Triumph, la sfida: Thruxton R vs T120 vs Street Scrambler

23 March 2018
di Michele Perrino
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    Abbiamo guidato una Triumph Thruxton R, una Bonneville T120 Black e una Street Scrambler su un percorso di circa 100 km tra le colline toscane. Tre moto della gamma Modern Classic molto diverse fra loro… chi avrà vinto il titolo di “Regina del Chianti”?

    L’evento “Spirit of ‘59”

    Triumph, la sfida: Thruxton R vs T120 vs Street Scrambler
    Bonneville T100 Special Edition Spirit of ’59 by KAOS Design

    L’occasione si è palesata quando Triumph ci ha invitati, a Firenze, all’evento “Spirit of ’59”. Nel 1959 è nata la Bonneville e nel 2018, a distanza di 59 anni, Triumph ha voluto celebrare questo traguardo con una speciale creazione: dalla collaborazione della Casa inglese con l'artista Gianluca “Lucky” Croci – fondatore e deus ex machina di KAOS Design – è nata la Bonneville T100 Special Edition Spirit of ’59 by KAOS Design (la vedete nella foto a lato, ndr). Tutti coloro che prenoteranno un test ride attraverso il sito di Triumph (e lo effettueranno dal 23 marzo al 31 maggio 2018) potranno partecipare all’estrazione della Bonneville T100 Special Edition. In più, con il meccanismo Instant Win, potrete vincere giubbotti in pelle Triumph.

    La “guerra in Casa”

    Una volta presentata la Bonneville T100 Spirit of ‘59 alla folta schiera di giornalisti intervenuti, Triumph avrebbe potuto ringraziarci e congedarsi con il più classico dei saluti. Ma i tester sono una razza strana – e in Triumph lo sanno – quindi quale migliore occasione per placare la loro sete di moto se non un test su strada della gamma Modern Classic 2018? Tre moto a scelta per ogni giornalista: Thruxton R, Bonneville T120 Black e Street Scrambler le nostre (qui le foto). Queste le premesse per un’imminente “guerra in Casa”, con una sola certezza: a vincere sarebbe stata una Triumph.

    La café racer: la Thruxton R

    Dalla zona sud di Firenze ci siamo diretti verso il Castello di Albola, a Radda in Chianti (SI), per poi rientrare, dopo la pausa pranzo, verso Firenze. Un percorso, dalla forma vagamente ovale, di circa 100 km.
    Si inizia con la Thruxton R. Esteticamente si fa notare: l’elegante colorazione Silver Ice, la forcella Showa completamente regolabile, il doppio ammortizzatore Öhlins, la pinza radiale monoblocco Brembo… è amore a prima vista. Saliti in sella, poi, ci si trova perfettamente inseriti grazie ad un serbatoio strettissimo, mentre la posizione è aggressiva, caricata sui polsi. Bastano pochi metri per percepire questo “rigore” anche nella guida: sospensioni sostenute, frenata potente (ma sempre modulabile), motore fluido che si “incattivisce” col salire dei giri (i CV sono 97 a 6.750 giri/min), assecondato da un sound aggressivo. Sul misto si trova perfettamente a suo agio, specie se l’asfalto è in buone condizioni, ricordandoci più una moderna naked che non una Modern Classic...

    Triumph, la sfida: Thruxton R vs T120 vs Street Scrambler
    Triumph Thruxton R

    La cugina comoda: la Bonneville T120 Black

    Arriva il momento del cambio moto e, dopo la café racer, tocca alla Bonneville. Troviamo subito un allestimento più sobrio, una posizione in sella comoda (che morbida la seduta!) ed un manubrio largo e aperto. È tutta un’altra questione. Fa specie sapere che motore e telaio siano – fondamentalmente – gli stessi perché siamo in presenza di due moto completamente differenti. La T120 si lascia condurre morbida e ripaga con una piacevole sensazione di fiducia: le frenate più incisive e gli ingressi in curva “affilati” della Thruxton R lasciano spazio, in modo naturale, ad una rotonda danza nel misto-stretto toscano. Ci si diverte, si guida con piacere, ma lo si fa in modo più rilassato. Il motore non ha la “castagna” della Thruxton R, ma spinge con sufficiente vigore, se gli si dà spago (qui i CV sono 80 a 6.550 giri/min). Perfettibili la manopola dell’acceleratore, particolarmente sensibile, che accentua un po’ l’effetto on-off e la sella, la quale ha manifestato un certo surriscaldamento; nulla che però pregiudichi l’ottimo equilibrio ed il piacere offerti dalla Bonneville.

    Triumph, la sfida: Thruxton R vs T120 vs Street Scrambler
    Triumph Bonneville T120

    La tuttofare: è il momento della Street Scrambler

    Dalla T120 passiamo alla Scrambler. Sin dal primo sguardo dà l’idea di un “giocattolino” e in effetti, guidandola, non tradisce le aspettative. Posizione comoda, col manubrio ancor più largo che sulla Bonneville, pedane basse (forse un po’ troppo per “assaltare” i tornanti, ndr), sella morbida e peso – almeno apparentemente – contenuto (206 kg a secco, contro i 223 della T120 ed i 203 della Thruxton R, ndr). Il motore qui è più facile e morbido rispetto alle “cugine”: sotto i 3.000 si arranca, dopo viene fuori con più decisione ed un sound accattivante, pur rimanendo sempre estremamente gestibile (55 CV a 6.000 giri/m). A differenza delle altre due, con lei si può pensare di mettere le ruote in fuoristrada, magari deviando dalla rotta asfaltata verso una strada in terra battuta. La posizione di guida, l’equilibrio generale ed un motore estremamente gestibile (coadiuvato da gomme tassellate) invogliano, quantomeno. Una moto che è ottima per fare un po’ di tutto, con sobrietà, e perché no, adatta al neofita o al pubblico femminile.

    Triumph, la sfida: Thruxton R vs T120 vs Street Scrambler
    Triumph Street Scrambler

    La "Regina del Chianti" è...

    È arrivato il momento di tirare le somme. Thruxton R, Bonneville T120 Black e Street Scrambler fanno parte della stessa famiglia, quella delle Modern Classic di Triumph, ma sono distanti tra loro più di quanto ci si possa immaginare. Qualcosa che le accomuna c'è: l'equilibrio e la facilità con cui si lasciano condurre. Della Thruxton si apprezza in particolar modo la qualità, che si percepisce a livello estetico così come nella guida. Ma è più impegnativa, anche solo per la posizione più estrema e le sospensioni rigide, che offrono un comfort inferiore, soprattutto se si guida nel traffico o su strade dove l'asfalto lascia a desiderare.
    La Street Scrambler è la più friendly del trio ed è un’ottima tuttofare: si presta all’asfalto così come allo sterrato (leggero), con semplicità e facilità. Divertente ed equilibrata, le manca forse di un po’ di cattiveria quando si vuole alzare il ritmo, cercando uscite di curva “a fionda”: in questi casi il motociclista più smaliziato desidererebbe qualche CV in più.
    Eccola, infine, la Bonneville T120 Black. Sulle strade del test è riuscita a mettere in campo il perfetto equilibrio tra comfort, facilità e divertimento. Non è affilata come la Thruxton R ma sa divertire con poco impegno, senza stress. Non ha l’agilità della Scrambler, ma una ciclistica ed un motore equilibrati, capaci di adattarsi bene sia alla guida tranquilla che a ritmi più “allegri”, restituendo un piacere di guida, tra comodità e appagamento, davvero apprezzabili. Per noi, la “Regina del Chianti”, è lei!

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