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Moto Guzzi V7 Stone: test anteprima

Assomiglia al precedente modello, infatti le modifiche maggiori sono di sostanza. Il nuovo motore è molto più brioso, mentre la ciclistica invariata conferma la maneggevolezza e la facilità di guida. Il test in anteprima di Motociclismo

Ci chiamano da Mandello dicendo che ci sarebbe la possibilità di provare in anteprima la nuova Moto Guzzi V7. Che fareste voi? Noi non ce lo siamo fatto ripetere e ci siamo fiondati sul lago: tanto per cominciare è una bella gita, ma soprattutto siamo curiosi di “assaggiare” la novità che la Moto Guzzi ha presentato a Milano lo scorso novembre (e alzi la mano chi non è rimasto un po’ deluso nel constatare che la V7 fosse l’unica vera novità col Marchio dell’Aquila…).

Arrivati negli storici stabilimenti, la vediamo e la riconosciamo subito. La linea non è cambiata molto ma, almeno nella versione Stone, la caratterizzazione generale è più moderna, più essenziale e minimalista. Per chi ama il vintage puro ci sono sempre le versioni Special e Racer, ma questa Stone ci sembra davvero azzeccata. Intanto c’è il nuovo lay out del motore, moderno ma anche rispettoso della tradizione Guzzi. Poi, coi suoi cerchi in lega neri dallo stile vintage ma dal colore moderno, la V7 non è solo più “cattivella”, ma anche più leggera (dalle ruote sono stati tolti 3 dei 5 kg risparmiati rispetto al vecchio modello). Insomma, promette un carattere più spigliato, brioso e, in definitiva, divertente. Prima di addentrarci nella guida, rimane da sottolineare il nuovo serbatoio in metallo, più “concreto” rispetto al precedente in plastica e pure più capiente; ma poi ci sono anche le nuove tarature degli ammortizzatori, e il comfort ne guadagna.

Un po’ di tecnica: il nuovo motore

Pistoni ridisegnati, rapporto di compressione salito da 9.2 a 10.2:1, nuove candele, condotti di aspirazione ridisegnati, iniettori con diverso spray posizionati vicino alla testa dei cilindri, corpo farfallato unico con condotti di aspirazione molto lunghi (per esaltare il tiro ai bassi regimi). Se non bastasse, ci sono una nuova centralina e doppia sonda Lambda per gestire separatamente e con più accuratezza i due cilindri. Il risultato sono 51 CV, pochi in più rispetto al passato, ma con tutt’altro carattere, più puliti e meno assetati. Altra bella novità: la gli intervalli di manutenzione passano da 7.500 a 10.000 km.

Il test

Meglio non partire prevenuti, perché qui è cambiato tutto. O meglio, il motore è tutt’altra storia, mentre la guida offre piacevoli conferme. Il nuovo V2 di 750 cc ora è tutto tranne che mansueto o pacioso. Certo, i CV non sono ancora molti, ma galoppano in un modo tutto nuovo, vivace, perfino entusiasmante. Ai bassi regimi, dove serve, c’è più birra e si sente; il bicilindrico è più pronto a prendere giri e spinge con maggiore vigore. L’allungo rimane limitato, ma tanto ai bassi il bicilindrico è così gustoso che davvero non serve farlo frullare lassù. Oltretutto il cambio è rinnovato e risulta morbido e ben spaziato (non ci ha convinto invece la modulabilità della frizione). Dalla guida riceviamo solo certezze, le stesse che regalava già la precedente versione: posizione di guida comoda e naturale, facilità, maneggevolezza, leggerezza, stabilità e sicurezza. Ma con qualche bella novità: le nuove gomme Pirelli Sport Demon non sono male se si vuole osare qualche piega un po’ più accentuata, ma anche il comfort è aumentato molto, grazie alle nuove tarature delle sospensioni e alla nuova sella. I freni sono invariati e tutto sommato sono adeguati, ma perché non prevedere l’ABS?

Prezzi, versioni

La produzione è partita e le versioni previste sono tre: la Stone (8.090 euro indicativi chiavi in mano); la V7 Special (raffinata, livrea bicolore, cerchi a raggi, 8.590 euro indicativi chiavi in mano); la V7 Racer (sportiva, manubrio basso, pedane arretrate, serbatoio cromato, vari particolari rossi, codino monoposto, ammortizzatori Bitubo con serbatoio separato, tabelle porta numero… 9.550 euro indicativi chiavi in mano).

Non mancherà ovviamente una ricca offerta di accessori, per ingolosire soprattutto quegli stessi giovani a cui già si è pensato rendendo la moto un po’ meno seriosa e più vivace. Anzi, la Stone vorrebbe diventare un must per chi cerca una base per le preparazioni.

Sognare non costa nulla

Parlando con gli uomini di Mandello abbiamo chiesto se è in programma, a proposito di accessori, qualcosa per dare ancora più grinta al motore. Insomma, parti speciali per la preparazione sportiva. Ci aspettavamo un no secco, invece sono stati possibilisti. Dicono che c’è tanta carne al fuoco e che una versione di cubatura maggiore potrebbe anche arrivare, se il mercato lo chiederà. Significa che è già pronta e basta fare richiesta? A noi risulta che qualcuno abbia già studiato qualcosa per dare più grinta alla piccola di Mandello. Qualcuno che con quel motorino ci fa pure le gare… Staremo a vedere.

 

Scheda tecnica

Motore:a 4 tempi, 2 cilindri, alesaggio per corsa 80x74 mm, cilindrata 744 cc, rapporto di compressione 10,2:1, distribuzione monoalbero ad aste e bilancieri, 2 valvole per cilindro, lubrificazione forzata con pompa a lobi, capacità coppa 2,78 litri, raffreddamento ad aria, potenza max 51 CV (37,5  kW) a 6.800 giri, coppia max 58 Nm (5,9 kgm) a 3.600 giri, Euro 3. Alimentazione:iniezione elettronica, diametro corpo farfallato 38 mm; capacità serbatoio carburante 22 litri, di cui 4 di riserva. Accensione:elettronica digitale. Avviamento:elettrico. Impianto elettrico:batteria 12V-14Ah. Trasmissione:primaria a ingranaggi a denti dritti, rapporto 1,3125 (21/16); finale ad albero, rapporto 4,825 (33/8). Cambio:a 5 marce, valore rapporti, 2,36 (26/11) in prima, 1,642 (23/14) in seconda, 1,277 (23/18) in terza, 1,055 (19/18) in quarta, 0,900 (18/20) in quinta. Frizione:monodisco a secco con parastrappi. Telaio:tubolare a doppia culla scomponibile in acciaio ALS; inclinazione cannotto di sterzo 27°50’; avancorsa 109 mm. Sospensioni:anteriore forcella telescopica con steli da 40 mm, escursione ruota 130 mm; posteriore forcellone oscillante pressofuso in lega leggera con due ammortizzatori idraulici regolabili nel precarico della molla, escursione ruota 118 mm. Ruote:cerchi in lega leggera, anteriore 2,50x18”, posteriore 3,50x17”; pneumatici, anteriore 100/90-18”, posteriore 130/80-17”. Freni:disco flottante da 320 mm con pinza a 4 pistoncini; posteriore a disco da 260 mm con pinza a singolo pistoncino. Dimensioni (in mm) e peso:lunghezza 2.185, larghezza 800, altezza 1.115, interasse 1.449, altezza sella 805, peso senza carburante 179 kg. Prestazioni:velocità max nd. Manutenzione:tagliando programmato ogni 10.000 km. Gamma colori:bianco e nero. Prezzo: 8.090 euro, indicativo chiavi in mano.

 

www.motoguzzi.it

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