AMIATA: CUCINA, FLORA E FAUNA PROTETTE Un modo per affrontare l’Amiata, una delle montagne più importanti della Toscana (1738 m), è quello di seguirne alcune linee guida che caratterizzano la sua personalità. Tra i punti forti del viaggio è possibile apprezzare la cucina locale a base di castagne, i cui prodotti oggi sono diventati una prelibatezza: la farina che si ricava dal frutto, si è aggiudicata il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) e la ritroviamo, sapientemente lavorata, in piatti raffinati, dolci gustosi e polente casalinghe. L’itinerario continua sulle tracce del cinabro, minerale del mercurio, di cui il Monte è stato assai prodigo e da cui la popolazione ha ricavato prosperità, sviluppo, oltre che grandi sacrifici. La storia delle miniere, dove molte persone hanno consumato la vita, ci viene oggi riproposta nel recupero e nella valorizzazione di tutta l’area. L’attività ingrata dei minatori si affiancava, però, ad altri antichi mestieri della montagna: boscaioli e segantini, carbonai e mulattieri. Oggi la legna è ancora una risorsa, ma non rappresenta più una fatica quotidiana e le vecchie strade di montagna, lungo cui era trasportata, hanno lasciato il posto a poche, piacevoli piste da sci. Persino il somarello, il Sorcino Crociato, un tempo utilizzato come forza lavoro, oggi è una specie protetta e addirittura una scommessa di “salvataggio genetico”.
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