IN SELLA Sul mercato da 13 anni,
Suzuki Bandit continua a ricevere aggiornamenti mirati (come l’adozione
del nuovo propulsore raffreddato a liquido) è stata venduta in Italia in
oltre 13.170 esemplari e in 193.700 pezzi in Europa. Costa 6.550 euro chiavi
in mano. La posizione di guida è comoda, perfettamente naturale. Le gambe
stringono agilmente il serbatoio e ricadono sulle pedane senza alcuna
costrizione;
ad aspettare la suola dei nostri stivali un abbondante strato di gomma,
capace di minimizzare ancor più le già esigue vibrazioni. La salute della
schiena è garantita da un manubrio dall’impugnatura che chiunque
troverebbe
ad occhi chiusi, che dona al busto una posizione ben dritta e leggermente
reclinata in avanti. E come se non bastasse si può regolare l’altezza
della sella di 20 mm ed avanzare i manubri di 10 mm, mentre tanto spazio
è dedicato anche al passeggero che si può considerare soddisfatto sia della
sella che del maniglione a sua disposizione. Unica nota stonata, il rivestimento
un po’ scivoloso che, soprattutto in frenata, lo obbliga a tenersi con
più forza del previsto. Se ne apprezza l’inaspettata protezione
aerodinamica.
Lo sappiamo tutti: “è una nuda”, ma prendete una strumentazione
dalla
forma capace di ordinare il flusso dell’aria, sommate una seduta
posizionata
sensibilmente più in basso -con la sella al minimo dell’altezza permessa-
rispetto al profilo dei due elementi circolari e otterrete una posizione
piacevole dove affrontare senza troppo sforzo anche grandi distanze; certo,
patto di tenere velocità che non superino i 140 km/h. Ciliegina sulla torta,
l’imbottitura della sella: per quanto sulle prime ci fosse parsa troppo
sostenuta, dà un bel contributo al comfort alla distanza, ritardando molto
formicolii e indolenzimenti non solo a chi guida.
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