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Test BMW R 1200 RT 2010: turistica di prima classe, sopporta la guida sportiva, predilige il relax

La nuova R 1200 RT è la turistica di BMW con il propulsore boxer a doppio albero a camme in testa. Predilige la guida rilassata, ma la ciclistica è ottima in quella sportiva.

CICLISTICA SPORTIVA Sotto tutto quel volume nasconde circa 260 kg in ordine di marcia (il peso della vecchia versione, rilevato nella prova di Motociclismo 07/2006), distribuiti in modo assolutamente azzeccato. Non sono molti come valore assoluto e, soprattutto, non sono molti per il genere di moto. C’è il boxer che abbassa il baricentro, così da aumentare ancor più la sensazione di leggerezza, e ci sono quote ciclistiche indovinate. Così appena in movimento lo sterzo è leggero ma sempre saldo, l’RT non dà mai la sensazione di “cadere” nemmeno nelle curve più strette e lente e ci si trova a fare slalom tra le macchine o ad affrontare una serpentina di tornanti con la spensieratezza che si ha in sella a una monocilindrica di 600 cc. Certo, le dimensioni sono importanti, ma basta “farci l’occhio”. La guida della RT ricorda un po’ quella piacevolissima della GS, ed è probabile che dietro questa somiglianza ci siano affinità importanti a livello di ciclistica e telaio. È intuitiva, prevedibile, neutra. Piano o forte non importa: è una moto che, a dispetto delle dimensioni, non mette dei paletti nella guida. Si limita a seguire e ad adattarsi all’umore e alla volontà di chi è seduto in sella. A passeggio si fa guidare tra una curva e l’altra dallo sguardo del pilota, mentre il boxer spinge dolce e vigoroso con un filo di gas. Se invece va di correre un po’ si scopre che frena forte (e bene), che ha una luce a terra eccellente e che è efficace e divertente a qualunque velocità: non oscilla sul veloce e curva “stretta” in montagna.

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