Milano 21 gennaio 2010 –
Tecnici del settore due e quattro ruote, burocrati ministeriali e preparatori
di special si riuniranno per semplificare la normativa riguardante
l’installazione
di parti aftermarket omologate. L’obiettivo da raggiungere è adeguare
leggi e regolamenti dell’ordinamento italiano, affinché si possano montare
sulla motocicletta parti non di serie ma omologate da un certificatore
riconosciuto dal Ministero dei Trasporti. Senza, però, dover obbligatoriamente
sottoporre il veicolo alla revisione presso la Motorizzazione Civile, come
attualmente è prescritto dall’Art. 78 del Codice della Strada, che fa
rientrare le componenti aftermarket negli obblighi di omologazione fissati
dai primi tre commi dell’Art. 75 del C.d.S. È quanto emerso nel corso
della conferenza della Federazione Italiana Customizer (FIC), che si è
tenuta, lo scorso sabato 16 gennaio, nella sala stampa di Padova Fiere,
durante il Bike Expo Show. Era presente il nostro Nicolò Codognola, che
ha fatto da moderatore all’evento.
I membri della FIC intravvedono la possibilità di aggiornare la normativa,
al momento limitativa per la loro attività nel
comma 4 dell’Art.
71
del C.d.S. che per le “
Caratteristiche costruttive e
funzionali
dei veicoli a motore e loro rimorchi” prescrive:
“Qualora i decreti
di cui al comma 3 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie
le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive;
in alternativa a quanto prescritto nei richiamati decreti, se a ciò
non osta il diritto comunitario, l'omologazione è effettuata in applicazione
delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o
nelle raccomandazioni emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite
- Commissione economica per l'Europa, recepiti dal Ministero dei
trasporti.”.
In sostanza, i preparatori auspicano che il Ministero dei Trasporti recepisse
con un decreto il regolamento europeo, già adottato a livello ministeriale
in Germania, che consente, appunto al motociclista o all’automobilista
di installare parti aftermarket omologate da enti certificatori accreditati
presso i Ministeri competenti, senza dover sottoporre il suo mezzo alla
revisione.
Dopo aver portato avanti una denuncia alla Commissione Europea (per far
approvare una procedura di omologazione degli accessori aftermarket più
snella) ora, per cercare di “convincere” il Ministero dei Trasporti
sulla
validità di un regolamento che dia il via libera ai costruttori e agli
“omologatori” di componenti non originali, la FIC ha ottenuto
l’opportunità
di partecipare ad un tavolo tecnico istituito presso lo stesso Ministero.
Ne faranno parte i produttori di parti speciali, oltre ai tecnici e burocrati
di Piazzale di Porta Pia. Oggi, infatti, l’unico accessorio che può essere
sostituito - se omologato e corredato di libretto che ne comprova la
certificazione
- è il silenziatore di scarico, nulla di più.
Alla conferenza di Padova hanno partecipato, come relatori, Fabrizio Favre,
presidente della FIC, il dott. Giosuè Rossi, giurista ed esperto in materia
di C.d.S. e omologazioni, l’ing. Pietro Amadio, responsabile unità
operativa
veicoli della Motorizzazione provinciale di Udine, e l’ing. Ugo
Massarenti,
“head division T.Ü.V. Italia”. Tra il pubblico, oltre ai giornalisti
e a molti soci della FIC, anche numerosi appassionati, incuriositi di conoscere
le attività della Federazione, impegnata per agevolare le procedure di
omologazione di custom e special. La FIC, nata ufficialmente nel novembre
2008, riunisce decine di customizzatori e di professionisti del settore.
Il suo obiettivo principale è promuovere una procedura di omologazione
e di certificazione che consenta alle aziende associate di commercializzare
in totale libertà i propri prodotti. Per maggiori informazioni potete visitare
il sito:
www.federazioneitalianacustomizer.it.
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