Rea e la "noia" di riscrivere la storia della SBK

9 July 2018
di Giorgio Sala
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  • 1/13 Mondiale Superbike 2018, Misano: Jonathan Rea - Kawasaki
    Nelle pagelle di Misano i ducatisti si fanno notare, Aprilia ritorna sul podio con Laverty e Savadori è autore di una buona gara. Alti e bassi per Yamaha, mentre Rea è veramente di un altro livello

    Jonathan Rea: 10

    Rea e la "noia" di riscrivere la storia della SBK

    Ennesima prova di forza da parte del Campione del Mondo in carica. Dopo l’eccellente GP degli Stati Uniti, Jonathan Rea non fa sconti a nessuno, nemmeno a Misano. Parte 2° in griglia, ma alla prima curva è già in testa e ci rimane fino alla bandiera a scacchi. Nella gara domenicale invece si deve impegnare, e non poco: risalire in zona podio non è complesso, ma l’attacco a Michael Van Der Mark arriva dopo diversi giri in coda al pilota olandese. Taglia ancora una volta il traguardo prima di tutti, nonostante gli avversari alle sue calcagna. Ancora una volta si dimostra il pilota da battere, non che a questo punto della stagione Jonny debba ancora dimostrare qualcosa. Riscrivere la storia di uno sport motoristico molte volte può risultare noioso da parte degli spettatori, ma è anche vero che stiamo assistendo alle gesta del pilota più vincente della storia del Mondiale Superbike. 64 vittorie e 127 podi: numeri destinati a crescere a ogni GP.

    Michael Van Der Mark: 8,5

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    Un weekend importante per Van Der Mark, in cerca di riscatto dopo la performance in sordina a Laguna Seca. In Gara 1 parte dall’11a casella e riesce a farsi strada fino ai piedi del podio: solo 1,2 secondi di distacco da Eugene Laverty (3°). Posizione che, però, in Gara 2 gli permette di partire primo. L’olandese rimane in testa alla gara fino all’arrivo di Jonathan Rea, è molto bravo a chiudere le traiettorie difendendosi per alcune tornate dal Campione del Mondo. Alla fine cede, ma riesce comunque a rimanergli alle calcagna chiudendo a 3 decimi dalla Kawasaki numero 1. “MVDM” sa esprimersi alla grande su questo tracciato, lo ha dimostrato anche lo scorso anno, ma stavolta c'è il rammarico di una brutta prestazione in Superpole che gli ha precluso il podio in Gara 1.

    Chaz Davies: 8

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    Una Superpole non ottima per il pilota #7, che si ritrova nella 7a casella della griglia di Gara 1. Ma sul tracciato di Misano, Davies sembra aver ritrovato quella grinta che mancava agli appassionati della Superbike. Si fa strada tra gli avversari con sorpassi decisi, inchinandosi soltanto al pilota più forte del momento. In Gara 2 soffre particolarmente l’inversione di griglia, inoltre la sua aggressività sembra scomparsa. Chiude la corsa domenicale al 4° posto, lo stesso risultato del suo diretto concorrente sulla Yamaha R1: Chaz può partire per le vacanze soddisfatto, nonostante Jonathan Rea con 92 punti di vantaggio sembri inarrivabile.

    Marco Melandri: 7,5

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    Sul tracciato di casa Marco non entusiasma in Gara 1. Partito dall’ottava casella, Melandri chiude appena 7° alle spalle della Ducati privata di Forès e davanti al “conterraneo” Lorenzo Savadori. Gara 2 invece è decisamente migliore: parte 4° e nel finale approfitta della bagarre tra Rea e Van Der Mark per avvicinarsi alla testa della corsa. Termina sul podio (3°) dopo un weekend generalmente positivo: la sua Ducati adesso non ondeggia più a destra e a manca sui rettilinei, e Marco sembra tornato a essere in sintonia con la Panigale R. In classifica sorride: ora è 5° a pari punti con Lowes.

    Eugene Laverty: 7,5

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    Il pilota Aprilia era arrivato a Misano reduce da un weekend eccezionale a Laguna Seca. E riesce a non deludere le aspettative già in Superpole, centrando la prima fila. Nella gara di sabato conferma la sua posizione di partenza, centrando il secondo podio stagionale in sella all’Aprilia RSV4. Con la griglia invertita però, Eugene fa un po’ fatica, lottando con il compagno di team che poi riesce ad avere la meglio sul pilota irlandese. In classifica può gioire dato che strappa a Razgatlioglu l’ottava posizione, ma Forès (7°) dista 51 lunghezze: una missione molto difficile, ma non impossibile dato che ci sono in palio ancora 200 punti iridati.

    Lorenzo Savadori: 7

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    Il tracciato di casa regala soddisfazioni al “Sava”. In Superpole sfiora la prima fila per un decimo di secondo, ed in gara riesce a finire 8° alle spalle di Melandri con la Ducati ufficiale. Domenica parte ancora quinto, perde qualche posizione ma poi riesce a battere Laverty in una sfida marchiata Aprilia. Dunque, due risultati al di sopra della media stagionale per il cesenate classe 1993 che si porta a casa un buon voto in pagella.

    Tom Sykes: 7

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    Ancora una volta Superpoleman fa la differenza in qualifica, ma ancora una volta si perde nel corso di entrambe le gare. In Gara 1 viene sfilato in partenza da Jonathan Rea e, successivamente, da altri piloti. Termina la corsa al 5° posto. Nella gara di domenica parte ancora in prima fila, ma non ha il passo per rimanere nel gruppo di testa. Tuttavia, riesce a finire ancora in Top 5: un buon risultato, ma è palese il fatto che non c’è più armonia tra la Ninja, Tom Sykes e il Kawasaki Racing Team. Un divorzio ormai annunciato…

    Xavi Forès: 6,5

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    Lo spagnolo torna a farsi notare e non solo grazie alla livrea tricolore della sua Ducati. Dopo aver quasi agguantato la prima fila, in Gara 1 si fa superare soltanto da un Davies inferocito e da un Van Der Mark in splendida forma, chiudendo al parco chiuso ancora una volta come miglior pilota indipendente. Sfortunato, invece, in Gara 2: dopo una partenza a razzo dalla prima fila, Forès viene lasciato a piedi dalla Panigale del Team Barni. Si tratta pur sempre di uno zero in classifica, ma ovviamente questo risultato non è colpa del pilota ma della moto. Dunque, valutiamo il connubio moto-pilota più che sufficiente, ma consapevoli del fatto che senza quel guasto sulla Ducati numero 12 il voto sarebbe stato decisamente più alto

    Alex Lowes: 5

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    Dopo 17 gare, arriva la prima caduta con ritiro di Alex Lowes, lui che era caduto in 5 GP nel 2017 ed altrettante volte è finito a terra nel 2016. Fortunatamente nessuna conseguenza per il pilota britannico, che in Gara 2 riesce a chiudere il Gran Premio al 6° posto. Tuttavia lo “zero” di Gara 1 pesa sul voto finale, oltre che per le trattative del pilota inglese per rimanere in sella alla Yamaha per la prossima stagione.

    Altri piloti

    • Toprak Razgatlioglu: 6,5
    • Leon Camier: 6
    • Michael Rinaldi: 6
    • Niccolò Canepa: 6
    • Roman Ramos: 5,5
    • Loris Baz: 5
    • Jake Gagne: 5
    • Leandro Mercado: 5
    • Alessandro Andreozzi: 4,5
    • Yonny Hernandez: 4
    • Jordi Torres: 4
    • PJ Jacobsen: 4

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