Top 10 delle special 2013: qual è la vostra preferita?

9 settembre 2013
di Nicolo' Codognola
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  • 1/66 Freestyle, 1° classificato: Medaza Cycles Rondine
    In un articolo su Motociclismo di settembre diamo la nostra personale classifica delle special più belle del 2013. Ma vogliamo la vostra opinione: partecipate al sondaggio

    Top 10 delle special 2013: qual è la vostra preferita?

    Ormai da parecchi mesi, il giovedì su Motociclismo.it è dedicato alle special. Vi abbiamo proposto quelle ufficiali che concorrono nei campionati riservati ai preparatori, abbiamo dato spazio a quelle dei lettori, ogni settimana vi mostriamo le più curiose (cliccate qui per vederle tutte) e vi teniamo aggiornati sulle tendenze.

     

    Da tutta questa messe di moto esagerate, eccentriche, visionarie e folli, su Motociclismo di settembre abbiamo selezionato le 10 special che secondo noi meritano il titolo di più belle del 2013 (le vedete tutte in questa gallery).

     

    Ecco la nostra graduatoria, con le descrizioni e i link agli articoli che vi abbiamo già dedicato sul sito. Fatevi un’idea e poi dateci la vostra personale classifica partecipando al sondaggio (cliccate qui).

     

     

    1) RONDINE BY MEDAZA

    (su base Moto Guzzi Falcone: foto)

    Telaio e forcellone costruiti a mano; stessa cosa per serbatoio e codino in alluminio. La forcella tipo girder utilizza un forcellone Harley V-Rod. Anche i cerchi, entrambi da 21”, sono della prima V-Rod. non manca certo la fantasia all’irlandese Don Cronin, che con la sua special chiamata Rondine si è aggiudicato l’AMD World Championship 2013, il mondiale dei customizzatori.Originale anche il motore, quello di una Moto Guzzi Nuovo Falcone del 1971. E che dire del curioso silenziatore “a sogliola” con triplice uscita dietro la ruota anteriore e dei dischi extralarge? Splendida!

    www.medaza.com

     

     

    2) LINK BY KRUGGER

    (su base Honda CB540: foto)

    La prima vera cafè racer di quel genio del custom che è Fred Krugger si chiama Link ed esalta, non solo con una bandiera giapponese sul serbatoio, la Honda CB450, quella con la  distribuzione a barre di torsione. troppo semplice però ricavare una grintosa naked con soluzioni classiche. Il preparatore belga trascorre oltre 30 ore col tornio e la fresa per realizzare i componenti necessari a “girare” la testata (con problemi di distribuzione e lubrificazione) e portare davanti i carburatori e dietro lo scarico. Che da sotto la sella, sbuca dal codone.

    www.krugger.net

     

     

    3) SPIRIT OF MUNRO

    (motore Indian TS111: foto)

    Tributo ai piloti e alle macchine che hanno lasciato nelle gare di velocità la loro firma sul lago salato di Bonneville nello Utah. questa streamliner è un astuto mix di tecnologia moderna e stile vintage ispirato alla “Munro Special”, la moto con cui Burt Munro stabilì il record di velocità per moto sotto i 1.000 cc, un siluro derivato dalla Indian del 1920. Era il 1967 e la storia dell’eroico neozelandese è raccontata dal film “The World’s Fastest Indian”. La Spirit of Munro ospita il nuovo motore Indian Thunder Stroke 111 (di cui trovate il test su Motociclismo di settembre).

    www.indianmotorcycle.com

     

     

    4) CONCEPT ROAD RUNNER

    (su base Honda Super Cub 90: foto)

    Questa concept su base Honda Super Cub 90 è la tesi di laurea di Suhann, uno studente del dipartimento di design industriale della Shih Chein University, a Taiwan. L’ispirazione è un idrovolante d’epoca. Il corpo della moto è composto da tre volumi, che generano degli spazi tra di loro, rendendo l’insieme visivo più leggero. La Roadrunner ha il telaio completamente ridisegnato e costruito in tubi d’acciaio, mentre le carene sono state plasmate con fogli di alluminio battuti a mano su sagome in legno e uniti tra loro con rivetti. Motore e ruote restano quelli di serie. ma sono in arrivo tanti altri dettagli d’antan...

     

     

    5) SKINNY LIZARD BY ALAMBICCUS

    (su base Royal Enfield 350: foto)

    Skinny lizard esce dall’officina di Monzuno (BO), che rinvigorisce Il monocilindrico Royal Enfield 350 a 4 marce con pistone ad alta compressione, camme e condotti lavorati, scarico corto, carburatore Amal 28 mm, albero motore alleggerito e bilanciato con biella forgiata. Il telaio è modificato e trasformato in rigido; home made anche la forcella, senza escursione. originalissima la monoscocca in vetroresina e metallo che integra il serbatoio nella coda. La verniciatura è opera di Paolo Masetti, alias Breska.

    alambiccus.blogspot.com

     

     

    6) HAZAN

    (su base Royal Enfield 500: foto)

    Nello “shop” di Max Hazan, a Brooklyn, New York, nascono oggetti di mirabile bellezza. Forse perché ogni componente -motore a parte, un Royal Enfield 500- è realizzato a mano. La sella in legno tradisce il passato di Max da costruttore di barche. Ogni dettaglio è realizzato apposta per questo progetto. A partire dal telaio in acciaio fuso in stampo, passando per la forcella girder e il forcellone (con ammortizzatore a trazione sotto il motore) in traliccio di tubi, fino alle leve, alle pedane e al manubrio. Che conservano tutta la loro materica bellezza senza esser coperti nemmeno da un grammo di vernice.

    www.facebook/HazanMotorworks

     

     

    7) QUEEN ELIZABETH CORONATION BY MATTIA FORONI

    (su base Triumph Thruxton: foto)

    Mattia Foroni (del reparto di personalizzazioni del Centro Moto Lodi), ha realizzato la Queen Elisabeth Coronation per celebrare il 60° anno dalla incoronazione ufficiale della sovrana inglese. 

    Il preparatore, impiegando ben 18 ore di lavoro, ha rivestito con la tecnica del decoupage i parafanghi e il serbatoio della Triumph utilizzando quotidiani originali del 3 giugno 1953, il giorno della incoronazione, il Daily News e il New Chronicle. Altri dettagli: parafanghi manubrio e scarico artigianali; su misura ruote e sella a molle, no ammortizzatori ma barre in  titanio.

    www.cml-moto.it

     

     

    8) BARUNISSA BY NORTH COAST CUSTOM

    (su base Ariel 350: foto)

    Francesco Bella è l’autore di Barunissa, una custom totalmente fuori dagli schemi. A partire dal motore, un Ariel 350 ad aste e bilancieri. Ma il pezzo forte è il telaio rigido, completamente realizzato a mano, come tutti (ma proprio tutti!) i componenti che fanno di questa special una scultura su due ruote. Una curiosità: il nome si rifà allo sceneggiato “La baronessa di Carini”, ambientato nel 1880, che a sua volta si ispira alla storia di Laura Lanza che, nel 1563, fu uccisa in Sicilia per un codice d’onore legato ad un tradimento. La moto vuole infatti essere l’interpretazione moderna di un… “intrallazzo”.

    www.northcoastcustom.it

     

     

    9) DUCATI 125 BY RADICAL

    (su base Ducati 125 1963: foto)

    La spagnola Radical Ducati abbandona per una volta le special di elevato contenuto tecnologico e si lascia avvincere dal fascino dello stile retrò, trasformando una piccola Ducati 125 ST del 1963 in una race replica affascinante. Il monocilindrico è stato rinvigorito con componenti di un 250 corsa corta, doppia accensione, carburatore Amal da 32 mm e scarico artigianale. La sospensione posteriore è ora in Cantilever, in luogo di quella tradizionale a doppio ammortizzatore. Davanti c’è una forcella a steli rovesciati e il freno di una Derbi GPR 50. Splendido il serbatoio di una Ducati 160 sport.

    www.radicalducati.com

     

     

    10) MADAME GUZZI BY ADAM’S CUSTOM SHOP

    (su base Moto Guzzi 1000 SP 1979: foto)

    Arriva dalla Svezia la “Madame Guzzi”, special elegante e splendidamente realizzata sulla base di una 1000 SP del 1979. Telaio e forcellone sono completamente riprogettati per ospitare una sospensione posteriore con “mono” cantilever e per sostenere un affusolato serbatoio che integra, nella parte finale, anche la sella singola. Tradizionali invece i freni a tamburo, la forcella Marzocchi modificata, i cerchi a raggi da 20”.  Verniciatura sublime.

    www.adamcustomshop.se

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