COME VANNO NEL MISTO Passiamo al confronto sulle curve, in salita. Il baricentro basso della BMW R 1200 GS, insieme con la sua proverbiale assenza di trasferimenti di carico, non ha rivali su un percorso misto. Ciò poteva far pensare ad un’inferiorità tecnica della Yamaha Super Ténéré, che pesa 21 kg in più e si presenta come la classica maxienduro stradale “morbidona” di sospensioni e un po’ gonfia nei volumi. Invece la Super Ténéré è veloce come la GS a scendere in piega, sicuramente più rapida a cambiare direzione altrettanto reattiva di avantreno negli scarti improvvisi a moto inclinata. Senza contare che ha una trazione inavvicinabile su ogni tipo di terreno anche grazie a un controllo della derapata (TCS) molto più efficace rispetto a BMW: là dove Yamaha “taglia” l’accensione per un istante riportando in linea il retrotreno, BMW singhiozza per poi restituire la potenza con un piccolo rinculo quando la ruota posteriore riprende aderenza. Della Yamaha si apprezzano anche l’ABS meno invasivo che sulla GS e altrettanto efficace: la leva del freno non si scuote nervosamente, ma pulsa dolcemente anche nelle frenate al limite. Per contro la tedesca ha a suo favore il punto di contatto tra Telelever e Boxer che è (probabilmente) la formula segreta che restituisce al pilota una magica sensazione di sicurezza all’anteriore. Si scorre velocissimi a centro curva proprio dove Yamaha lamenta una luce a terra solo discreta e un avantreno sì granitico, ma non al livello stellare di BMW. Teniamo un ritmo di guida forsennato, e quasi non ce ne rendiamo conto.