In Italia è l’infrazione più comune che totalizza il 23,6% dei verbali ma da oggi può costare molto di più di una semplice multa. A chi non bastasse sapere che parcheggiare l’auto in divieto di sosta può arrecare disturbo alla circolazione o addirittura provocare incidenti, sappia che da ora il rischio è anche quello di vedersi imputati di omicidio colposo.
È successo ad una ventiduenne che ha parcheggiato la sua Kia Picanto sotto casa a Milano in via Castelbarco ma al di fuori dagli spazi previsti per la sosta; la presenza della vettura ostruiva la visuale nell’area di un incrocio ed un’altra auto non ha visto un motociclista sopraggiungere e gli ha tagliato la strada. Il ragazzo morto procedeva con la sua Buell ad una velocità accertata di 90 km/h, al di sopra di quanto previsto in quella strada, e questo ha mitigato la pena inflitta alla giovane che ha parcheggiato in divieto: concorso in omicidio colposo e sei mesi di reclusione, la condanna subìta dalla ragazza, sebbene con la sospensione condizionale.
“Interpretazione forzata”, secondo il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi; “sentenza esemplare”, invece, è l’opinione di Andrea Trentini, presidente dell’associazione Motocivismo. Resta il fatto che un motociclista è morto, nella speranza che questa sentenza riesca ad infondere maggiore senso civico.
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