yamaha Motor Racing)

Scheda tecnica

  • Quattro cilindri 4T in linea
  • 990 cc
  • Potenza oltre 240 CV

Il futuro

Nei prossimi anni la mobilità su due ruote sarà sostenibile e intelligente: moto e bici saranno equipaggiate con motori elettrici, cruscotti digitali dotati di connettività Bluetooth, sistemi di assistenza alla guida “sensibili”, in grado di salvaguardarci dalle incognite della strada. Anche i dispositivi di protezione del pilota saranno “smart”: ci attendono, fra l’altro, caschi con display capaci di darci le informazioni di viaggio che ci interessano mentre guidiamo.

Nito N4, la motard urbana sostenibile

Design eccitante quello di Cesar Mendoza (già direttore dello IED di Torino) per un mezzo che vuole rivoluzionare lo stesso concetto di motocicletta da città. È “cattivo”, aggressivo nello stile a cominciare dalla sospensione anteriore a quadrilatero deformabile che rende l’avantreno importante. Ha il motore nel mozzo posteriore per non fare i conti con una trasmissione a catena o a una cinghia dentata (tanto usata nei modelli elettrici), un telaio in lega leggera pressofusa che supporta le due sospensioni e accoglie la batteria agli ioni di litio e pure limita il peso. Prestazioni interessanti in termini di autonomia e tanto potenziale per il divertimento nella guida.

Scheda tecnica

  • Motore elettrico
  • Batteria ioni di litio
  • Potenza 11 kW

Jam2 6.7 Nine Magic Black Di, la e-mtb bi ammortizzata

La mountain-bike elettrica da enduro che offre la massima performance in discesa senza paura delle risalite (anzi, col motore ti diverti).

Dati tecnici: telaio: alluminio | Motore: Bosch Performance CX Drive da 250 W | Batteria: integrata da 625 Wh | Sospensioni: anteriore forcella RockShox Recon RL, posteriore RockShox Deluxe Select | www. focusitaliagroup.it

Tra le mountain-bike la pedalata assistita elettricamente trova terreno fertile nelle enduro come la Focus Jam, perché hanno ciclistiche ottimizzate per divertirsi in discesa, ma permettono di tornare in vetta senza morire dalla fatica. Le caratteristiche che consentono a tali biciclette di andare forte nelle discese fuoristrada (sospensioni a lunga escursione, angoli di sterzo e sella aperti, gomme assorbenti ma poco scorrevoli, peso elevato) le rendono molto faticose in salita: ecco perché una bella assistenza alla pedalata come la quarta generazione del Bosch CX Performance ci casca a pennello. La Jam, tra l’altro, è dotata del sistema F.O.L.D. di sospensione posteriore, che permette una migliore trazione in salita oltre a un’ottimale progressione in discesa.

Scheda tecnica

  • Motore per pedalata assistita Bosch CX Performance IV generazione
  • Tensione 36 Volt, potenza 250 Watt nominali, coppia 75 Nm
  • Batteria da 625 Wh, peso 24 kg
  • Sospensioni Rock Shox ad aria, escursione alla ruota 150 mm

Il casco “smart”

Shoei, in occasione del Consumer Electronics Show di Las Vegas (CES), ha presentato un prototipo di casco dotato di HUD (Head Up Display) integrato: un visore trasparente posto di fronte agli occhi, sul quale vengono proiettate informazioni per la guida. Sviluppato in collaborazione con NS West, azienda giapponese specializzata in sistemi di visualizzazione e sensori per l’automotive, l’Hud è pensato soprattutto per indicare la strada del navigatore ed è regolabile in altezza. Il sistema, inoltre, si connette allo smartphone, mostrando altre informazioni personalizzabili dall’utente. www.shoei.it

La guida intelligente

Bosch, che ha già reso più sicura la guida su due ruote grazie ai sistemi di assistenza come l’ABS e il MSC (Motorcycle Stability Control), ha sviluppato un nuovo pacchetto di sicurezza per le moto, che include l’Adaptive cruise control, il Forward collision warning e il Blind-spot detection. Si tratta di assistenti elettronici che vigilano costantemente e reagiscono con più prontezza di quanto possano fare le persone. Bosch ha sviluppato anche il primo sistema ABS per e-bike che riduce il rischio di slittamento o di ribaltamento in avanti degli e-biker.

Tecnologie moto

ABS

Supporta il motociclista in frenata, anche brusca o su strade scivolose. Previene il bloccaggio delle ruote, garantisce stabilità del veicolo e decelerazione ottimale.

Motorcycle Stability Control (MSC)

Supporta il motociclista in frenata e in accelerazione, in rettilineoe in curva, monitorando una serie completa di dati chiave del veicolo per rilevare situazioni critiche e intervenire.

SISTEMI AVANZATI DI ASSISTENZA ALLA GUIDA

Adaptive Cruise Control

Regola la velocità del veicolo in base al fl usso del traffico e mantiene la distanza di sicurezza necessaria.

Forward collision warning

Sistema di allarme di collisione, visivo o sonoro, per ridurre il rischio di tamponamento o attenuarne le conseguenze.

Blind spot detection

Il sistema tiene monitorato l’intero campo visivo intorno alla moto per aiutare chi guida a cambiare corsia in modo sicuro.

Tecnologie bici

Performance Line CX

Il nuovo motore Bosch accelera con estrema forza, reagisce senza ritardi e, con la modalità eMTB, si riceve la potenza necessaria sempre al momento giusto. Con soli 2,9 chili di peso e ingombri ridotti quasi del 50%, si caratterizza per leggerezza e compattezza.

ABS

Il sistema di frenata antibloccaggio è composto da centralina, spia, sensori di velocità, freno ABS CMe prodotto da Magura, sensore del disco e disco freno. Pesa circa 800 g e si attiva al raggiungimento della velocità di 6 km/h.

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