Test Triumph Tiger 800 2018: l'enduro di domani

7 February 2018
di Marco Marini
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  • 1/18 Il nostro test della Triumph Tiger 800 XC 2018
    Triumph Tiger 800 XC e XR 2018: abbiamo provato le nuove enduro stradali di Hinckley su asfalto e in fuoristrada, dove si sono rivelate facili e polivalenti. Ecco le prime impressioni di guida

    In occasione di Eicma 2017 Triumph ha completamente rinnovato la gamma delle Tiger 800. Per il 2018 sono disponibili due modelli: XR (stradale) e XC (dall’indole offroad); declinabili in sei versioni differenti: l’entry-level Tiger XR, il modello intermedio XRx e la top di gamma XRt, sono dedicate a chi si muove prevalentemente su strada, mentre la XCx, la XCa full-optional sono perfette per gli amanti del fuoristrada. È inoltre disponibile una versione XRx con sella ribassata (Low Seat).

    Rispetto al modello precedente sono poche le differenze a livello estetico: cambiano i pannelli laterali, oltre alle grafiche e agli stemmi con il logo della moto. Tutte le moto godono però di importanti aggiornamenti studiati per migliorarne le capacità di guida, su asfalto e in off road; le principali modifiche riguardano: aggiornamenti a telaio e motore, prima marcia più corta, silenziatore più leggero, nuova modalità di guida Off-Road Pro e sei modalità di guida tra cui scegliere, parabrezza regolabile su cinque posizioni, strumentazione TFT full-colour regolabile, fari a LED, blocchetti di comando ergonomici e retroilluminati e joystick a cinque vie, cruise control completamente rivisto… ma per tutti i dettagli delle nuove enduro stradali di Hinckley, e per le differenze tra le varie verisoni, vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione; qui sotto trovate i prezzi:

    • Triumph Tiger 800 XR: 11.450 euro c.i.m,
    • Triumph Tiger 800 XRx: 13.100 euro c.i.m.
    • Triumph Tiger 800 XRt: 14.800 euro c.i.m.
    • Triumph Tiger 800 XCx: 13.900 euro c.i.m.
    • Triumph Tiger 800 XCa: 15.300 euro c.i.m.
    Ora è arrivato il momento di salire in sella alle nuova Triumph Tiger 800 XC e XR 2018: ecco le prime impressioni di guida dal Marocco (qui trovate le foto del test).

    Come va: in strada e...

    Eravamo molto curiosi di capire quali benefici avesse portato tutta questa elettronica alle nuove Tiger e la due giorni in Marocco appena conclusa è stata l’occasione perfetta. Pioggia e freddo il primo giorno su strada con le XRt e XCa e sole fantastico oggi fuoristrada con la XCa equipaggiata con le tassellate Pirelli Scorpion Rally.

    Iniziamo con il dire che le due versioni che abbiamo provato sono le due top di gamma: la XRt è la più equipaggiata delle XR, quelle con i cerchi in lega e il 19” anteriore, mentre la XCa è la full optional delle XC, con cerchi a raggi e 21” anteriore. Entrambe hanno delle dotazioni che le altre XR e XC non hanno, come i fari full LED e la sella riscaldata per pilota e passeggero.
    Partiamo dalla XRt, che sulla strada sporca, fredda e a volte fangosa di questo tour sull’Atlante marocchino ha tirato fuori una facilità e duttilità di utilizzo che la rendono amica fin dai primi metri. Tutto funziona a meraviglia, comprese le nuove sospensioni Showa completamente regolabili, ma quello che si nota subito è l’ottimo lavoro svolto da meccanici ed elettronici. Ottimo il riscontro sul piano delle vibrazioni: pressoché inavvertibili. La risposta al comando del gas è sempre prevedibile e smussata. Su strada, rispetto alla XCa, la XRt mostra una guida più reattiva e maggior appoggio in ingresso curva. Con la XR si cambia direzione più rapidamente e questo la rende più divertente su strada rispetto alla XCa, che ha il 21” anteriore, con tutto quello che ne consegue. La maggior escursione delle sospensioni (220/215 mm ant/post) della XC portano ad alzare sella e baricentro e anche questo la rende meno reattiva e divertente della XR quando si guida su strada. Detto ciò, anche la XC risulta molto godibile su strada e, se il fondo è sconnesso, sa anche regalare maggior comfort rispetto alla XR. Merito delle sospensioni a maggior escursione che sulle XC sono WP e non Showa. Ottima la frenata.

    Test Triumph Tiger 800 2018: l'enduro di domani

    ... in off road!

    Scegliere la XC significa portarsi a casa una bella viaggiatrice ma con un quid in più sul piano dell’attitudine off-road. Un quid grande come una casa. Perché bastano due pedane zigrinate senza gomma e due pneumatici tassellati che si apre un mondo nuovo. Come sulla XRt, anche la XCa è dotata del riding mode Offroad, che esclude l’ABS sulla ruota anteriore, limitando l’intervento dello stesso su quella anteriore e tarando al minimo l’invasività del traction control. La XCa, tuttavia, è anche fornita di un’ulteriore modalità, la Offroad Pro, che disattiva sia ABS, che traction. Il percorso fuoristrada dove abbiamo provato la XCa tassellata è un bel misto veloce, con punte oltre i 130 km/h, oued sabbiosi dove tenere il motore in tiro per far galleggiare la ruota anteriore e secchi sali/scendi con cunette, oltre a un misto più tortuoso e guidato. Dove ci è piaciuta davvero molto è sul veloce, dove sa regalare grande stabilità e confidenza. Nelle parti più tortuose è meno efficace, perché si avverte un pelo di più il peso. Ottima la modifica al cambio, con la prima marcia più corta (su tutta la gamma), una cosa che aiuta e si apprezza soprattutto in fuoristrada.

    Un upgrade del genere era quello che ci voleva per rendere davvero attuali e desiderabili le Tiger, che ora sono pronte a sfidare qualunque concorrente a testa alta.

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