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Spalato, Penisola Marjan, Omiš, Canyon Celina, Salona e Trogir: sbarco in Croazia

Appena sbarcati nel porto di Spalato, in Croazia, con il traghetto che parte dalle coste adriatiche italiane, sono già molti i posti da vedere: dal centro città, alle piccole baie marittime, sino alle strade tra vigneti e uliveti.

SPALATO PORTO È affacciata sull’Adriatico da quasi due millenni, su una penisola di una decina di chilometri che guarda verso le coste italiane. Romani, Turchi, Veneziani, Austro-ungarici e anche Napoleone; tutti hanno lasciato il segno a Spalato. Il nome trae origine dalla parola greca “asphalatos”, la ginestra, e oggi identifica la seconda città croata per dimensioni, con i suoi 190mila abitanti. Una città che da marzo a novembre vive di turismo, con i traghetti che fanno la spola con l’Italia e le isole e i tavolini all’aperto, di fronte al mare o nel centro storico, dove bere birra croata Ožuijsko o Karlovacko, guardare il passeggio e godersi il sole. E frotte di turisti che in certe ore, tra Peristilio e Cattedrale, si affollano al punto che sembra di essere in piazza San Marco. Il porto cittadino si trova a sud della penisola, con la capitaneria, in stile austriaco e riconoscibile per la piccola cupola verde, che nasconde parzialmente la facciata sud del Palazzo di Diocleziano. Il centro di Spalato si affaccia sul mare e comprende il porto, dove i traghetti arrivano nella zona est. Una volta sbarcati e sbrigate le formalità di dogana, si prende l’unica strada possibile, che va in direzione di Dubrovnik. La circolazione lungo il porto, infatti, è a senso unico verso l’imbarco. Chi sbarca non può girare a sinistra per raggiungere il centro, i parcheggi per le moto lungo la banchina e i caffè all’aperto, che fanno da cornice alle mura romane. Si deve dunque fare un breve giro in senso antiorario.

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