L'addio di Pedrosa, forse non solo alla Honda...

9 June 2018
di Nicolas Patrini
L'addio di Pedrosa, forse non solo alla Honda...
Dopo 18 anni di fedeltà, forse Dani Pedrosa non sceglierà un'alternativa alla Honda. Il pilota di Sabadell potrebbe decidere di abbandonare le corse

Malgrado alcune voci di corridoio davano Pedrosa come possibile pilota di una Yamaha satellite nel 2019, il pilota potrebbe optare per la chiusura della propria carriera al termine della stagione in corso. Probabilmente Dani Pedrosa annuncerà il suo ritiro prima del GP di Catalunya, durante la consueta conferenza stampa del giovedì. L’approdo di Jorge Lorenzo alla Honda ha cancellato ogni possibilità di rinnovo col Team HRC per il pilota di Sabadell, che al termine della stagione 2018, con 296 GP all’attivo e dopo 18 anni di fedeltà alla Casa di Tokyo, potrebbe salutare il mondo delle gare. Come abbiamo anticipato, attualmente sembrano non esserci alternative per una carriera da pilota, ma con grande probabilità Pedrosa resterà nel mondo delle corse come talent scout e portacolori Honda o, come ha già fatto Loris Capirossi, potrebbe approdare nella commissione Dorna. Non essendo stato diramato alcun comunicato ufficiale, restiamo in attesa di aggiornamenti sulla questione. Cliccate qui per leggere le parole di Daniel relative all’addio al Team HRC. Qui sotto, invece, potete scorrere alcune foto e leggere la carriera di Pedrosa.

L'approdo alle corse e l'esordio nel Motomondiale

Daniel Pedrosa Ramal nasce a Sabadell, in provincia di Barcellona, il 29 settembre 1985. La sua carriera motociclistica iniziò a 11 anni, nel campionato spagnolo di minimoto, con un 2° all’esordio. Nel 1997 chiuse 3° mentre nel 1998 centrò la vittoria stagionale. Nonostante i buoni risultati, Dani rischia di lasciare le corse in moto a causa di mancanza di fondi: l’idea era quella di passare alle gare di mountain bike, molto meno onerose.

Nel 1999 si presenta alle selezioni della Movistar Activa Cup: soltanto i tre piloti più veloci possono entrare a far parte della squadra di Alberto Puig, ma grazie alla fiducia concessa dallo spagnolo, Pedrosa viene scelto comunque malgrado il 4° posto. L’esordio nel Motomondiale arriva nel 2001, con la Honda RS 125 R del Team Junior Telefonica Movistar, al fianco di Toni Elias e Joan Olivè: Dani porta a casa 100 punti, grazie a sei piazzamenti in top 10 (di cui due secondi posti). Nel 2002, dopo un buon anno da rookie, Pedrosa diventa uno dei protagonisti della 125 grazie a tre vittorie, tre secondi posti, tre terzi posti e sei pole position. Dani chiude la stagione con posizioni sempre dentro la top 10, tranne un ritiro a Rio de Janeiro. La consacrazione di Pedrosa arriva nel 2003, con cinque trionfi e due secondi posti: all’epoca è il secondo pilota più giovane a vincere il Mondiale 125 cc (il record era ancora detenuto da Capirossi). Un risultato degno di nota, soprattutto se si considera che Dani non disputa le ultime gare dato che nel GP d’Australia si infortuna a entrambe le caviglie.

L'addio di Pedrosa, forse non solo alla Honda...
Dani Pedrosa vince il Mondiale 125 nel 2003

Il dominio in 250 cc e l'ottimo esordio in MotoGP

Il passaggio alle quarto di litro arriva nel 2004. Pedrosa non riesce a provare molto la moto visto l’infortunio di Phillip Island dell’anno precedente; in più non parte favorito, essendo l'esordiente di categoria. Nonostante tutto ciò, Dani vince la prima gara dell’anno contro ogni aspettativa e, prima di arrivare a metà stagione, ottiene la leadership della classifica: un dominio che non abbandona fino all’ultimo Gran Premio. Con 13 podi (di cui 7 vittorie), Dani Pedrosa diventa il Campione del Mondo 250 cc più giovane, oltre che il primo pilota a vincere di fila il Mondiale 125 e quello delle 250. L’anno successivo centra meno podi (10) ma più vittorie (8), e così vince il 2° titolo nella Classe intermedia, battendo Casey Stoner di 55 punti. Nel 2005 Dani, per vincere il titolo, corre diverse gare con la testa dell’omero rotta. Durante il GP di Francia, HRC ufficializza il suo passaggio in MotoGP per la stagione 2006.

Dani approda così in MotoGP, nel Repsol Honda Team, con l’aiuto del suo “mentore” Alberto Puig, che aveva come obiettivo quello di combattere il dominio di Valentino Rossi e della Yamaha. Nella gara d’esordio a Jerez chiude 3°. Nel GP della Cina, Pedrosa non solo centra la sua prima pole position nella Classe Regina, ma anche la prima vittoria. Dopo i podi di Le Mans e Assen, centra il secondo successo a Donington. Quell'anno sale sul podio altre tre volte, rispettivamente a Laguna Seca, Brno e Sepang. All'Estoril è protagonista di una caduta nella quale è rimasto coinvolto anche Nicky Hayden, suo compagno di squadra che in quell’anno lottava per il titolo MotoGP. L’americano poi riesce a centrare la vittoria finale, mentre Pedrosa chiude il campionato al 5° posto, a 13 punti da Melandri (4°) e 14 da Capirossi (3°). Un'ottimo risultato, considerando che si tratta del miglior rookie non solo della stagione, ma in assoluto nella MotoGP grazie a 2 vittorie, 6 podi e 215 punti.

Nella stagione 2007 il Camomillo chiude 2° con due vittorie, tre secondi e tre terzi posti. La stagione di Pedrosa è caratterizzata da alcuni problemi di feeling con le coperture, difficoltà riconosciute dalla stessa Michelin. In quell'anno Dani supera in classifica Rossi all’ultima gara e si inchina soltanto a Casey Stoner con la Ducati gommata Bridgestone. Durante questa stagione lo spagnolo, dopo una trattativa con Kawasaki, decide di rinnovare per altri due anni il suo impegno con HRC.

L'addio di Pedrosa, forse non solo alla Honda...
Dani Pedrosa con la Honda n°1 nel 2005

I risultati in Classe Regina tra vittorie e infortuni

Nonostante una frattura alla mano destra durante i test invernali, nel 2008 Pedrosa si porta al comando del Mondiale a tre gare dall'inizio. Nel GP di Germania cade mentre si trova in testa: si frattura l’indice della mano sinistra e si procura una distorsione alla caviglia sinistra. Questi infortuni peseranno sulle performance del pilota di Sabadell, che comunque si porta a casa un ottimo 3° posto a fine stagione. La stessa posizione finale la ottiene nel 2009, dopo due vittorie e 11 podi complessivi: chiude alle spalle della coppia Yamaha Rossi – Lorenzo. Migliora invece nel 2010, terminando 2° assoluto e portandosi a casa quattro vittorie e nove podi complessivi, tuttavia cade durante le prove del GP del Giappone fratturandosi una clavicola, saltando così 3 gare: il distacco con Jorge Lorenzo (1°) è di quasi 140 punti.

Con Andrea Dovizioso e Casey Stoner compagni di squadra, Dani Pedrosa riesce a spiccare nelle prime tre gare del 2011: 3° a Losail, 2° a Jerez e 1° all'Estoril. Durante il GP di Francia, dopo un contatto con Marco Simoncelli, Pedrosa cade e si frattura la clavicola destra. Salta tre gran premi, rientra al Mugello (chiudendo 8°) e nella gara successiva al Sachsenring centra il secondo trionfo stagionale. Termina la stagione al 4° posto grazie a tre vittorie e 9 podi.

Il 2012 è la miglior stagione della carriera di Dani Pedrosa nel Motomondiale: la lotta con il rivale Jorge Lorenzo è accesissima. Nelle prime 7 gare centra 6 podi, la prima vittoria arriva al tanto amato Sachsenring. Quella è la prima di sette vittorie complessive nella stagione. I podi a fine anno sono 15: oltre a due ritiri (Misano e Phillip Island), il peggior risultato rimane il 4° posto a Le Mans. Il vincitore di quell’anno, Jorge Lorenzo, chiude con 18 punti di vantaggio.

L'addio di Pedrosa, forse non solo alla Honda...
Dani Pedrosa vince il GP di Aragon nel 2012: sarà la stagione migliore del Pilota di Sabadell in MotoGP

L’arrivo di un super competitivo Marc Marquez nel 2013 nei box HRC prende di sorpresa non solo Dani Pedrosa, ma anche il campione in carica Jorge Lorenzo. Dopo due vittorie e tre secondi posti nelle prime 4 gare della stagione, Dani si porta al comando del Mondiale. Purtroppo, durante le prove del GP di Germania cade procurandosi una commozione cerebrale che gli preclude la partecipazione alla gara. A Laguna Seca chiude 5°, mentre nelle 4 gare successive centra 4 podi. Si ritira ad Aragon, vince il GP di Malesia e finisce al parco chiuso nelle ultime 3 gare della stagione. Pedrosa chiude al 3° posto. Nel 2014, dopo il GP di Jerez de la Frontera, si sottopone a un intervento per risolvere un problema di sindrome compartimentale che interessava l’avambraccio destro. Malgrado l'operazione riesce a non saltare alcuna gara e chiude la stagione al 4° posto. L’anno venturo, dopo la gara d’esordio a Losail, si fa operare nuovamente all’avambraccio destro, stavolta salta 3 gare. Come la stagione precedente chiude 4°, ma stavolta con 40 punti in meno in classifica.

Nel 2016 Pedrosa non brilla particolarmente in sella alla RC213V: centra soltanto una vittoria a Misano, un 3° posto a Rio Hondo e un medesimo risultato al Montmelò. Durante le FP2 di Motegi cade rovinosamente, rompendosi la clavicola. In quella occasione viene sostituito da Aoyama e Hayden nelle gare rimanenti. Con 155 punti finali è la peggior stagione del Camomillo da quando corre nel Motomondiale. Nel 2017, invece, riesce a migliorarsi: i podi sono nove, tra questi ci sono due vittorie. Importantissimo il trionfo di Jerez: Pedrosa si aggiudica il GP numero 3000 della storia del Motomondiale. Termina la stagione al 4° posto con 210 punti complessivi.

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