Mantova - Per tutti quelli che erano in astinenza da grande motocross, lo Starcross mantovano è stata l’occasione per curare la nostalgia di passione dopo un inverno lungo e noioso. Come ogni anno, la classica sfida mantovana ha dato il la alla nuova stagione, mettendo in pista i nuovi schieramenti e i leit motiv che terranno banco nel Campionato del Mondo. Come sappiamo, la MX1 è stata appannaggio di Tony Cairoli che ha vinto davanti a Evgeny Bobrishev e al rientrante David Philippaerts. Il podio della MX2, invece, vede Herlings, Van Horebeek e Tixier.
Ma oltre al risultato sportivo che si limita ai festeggiamenti di una domenica invernale senza avere valenza per nessun campionato e ormai già in archivio, essere a Mantova è stato importante per capire la situazione generale del motocross 2012. Purtroppo la lista dei grandi protagonisti era lacerata dalla concomitanza con un’analoga gara internazionale in Francia sul circuito di Valance che ha diviso i piloti più forti. Gran parte degli italiani si sono schierati a Mantova, mentre quasi tutti gli stranieri (che contano) hanno preso il via a Valance, su un terreno diverso dalla sabbia mantovana, ma che ci permette comunque un piccolo confronto a distanza. Scontata, viste le premesse, la vittoria di un Cairoli formato missile, apparso già a posto, lucido, veloce, plastico, quasi tranquillo. Certo non al 100% (che senso avrebbe esserlo già oggi?), ma sempre un gradino sopra gli altri. Il suo inverno è trascorso recuperando l’infortunio al polso del Nazioni, per poi spostare l’attenzione sui primi test che lo hanno visto affrontare una scelta importante: continuare per un’altra stagione con la sua fida KTM 350 o utilizzare la nuova 450 monoalbero che sta correndo nel supercross con Dungey e che poteva avere delle caratteristiche più vicine alle potenze della concorrenza, senza perdere troppo in maneggevolezza, punto di forza della 350. Tony pare non aver avuto dubbi, al punto da disputare un numero minimo di test comparativi, prima di avere la certezza assoluta che la sua 350 ha tutte le qualità che gli servono (o gli bastano) per vincere anche il prossimo anno. Anche perché la moto ha ricevuto aggiornamenti notevoli, al punto di aver raggiunto un livello di competitività superiore a quello degli anni precedenti, sia a livello di motore sia di ciclistica. I tecnici KTM hanno lavorato su entrambi i settori, oltre che portare evoluzioni all’elettronica e i risultati erano visibili a occhi nudo. Oltre a questo, KTM ha messo in pista novità anche a livello estetico, con l’arrivo delle nuove pastiche che modificano la linea della moto nella zona dei convogliatori, della cassa filtro e del parafango anteriore. Con tutta probabilità sarà la linea della nuove KTM 2013 che come sempre scopriremo intorno al mese di giugno. Lo Starcross è stato un ottimo punto di partenza per il furetto siciliano che ha dominato la giornata di sabato mollando distacchi pesanti a tutti, per poi correre le tre manche domenicali con velocità e testa. Ha subito fatto sua la prima finale con estrema facilità, dominando dal primo all’ultimo giro. Nella seconda ha dovuto far fronte a una pessima partenza, che però è servita a riaccendere in lui la malizia del recupero e dei sorpassi. Una rimonta chiusa in seconda posizione, in una finale che ha visto l’assolo del suo compagno di squadra nella MX2 Jeffrey Herlings, forse l’unico che ha sorpreso ancora più di Cairoli quanto a velocità e convinzione. Ma ne parleremo più tardi. Nella terza finale Tony ha tentato la fuga, ma è stato braccato da subito dal pilota russo Evgeny Bobrishev con la Honda ufficiale che non lo ha mai mollato, fino a tentare il sorpasso con tanto di incrocio di traiettorie e sguardo di sfida al pilota siciliano. Tony, che fino a quel momento pareva essere accondiscendente al sorpasso che non cambiava nulla ai fini della classifica, si è sentito sfidato e ha risposto con decisione, tornando in testa per alcuni giri. Poco prima della fine, però, Cairoli si è tolto gli occhiali, forse per problemi di visibilità legati all’umidità e ha calato il ritmo quel tanto che bastava per permettere a Bobryshev di passarlo nel finale e vincere l’ultima sfida della giornata. Il problema degli occhiali di Tony sembra essere diventato un po’ una costante. Già l’anno scorso per un motivo simile sul fango di Ponte a Egola Tony fu costretto a rallentare vistosamente e anche a Mantova in gara 2 si è trovato a dover pulire la lente con le mani, dopo aver finito tutte le lenti a strappo in poco tempo. Sono quegli occhiali a dare problemi o è Tony ad avere un brutto rapporto con gli stessi? Fa strano, comunque, vedere un top rider finire la gara senza occhiali su una pista dal terreno perfetto.
Abbiamo citato Bobryshev, il pilota russo ormai maturo per puntare a ottenere buoni risultati in MX1, forte di una moto molto bella e competitiva. La Honda HRC gestita dal team di Paolo Martin si è presentata a Mantova con la particolare marmitta vista l’estate scorsa nel campionato giapponese, scelta dalla squadra per le due moto di Bobryshev e Goncalves (assente a Mantova) per il prossimo mondiale e forse un preludio al modello di serie 2013. Il collettore di scarico compie un inedito giro attorno al cilindro, uscendo dal lato destro della testa per girare a sinistra e ritrovare il terminale sul lato destro passando tra il cilindro e l’ammortizzatore. Questa scelta ha comportato una inedita testata, unita a nuovi attacchi motore. Per il resto la Honda offre una ricca dotazione HRC con motore colorato di nero e materiali pregiati per serbatoio, piastre di sterzo e coperture varie.
Prima parlavamo di Valance, dove è andata in scena l’altra sfida, che ha visto al via almeno due dei piloti che sulla carta potrebbero contendere il mondiale a Tony. Clement Desalle e Steven Frossard, rispettivamente sulla Suzuki Geboers e sulla Yamaha Rinaldi. Desalle ha fatto il Carioli, anzi, forse di più, vincendo tutte e due le finali, confermandosi l’avversario da battere. Frossard è stato più calmo e ha chiuso al terzo posto assoluto grazie a un terzo e un quinto posto. Tra le conferme di Valance c’è da segnalare la bella prestazione di Gautier Paulin, appena approdato alla MX1 dalla classe minore e già protagonista. Paulin aveva già fatto vedere cose incredibili in due occasioni passate in cui aveva avuto modo di confrontarsi con i piloti della MX1, vincendo una manche al Nazioni a Francacorta e il GP d’Italia 2011 a Fermo con la Yamaha. Quest’anno è passato sotto la tenda della Kawasaki ed è lecito inserirlo nella lotta per il podio finale. Da non sottovalutare anche l’estone Tanel Leok, da quest’anno compagno di squadra di Desalle nel team Suzuki, una delle moto più competitive del lotto.
Tornando a Mantova, si torna anche a parlare italiano, con il rientro di David Philippaerts, apparso carico e ristabilito. A David manca ancora qualcosa in termini di durata (è stato fermo diversi mesi), ma non quanto a convinzione. Le prime gare invernali serviranno a ritrovare la condizione perché l’affiatamento con la sua Yamaha Rinaldi è confermato. Per il resto l’Italia offre poco, se non un grande Davide Guarneri, al debutto con la KTM Silver Action. Il “Pota” è partito abbastanza male, subendo la rottura del manubrio nel corso del secondo giro della prima manche. Ma si è rifatto nella seconda dove ha chiuso al quinto posto, dopo essere stato a lungo terzo. Nell’ultima sfida è caduto pesantemente in un lungo salto, ma ha fatto vedere una buona velocità e il suo weekend non è certo da buttare. Si aspettano conferme, invece, da Bonini, Zecchina e Del Segato (cioè il resto della pattuglia italiana al Mondiale), che non hanno stupito allo Starcross.
Parlando di MX2 non si può non citare lo strapotere dell’olandese Jeffrey Herlings con la KTM ufficiale che a Mantova ha messo in mostra una velocità pari solo a quella di Cairoli. Herlings pare pronto a raccogliere l’eredità dei suoi predecessori Musquin e Roczen per quanto riguarda il titolo MX2, un campionato che sembra già segnato. È il suo momento, starà a lui raccogliere dei frutti già belli maturi. A Mantova Herlings si è tolto la soddisfazione di vincere la sfida 1 contro 1 di forza e la seconda manche in solitaria. Il secondo posto in gara 1 e il terzo in gara 3 sono solo la ciliegina sulla torta. Per contro i suoi compagni di squadra non hanno brillato. Né Van Horebbek, né tantomeno Tixier sembrano in grado di poterlo impensierire. Anche per lui però, gran parte dei rivali erano schierati a Valance, dove ha vinto Arnaud Tonus, davanti a Telliet e Nicholls. Per capire il livello totale, però, si dovrà aspettare la prima del Mondiale il 9 aprile a Valkenswaard.
Chiudiamo con una nota di colore. Durante la pausa pranzo sono stati tutti invitati sul piazzale di partenza dove è apparsa una Mitsubishi Lancer Evo bianco perla. Lo stupore generale è stato capire che era un regalo del Sig. Locatelli di Airoh ad Antonio Cairoli, per il quinto titolo conquistato, come promesso nel lontano 2005. Una bella sorpresa anche per lo stesso Tony che era all’oscuro di tutto e si è ritrovato un mazzo di chiavi in mano. I due amici non hanno poi dispensato al pubblico dei gran traversi in pista eseguiti con grande maestria di Tony, nonostante avesse ai piedi gli stivali da cross…
Marco Gualdani
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