2014-10-22 14:30:00 -
di Aldo Ballerini

Test MV Agusta Dragster RR: non è una moto da rookie

Estrema, bellissima quella bianco/rossa: dopo la presentazione e le foto, ora vi diciamo come va. Tra motore e ciclistica su strada ti dà una bella strapazzata: solo per esperti
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  • 1/78 MV Agusta Brutale Dragster 800 RR: 140 CV, cerchi a raggi, nuove colorazioni (bianco/rosso; nero/rosso), ammortizzatore di sterzo. Prezzo: 16.540 chiavi in mano

    Test mv agusta dragster rr: non è una moto da rookie

    Vediamo se riesco a raccontarvi la Dragster in dieci righe (più o meno). Immagino che i dettagli tecnici eccetera li sapete già; se non è così andate a leggere ciò che dicono i miei bravi colleghi di internet (cliccate sui link per approfondire Brutale Dragster 800 RR e Brutale 800 RR), di sicuro c'è tutto. Oppure aspettate l'uscita di Motociclismo, fine mese, lì c'è tutto, compresi alcuni dettagli che qui ometto. Ora vi dico solo tre cose. L'estetica è due spanne sopra le righe, il tre cilindri 800 spara 140 CV, pesa 168 kg a secco. 

     

    MOTORE DA SUPERSPORT

    Noi "esperti" abbiamo guidato troppo e quindi abbiamo un problema: appena saliamo su una moto spalanchiamo il gas. Ecco, con la Dragster è meglio pensarci un attimo, è una moto che va presa con le doppie pinze. Fino a 7.000 giri tutto sommato te la cavi; poi il tre cilindri entra in coppia e la musica cambia. In prima se non molli il gas ti ribalti; in seconda, probabile; in terza te la cavi ma occhio agli scollini, facile che decolli. Su strada se cambi a 10.000 giri sei due spanne oltre il ragionevole, e siamo solo a 110 CV, per arrivare ai 13.100, cioè ai 140 CV meglio andare in pista. E questo è solo il motore. 

     

    CAMBI SOLO PER GUSTO

    Il cambio elettronico ti spara le marce una dietro l'altra in un modo sensualissimo, botte di coppia - che non manca mai - condite con il coinvolgente suono dell'aspirazione. È così gustoso che a volte cambi solo per sentire la musica. Poi c'è anche il cambio elettronico in scalata, al quale ti abitui in dieci minuti e dopo non ne puoi fare più a meno. Così su strada è tutto un cambiare, sgasare, frenare, aprire, chiudere il gas. E ad ogni azione corrisponde un fiotto di adrenalina al cervello. Guidare la Dragster su strada di questo ritmo è inevitabile, ma anche un sublime supplizio, dolcissima fatica (cit. dotta che lascio a voi di riconoscere). 

     

    UN FASCIO DI NERVI

    Infine c'è la ciclistica, rapidissima ma anche nervosa d'avanatreno. Oltre alle quote tremendamente agili c'è da mettere in conto la posizione di guida avanzatissima e costretta, e l'irreprensibile taratura racing scelta per le sospensioni. Insomma: le strade dissestate non sono proprio il suo pane quotidiano. Se non si usano gas e cervello insieme, la Dragster s'imbizzarrisce e sbacchetta sullo sconnesso e salta sui dossi secchi. Se invece l'asfalto è buono e c'è grip, allora non la batte nessuno, e mostra la sua vera natura: mica di naked, piuttosto di supersport camuffata da special mozzafiato. Entra in curva anche a freni tirati, lancia fuori con una forza trascinante, poi decolla. In tre parole? È una moto solo per esperti. Ma che gusto! 

     

    SE CE LA FAI PUOI  ANDARE ANCHE PIANO

    Ovvio, se vuoi la guidi anche a un filo di gas, e qui i tecnici MV hanno fatto miracoli dalla prima riottosa versione dell'800: la risposta all'acceleratore è precisa, e puoi guidare anche in modo ragionevole. Se hai i nervi saldi. Perché tanto lo sai che sotto il sedere hai una bomba, e prima o poi togli la sicura, inevitabile.  

     

    APPUNTAMENTO IN EDICOLA

    Ci sono ante altre cose da dire, ma quelle le metto su Motociclismo. Ah, mi sono accorto adesso: col cavolo che sono 10 righe, ma non è colpa mia: ve l'ho detto che la Dragster prende la mano.

     

    P.S.: alla presentazione ci hanno anche anticipato come sarà la F4 2015, precisamente la versione RC, cioè quella a disposizione dei privati che vorranno correre in SBK con la 4 cilindri varesina. Cliccate qui

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